L’annuncio ufficiale è stato fatto il 14 gennaio direttamente dal ministro Piantedosi, alla Camera. Un nuovo pacchetto sicurezza è in arrivo in Parlamento, un «banco di prova per capire a chi davvero interessa collaborare per la sicurezza dei cittadini». Il nuovo pacchetto arriva a poche settimane dalla definitiva entrata in vigore del Decreto Sicurezza (dl 1660) e ad appena un anno e mezzo dal Decreto Caivano, ma ne va già a inasprire molte delle disposizioni. Dovrebbe comporsi di due provvedimenti, un disegno di legge e un decreto legge, per un totale di 65 misure che dovrebbero da un lato andare a colpire duramente movimenti e migranti, dall’altro a rafforzare ulteriormente i poteri e le garanzie alla polizia.
Secondo la bozza circolata su alcuni media, tra le novità principali vi dovrebbe essere l’introduzione permanente delle cosiddette “zone rosse”, ovvero le aree urbane vietate ai soggetti «pericolosi» o con precedenti penali, al fine di garantire la «sicurezza» urbana e degli spazi pubblici – norma già caratterizzata da criteri vaghi e ampia discrezionalità per le forze dell’ordine. «In questo momento non è possibile togliere divise dalle strade o dalle stazioni» ha dichiarato Salvini, riferendo che proprio su treni e stazioni sono in arrivo almeno altri 250 militari. Nuovi dispositivi di controllo elettronici come le telecamere potrebbero inoltre essere introdotte negli stadi e nelle sedi degli eventi pubblici, mentre dovrebbe essere autorizzata la presenza di più militari nelle strade cittadine.
Nel corso delle manifestazioni di piazza, inoltre, la polizia potrebbe essere autorizzata a perquisire le persone sul posto e trattenere negli uffici fino a 12 ore persone anche solo sospettate di rappresentare un «pericolo» per lo svolgimento pacifico degli eventi. Chi viene poi condannato, anche in via non definitiva, per reati di violenza contro persone o cose durante le manifestazioni pubbliche, potrebbe essere interdetto dal giudice a partecipare a «riunioni o assembramenti in luogo pubblico». Le sanzioni amministrative (insidiose, in quanto non richiedono l’approvazione di un giudice per la loro applicazione) per mancato preavviso di un corteo o sit in, per deviazione del percorso della manifestazione e “reati” simili, potrebbero essere enormemente aumentate (fino a 20 mila euro), andando così a colpire duramente le finanze di gruppi e movimenti. Una strategia già perseguita dal governo, con le multe che proprio in queste ore stanno fioccando contro i movimenti per la Palestina, proprio per reati quali blocchi ferroviari e manifestazioni non autorizzate.
Per quanto riguarda le forze dell’ordine, la direzione dovrebbe essere diametralmente opposta. Gli agenti potrebbero infatti non vedersi iscritti nel registro delle notizie di reato nel caso in cui le proprie azioni siano giustificate da necessità quali la legittima difesa o il legittimo uso di armi. Una versione “soft” dello scudo penale proposto da FdI e Lega, insomma, il cui obiettivo è garantire l’impunità degli agenti nell’esercizio delle proprie funzioni.
Altre misure dovrebbero poi prevedere una stretta sulla vendita delle armi bianche, nell’ottica di prevenzione della violenza giovanile, mentre vengono introdotti nuovi reati contestabili ai ragazzini tra i 12 e i 14 anni. Le navi delle ONG potrebbero inoltre essere sottoposte a un fermo di 30 giorni (misura già cara a Salvini dai tempi del suo incarico come ministro dell’Interno), prorogabile fino a sei mesi, nel caso di «grave minaccia all’ordine pubblico» o «pressione migratoria». Eventuali migranti a bordo? Verrebbero spediti verso Paesi terzi con i quali l’Italia ha accordi – potendo così finalmente riempire, per esempio, i CPR voluti dal governo in Albania. E per evitare che i magistrati si mettano di traverso rispetto alle decisioni del governo su espulsioni e trattenimento in CPR, come avvenuto in passato, i poteri di questi ultimi verrebbero limitati. E proprio in merito al trattenimento in CPR, i provvedimenti dovrebbero introdurre nuove norme che regolano la detenzione amministrativa. Le persone trattenute potrebbero infatti non poter più godere in automatico del patrocinio gratuito per opporsi ai decreti di espulsione.
L’arrivo delle nuove misure era stato annunciato dalla Lega già a metà novembre, anche se non sembrerebbe contenere alcune delle norme inizialmente annunciate – come l’inasprimento delle misure contro occupazioni abusive e sgomberi. «È fondamentale che i delinquenti abbiano paura» ha detto Salvini, ministro dei Trasporti ma principale promotore delle nuove norme, che dovrebbero essere discusse già nei prossimi Consigli dei Ministri, entro la fine del mese.





Un governo di fascisti altro non sa fare se non reprimere e punire, ovviamente solo i poveri cristi, mentre per i potenti e i ricchi è tutta una festa. Pezzi di merda loro e chi li vota.
A mio parere queste “leggi bunker” non nascono dalla sicurezza: nascono dal terrore del dissenso e dal bisogno di controllare prima ancora che succeda qualcosa.
Se gli italiani vogliono più libertà dai poteri forti, la strada è in salita ma concreta: pretendere regole chiare e controlli veri (giudice e motivazioni scritte per fermi, perquisizioni, zone rosse e sanzioni), pretendere trasparenza totale su dati/algoritmi/accordi con piattaforme, e spezzare le rendite (concorrenza reale, antitrust, media indipendenti, tutela di chi denuncia abusi).
Meno tifo, meno destra, sinistra, centro e più verifica: ogni volta che restringono diritti “per il tuo bene”, chiedere chi decide, con quali prove, e chi paga se sbaglia.
E a quei burocrati euro-autoritari Nazi fascisti che ce l’hanno mollo, che si credono Dio in terra: siete solo l’ennesima caricatura di finto potere dei servi dei servi dei servi…e niente altro.