domenica 19 Maggio 2024

Roma: via al riconoscimento facciale per il Giubileo? Il Garante chiede informazioni

Lo scorso 6 maggio l’agenzia di stampa Ansa aveva battuto una notizia che riportava come Roma si stesse preparando a introdurre nelle sue metropolitane un sistema di videosorveglianza dotato di riconoscimento facciale. La misura sarebbe stata pensata in vista del Giubileo del 2025, e inserita nelle gare d’appalto per l’ammodernamento delle stazioni ferroviarie sotterranee. Una misura non annunciata ufficialmente e che, oltretutto, sarebbe in contrasto con la moratoria attualmente in vigore che vieta l’installazione di sistemi di riconoscimento facciale in tutto il territorio nazionale fino al termine del 2025. L’Amministrazione capitolina cerca ora di spiegare i suoi intenti, ma i chiarimenti non sono sufficienti a fugare ogni dubbio. Tanto che il Garante della Privacy ha chiesto ufficialmente che gli siano fornite maggiori informazioni in merito.

L’apertura dell’istruttoria da parte del Garante ha spinto l’assessora alle politiche della sicurezza di Roma, Monica Lucarelli, a specificare che non saranno introdotte telecamere a riconoscimento facciale. La politica ha usato parole che danno a intendere che una simile soluzione non sia mai stata vagliata e che l’intera faccenda orbiti attorno a un madornale fraintendimento. L’informazione riportata da Ansa fa d’altro canto riferimento a un’audizione congiunta delle commissioni Giubileo e Mobilità del 6 maggio, occasione in cui l’assessore alla mobilità di Roma Eugenio Patanè aveva evidenziato la necessità di avviare due gare d’appalto per rimodernare le stazioni della metropolitana della capitale.

Questo doppio bando prevede un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro e include, tra le altre, l’assunzione di vigilantes e il tanto criticato ammodernamento del sistema di videosorveglianza. In effetti, in quell’occasione, nessuno sembrerebbe aver parlato di riconoscimento facciale o di identificazione biometrica. Non esplicitamente, perlomeno. Si è piuttosto discusso di strumenti “in grado di verificare azioni scomposte” su banchine e vagoni o, come ha chiarito in seguito l’assessora Lucarelli ai microfoni di Adnkronos, di identificare “i comportamenti sospetti” adottati dai passeggeri.

C’è da capire, a questo punto, come le videocamere possano espletare un simile compito pur assecondato la privacy dei viaggiatori. Ostacolo ancor più ostico se si considera che l’intenzione è quella di comparare il feed delle telecamere con un archivio di soggetti che, come sostiene Patanè, “si sono resi protagonisti in passato di atti non conformi e non idonei”. Nonostante le rassicurazioni delle istituzioni, permane dunque un sostanzioso margine di dubbio sulla legittimità degli intenti ed è un bene che il Garante voglia studiare meglio il caso. Anche perché, come fa notare lo stesso Garante, in Italia vige fino a tutto il 2025 una moratoria che proibisce l’installazione di sistemi di riconoscimento facciale in luogo pubblico o aperto al pubblico da parte di autorità pubbliche o di soggetti privati.

[di Walter Ferri]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

3 Commenti

  1. Anni addietro le telecamere nemmeno esistevano eppure i problemi di sicurezza erano minori. Segno che le telecamere non sono la soluzione del problema. Però insistono a farcelo credere. Io preferirei la certezza della pena e più agenti sul territorio. Mi attendo che ora qualcuno scriva che “se non hai nulla da nascondere, dove sta il problema?”

  2. Personalmente preferisco poter andare in giro in sicurezza giorno e notte che la privacy assoluta, certo va riformato il sistema informativo per poter scegliere finalmente dei leaders decenti invece di quelli che siedono sulla notorietà.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI