Alla stazione Concordia, uno dei luoghi più freddi e isolati del pianeta nel cuore del plateau antartico, è stato inaugurato l’Ice Memory Sanctuary. Si tratta della prima “biblioteca” mondiale di carote di ghiaccio, campioni prelevati dai ghiacciai di tutto il pianeta e conservati per le generazioni future. L’obiettivo è salvare le tracce dei climi del passato prima che i ghiacciai, sempre più fragili, scompaiano.
I ghiacciai sono infatti vere e proprie pagine di storia climatica. Intrappolano bolle d’aria, particelle di polvere, tracce di eruzioni vulcaniche, inquinanti industriali e gas serra. Analizzando alcuni campioni, gli scienziati riescono a ricostruire l’evoluzione dell’atmosfera terrestre, capire come sono cambiati i venti, le temperature e le concentrazioni di CO₂ nel corso di migliaia di anni. È una memoria che oggi rischia di andare perduta. Quando un ghiacciaio fonde, quella memoria si dissolve per sempre.
L’Ice Memory Sanctuary si trova a 3.233 metri di altitudine, a oltre 1.600 chilometri dal punto più meridionale del pianeta, in un’area dove la temperatura media resta intorno ai -52 gradi tutto l’anno. Qui il freddo naturale garantisce condizioni ideali di conservazione, senza bisogno di sistemi di refrigerazione artificiali. Le prime carote di ghiaccio arrivate nel santuario hanno alle spalle una lunga storia. Una è stata estratta nel 2016 al Col du Dôme, sul Monte Bianco; l’altra nel 2025 sul massiccio del Grand Combin, in Svizzera. Nell’ottobre 2025 circa 1,7 tonnellate di ghiaccio hanno lasciato il porto di Trieste a bordo della nave rompighiaccio Laura Bassi, diretta verso l’Antartide. Il viaggio è durato quasi cinquanta giorni, attraversando tre oceani. Una volta raggiunta la costa antartica, le carote sono state caricate su un aereo con stiva non riscaldata e trasportate fino alla stazione Concordia, dove sono state infine depositate nel loro archivio definitivo.
Il santuario è una struttura interamente scavata nel ghiaccio. Non esistono muri in cemento, fondamenta o impianti meccanici. È una galleria lunga 35 metri e larga 5, ricavata a circa 5 metri sotto la superficie e profonda fino a 9 metri. Il progetto è stato sviluppato dall’Unità Tecnica Antartica dell’ENEA insieme all’Istituto Polare Francese, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale, in linea con il Protocollo di Madrid sulla protezione dell’Antartide. L’intervento è stato autorizzato ufficialmente nel 2024 dopo una valutazione di impatto ambientale.
Dietro l’Ice Memory Sanctuary c’è il lavoro della Ice Memory Foundation, attiva dal 2015. In questi anni la fondazione ha coordinato perforazioni in più di dieci regioni del mondo, dalle Ande al Caucaso, per raccogliere carote di ghiaccio dai ghiacciai più vulnerabili. L’idea è conservare questi campioni come un bene comune globale, accessibile in futuro a ricercatori di ogni Paese. Come ha spiegato Carlo Barbante, vicepresidente della fondazione e professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’archivio permetterà agli scienziati di domani di studiare il clima del passato con strumenti che oggi ancora non esistono.




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