mercoledì 24 Aprile 2024

Ventidue palestinesi in fuga da Gaza sono stati respinti in mare dall’Europa

Ventidue profughi di guerra palestinesi in cerca d’asilo in Europa sarebbero stati respinti dalla guardia costiera greca mentre cercavano di raggiungere l’isola di Lesbo a bordo di due gommoni. La denuncia è di Aegean boat report, organizzazione non governativa norvegese che monitora, segnala e condivide i dati sui movimenti delle persone nel Mar Egeo e le rispettive risposte dei governi. Secondo l’accusa i ventidue, partiti su due zattere di salvataggio, sarebbero stati trovati dalle autorità elleniche alla deriva a sud dell’isola greca Lesbo. La guardia costiera greca li avrebbe quindi intercettati, riportati in mare costringendoli a salire su due zattere di salvataggio e li avrebbe lasciati alla deriva in acque turche infrangendo così i «diritti fondamentali della popolazione di Gaza». Fonti turche hanno intanto riferito di aver avvistato e salvato 56 persone tra cui le 22 respinte dalla Grecia e che l’azione «solleva preoccupazioni per una potenziale violazione dei diritti internazionali dei rifugiati e dei migranti».

La vicenda sarebbe così l’ennesima di una lunga serie di accuse per respingimenti illegittimi e tramite l’uso eccessivo della forza rivolte in questi anni alla Grecia. Proprio in questi giorni la Corte europea dei diritti umani aveva condannato Atene per la morte di migrante siriano deceduto nel 2015 a causa di un colpo alla testa sparato dalla guardia costiera greca. La Ong ha scritto su X: «Le persone a bordo affermano che la guardia costiera greca li ha fermati prima che raggiungessero la terra a Lesbo, li ha portati a bordo di una nave della guardia costiera greca, li ha riportati in mare, li ha costretti su due zattere di salvataggio e li ha lasciati alla deriva. Se i palestinesi non sono rifugiati, in fuga da guerre e persecuzioni, non so chi lo sia. Questi respingimenti sono supportati e finanziati dalla Commissione Europea e da Frontex, i soldi dei contribuenti europei vengono utilizzati per respingere anche i rifugiati palestinesi nel Mar Egeo. Prima fuggono dalle bombe israeliane a Gaza, poi vengono catturati e deportati illegalmente su zattere di salvataggio dalle autorità greche. La Grecia ha sostenuto la risoluzione delle Nazioni Unite sul cessate il fuoco a Gaza, violando quindi i diritti umani fondamentali della popolazione di Gaza».

D’altra parte, la Turchia ha riferito di aver salvato 56 migranti tra cui i 22 respinti dalla Grecia. Le autorità hanno riportato di aver ricevuto segnalazioni di un gommone con migranti in difficoltà al largo della costa di Ayvacık, richiedendo un’azione immediata. La guardia costiera ha così messo in moto due navi procedendo al salvataggio e ha consegnato i migranti al Centro per il rimpatrio degli stranieri di Ayvacık. Inoltre, le autorità turche hanno affermato che «la Grecia ha respinto il gommone dei migranti nelle acque turche, sollevando preoccupazioni per una potenziale violazione dei diritti internazionali dei rifugiati e dei migranti».

Si tratta quindi di accuse che, se confermate, evidenzierebbero la portata del problema della gestione dell’immigrazione in Europa e, soprattutto, il doppiopesismo Ue sulla gestione dei profughi di guerra. In seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina, nell’Unione e nei Paesi membri erano partite vere e proprie gare di solidarietà per gli ucraini in fuga dalla guerra, accompagnate da piattaforme innovative e nuove regole sul riconoscimento dei documenti. Provvedimenti che, ad oggi, non sembrano affatto vicini alla risposta dei Paesi europei sul massacro in Palestina. Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel vicino oriente (UNRWA), dal 7 ottobre 2023 circa 1,9 milioni (oltre l’85% della popolazione) di persone sono state sfollate in tutto il Paese e, secondo il ministero della Sanità di Gaza, sono oltre 23.708 i palestinesi uccisi di cui si ritiene che il 70% siano donne e bambini.

[di Roberto Demaio]

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2 Commenti

  1. Ora vediamo se questo fatto farà notizia sui giornaloni italiani (specie quelli supposti “di sinistra”), sempre pronti a stracciarsi le vesti; dato che qui abbiamo gente che sopra ogni dubbio scappa dalla guerra e dal massacro. Io, ahimè, ho qualche dubbio…

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