Quando si parla di Ucraina, l’immaginario collettivo evoca lo scenario di un Paese devastato dalla lunga guerra contro la Russia e di città ridotte in macerie. Ma dietro il fronte visibile del conflitto se ne combatte un altro, silenzioso e pervasivo: quello che vede come attore principale una criminalità organizzata radicata da decenni, che si è evoluta, adattata e persino mimetizzata nel caos della guerra. La mafia ucraina, spesso rimossa dal dibattito internazionale, rappresenta – non certo dal 2022, ma sin dalla fine della Guerra Fredda – uno dei fenomeni più complessi e sottovalutati d’Eu...
Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci (al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo.
Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.
L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni.
Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso.




Credevo che il grosso del traffico d’armi fosse incentrato sugli aiuti bellici occidentali, e non sulle ritirate russe, che mi pare siano veramente poche visto che i russi continuano ad avanzare ovunque…