giovedì 20 Giugno 2024

Leonardo parteciperà alla costruzione di 12 sottomarini nucleari USA

L’azienda Leonardo DRS, il colosso americano produttore di tecnologia militare controllato dall’italiana Leonardo SPA, è stata coinvolta nel più ambizioso e costoso progetto statunitense della Difesa, ossia la costruzione di dodici sottomarini a propulsione nucleare armati di missili balistici intercontinentali con testate atomiche da centinaia di kiloton. La società è stata rilevata interamente nel 2008 dal gruppo italiano attivo nei settori della sicurezza, della difesa e dell’aerospazio, a sua volta controllato per il 30% dal ministero dell’Economia e delle finanze, e ha sottoscritto a gennaio un contratto di tre miliardi di dollari che prevede la progettazione e la realizzazione, per conto della Marina americana e della società appaltatrice (la General Dynamics Electric Boat), del motore elettrico di propulsione principale a magnete permanente e i relativi sistemi di conduzione e controllo dei sottomarini.

Come spiegato dalla Marina statunitense, la futura classe di sottomarini nucleari Columbia sostituirà l’attuale flotta della classe Ohio: lunghi 170 metri e con un dislocamento di poco inferiore alle 21.000 tonnellate, i sottomarini Columbia saranno i più grandi mai costruiti nella storia, ma soprattutto “trasporteranno il 70% circa delle testate nucleari operative della nazione”, secondo quanto riferito dal Pentagono. Ogni sottomarino sarà armato con 16 missili balistici intercontinentali Trident II D5, in grado di trasportare, singolarmente, fino a 14 “veicoli di rientro che possono selezionare target in modo indipendente” con testate termonucleari del tipo W76 o W88 e potenze, rispettivamente, di 100 e 475 kiloton. I Trident II D5 arrivano fino a 12.000 chilometri di distanza. Si tratta di un investimento di lungo periodo per cui la Marina statunitense prevede di spendere più di 132 miliardi di dollari: i primi due sottomarini dovrebbero essere realizzati entro il 2027 con il budget del 2024 (oltre 24 miliardi di dollari); il terzo, il quarto e il quinto saranno finanziati, invece, con i fondi del biennio 2026-2028, anche in questo caso con una spesa di più di 24 miliardi di dollari.

I sommergibili saranno costruiti dalla società Electric Boat, controllata dal gruppo General Dynamic, in collaborazione con Newport News Shipbuilding ed utilizzeranno un reattore nucleare per generare l’energia che alimenterà il motore di propulsione elettrica che verrà realizzato da Leonardo DRS. A tal fine, la società controllata da Leonardo SPA ha sottoscritto un contratto di locazione nell’area metropolitana di Charleston (South Carolina), dove costruirà un impianto destinato alla produzione avanzata, all’assemblaggio e all’effettuazione delle prove di funzionamento dei sistemi di propulsione navale, con un investimento netto di 120 milioni di dollari. L’impianto entrerà in funzione a partire dal 2026, interagendo con gli altri stabilimenti dell’azienda di tecnologia militare: “La prossima struttura del South Carolina consentirà alla società di accrescere la propria capacità di propulsione navale, al fine di razionalizzare il suo sostegno ai programmi prioritari della Marina degli Stati Uniti”, scrive l’ufficio stampa del gruppo industriale.

Sebbene Leonardo SPA non abbia voce in capitolo nelle decisioni e nel Consiglio di Amministrazione della controllata statunitense, l’azienda italiana ne gestisce le quotazioni e la parte finanziaria: nel novembre 2022, per esempio, aveva comunicato il perfezionamento della fusione tra la controllata statunitense Leonardo DRS e la società israeliana Rada Electronic Industries, con automatica quotazione al Nasdaq e a Tel Aviv della controllata. Nell’autunno 2023, invece, il gruppo partecipato dal ministero dell’Economia di Roma, ne ha venduto una quota del 6,3% approfittando del forte rialzo del titolo. L’operazione di fusione con l’azienda israeliana ha consentito a Leonardo di trarre benefici finanziari dalla quotazione della controllata, garantendo anche una presenza domestica stabile nel contesto industriale di Tel Aviv.

Il contratto del valore di tre miliardi di dollari dell’azienda americana con la Marina statunitense e la General Dynamics accelera la corsa verso armi e sistemi sempre più sofisticati e dalle ripercussioni potenzialmente apocalittiche, che proiettano sempre di più il mondo, e in particolare le grandi potenze, verso scenari nucleari per interessi imperialistici, piuttosto che verso il disarmo, come sarebbe richiesto per la vera sicurezza e la pace dei popoli.

[di Giorgia Audiello]

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