domenica 16 Giugno 2024

La Provincia di Trento non si ferma: deciso l’abbattimento di un altro orso

La provincia autonoma di Trento, guidata dal governatore Maurizio Fugatti, ha intenzione di abbattere un altro orso. Questa volta, nel mirino delle autorità provinciali è finito il plantigrado M90, di circa tre anni, che domenica scorsa si sarebbe reso protagonista dell’inseguimento di una coppia di fidanzati su una strada forestale del comune di Mezzana. Nonostante non si siano registrati feriti, la PAT ha deciso di avviare la pratica per la condanna a morte di M90, ritenuto “pericoloso”. La Provincia ha infatti già provveduto a informare Ispra e ha reso noto di essere al lavoro per ricostruire i fatti e accertare con sicurezza l’accaduto “al fine di perfezionare la richiesta di rimozione tramite abbattimento“. In merito alla dinamica dei fatti, però, è scontro tra la PAT e le associazioni degli animalisti, che – come già fatto in precedenza per gli altri plantigradi – protestano veementemente contro i piani «ursicidi» di Fugatti, che continua imperterrito a portare avanti una narrazione allarmistica sulla questione, ampiamente sconfessata da report e statistiche ufficiali.

Ciò che è certo è che, due giorni fa, l’animale ha incontrato la coppia di escursionisti in Val di Sole. Secondo quanto ricostruito dall’autorità provinciale, che ha reso noto di stare compiendo “i necessari approfondimenti per un’azione decisa” a seguito di quanto accaduto, l’orso avrebbe seguito la coppia di escursionisti lungo la strada che porta verso malga Farini per circa 800 metri, per poi dileguarsi nel bosco quando alcune persone a bordo di motociclette sono arrivate sul posto per soccorrere i ragazzi. Lo scorso anno, M90 si era più volte mostrato nel comune di Dimaro, dove era stato catturato a metà settembre, poiché, come sostenuto dalla PAT, aveva fatto “registrare danni nei pressi degli abitati”, ed era stato radiocollarato. La provincia ha inquadrato M90 come un “esemplare problematico, che è stato oggetto di numerosi tentativi di dissuasione”. A sollevare perplessità sull’intera vicenda è stato però l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), che in un comunicato ha dichiarato di nutrire “seri e fondati dubbi circa la ricostruzione, diffusa in queste ore, relativa al presunto inseguimento di una coppia di fidanzati da parte di un orso nella zona di Mezzana. È infatti noto che i plantigradi corrono più velocemente degli uomini e che se davvero l’inseguimento si fosse protratto per 800 metri, l’animale avrebbe sicuramente raggiunto la coppia”. I membri dell’organizzazione vedono dunque in questa storia solo un pretesto per la condanna a morte dell’orso. A tal proposito, hanno già annunciato che, se venisse firmata un’ordinanza di abbattimento, si rivolgeranno nuovamente alla giustizia amministrativa, che, ricordano, “ha finora sospeso tutti i provvedimenti analoghi”. Sulla stessa scia la Lega Anti Vivisezione, che ha ricordato che M90, domenica scorsa, “non ha causato nessun danno”, anche grazie al comportamento corretto dei due escursionisti, che dopo aver incontrato l’orso “hanno correttamente iniziato a indietreggiare lentamente e a fare rumore”.

Nel frattempo, solo una decina di giorni fa, la Giunta provinciale di Trento ha approvato il disegno di legge che prevede la possibilità di abbattere otto orsi ogni anno per i prossimi tre anni, con l’obiettivo di ridurre la popolazione di plantigradi presenti sul territorio della provincia. Se il presidente della provincia Fugatti ha definito il ddl «uno strumento di gestione importante per assicurare in primis la pubblica sicurezza, ma anche la tutela dell’economia di montagna», le associazioni animaliste hanno parlato di un provvedimento «di inaudita crudeltà» e «senza alcuna base scientifica», che «mette l’Italia in rotta di collisione con Bruxelles, esponendo i contribuenti italiani alle salatissime conseguenze di una procedura di infrazione» per violazione della direttiva Habitat sulla tutela delle specie animali. A supporto di tale tesi, d’altronde, vi è lo spaccato fornito dal Rapporto grandi carnivori, pubblicato la scorsa estate dopo mesi di forti insistenze da parte dell’associazionismo animalista, in cui si afferma che il numero di esemplari di orso presenti sul territorio provinciale non stia affatto aumentando in maniera esponenziale, come viene invece subdolamente raccontato alla popolazione.

[di Stefano Baudino]

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