martedì 27 Febbraio 2024

Torino, vietato protestare contro l’industria bellica: denunce e fogli di via per gli attivisti

Nove attivisti di Extinction Rebellion (XR) sono stati denunciati dopo una protesta messa in atto presso il Palazzo dell’Oval di Torino, dove si si sta tenendo l’Aerospace and Defence Meeting, la più grande fiera internazionale su aerospazio e difesa militare, che vede la presenza di 600 importanti aziende del settore. Mercoledì mattina alcuni dimostranti, imbrigliati in sicurezza, si sono appesi dal tetto della struttura e hanno srotolato un maxi-striscione con la scritta “Qui si finanzia guerra e crisi climatica” insieme ad alcune bandiere arcobaleno, mentre due persone in piedi sul tetto reggevano la scritta “Stop war now”. Il giorno prima, altri attivisti si erano calati con delle funi dalla passerella pedonale che collega il Lingotto con via Mattè Trucco, esponendo uno striscione recante le parole “Guerra sulla Terra, affari sulla luna”. A quattro delle nove persone condotte in questura sono stati consegnati dei fogli di via – che variano da sei mesi a due anni -, che impediscono ai destinatari di entrare a Torino in quanto “individui socialmente pericolosi”.

Gli ambientalisti che hanno messo in atto le proteste all’Oval sono ora accusati di manifestazione non autorizzata, violenza privata e invasione di territorio. Nell’elenco di coloro che sono stati denunciati compare anche il nome di Luca Sardo, nota figura dei Fridays for Future torinesi. Gli uomini della Digos hanno inoltre sequestrato imbracature, corde, striscioni e radioline portatili. «Siamo qui per denunciare le politiche del governo e delle principali banche italiane – aveva spiegato Aurelia di XR nel corso delle proteste -. Da un lato osserviamo infatti un costante aumento di spese militari e investimenti in combustibili fossili, e dall’altro vi è una drastica riduzione degli impegni per accelerare la transizione ecologica». In un comunicato uscito a margine delle dimostrazioni, in cui è stato sottolineato come l’obiettivo primario dei blitz sia stato quello di denunciare pubblicamente i legami tra l’industria bellica e la crisi climatica, l’associazione ha messo nero su bianco: “Abbiamo bisogno che si apra una discussione seria sulle misure da prendere per raggiungere rapidamente l’obiettivo dell’azzeramento delle emissioni e dell’interruzione della perdita di biodiversità”.

L’Aerospace and Defence Meeting è l’unica business convention internazionale per l’industria aerospaziale e della difesa in Italia, una grande manifestazione che garantisce l’incontro tra i governi e centinaia di aziende dell’industria bellica e dell’aerospazio, tra cui figura anche l’italiana Leonardo. Il meeting di quest’anno ha la finalità di rilanciare il ruolo del Piemonte e di Torino nel settore, ponendo al centro della discussione tematiche come l’“economia lunare” e la “green aviation”. Tra le personalità presenti alla cerimonia d’apertura della nona edizione della fiera c’era anche il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Essere denunciate per violenza privata aver contestato gli investimenti di banche e governi in armi e combustibili fossili, fa quasi sorridere. Essere espulsi da ogni città in cui non si è residenti perché considerati ‘soggetti pericolosi’ è un gravissimo attacco ai principi costituzionali su cui si basa la nostra democrazia”, hanno scritto sulla loro pagina Facebook gli attivisti di Extinction Rebellion Torino in riferimento ai provvedimenti con cui sono stati colpiti. Nel capoluogo piemontese non fa che stringersi la morsa della repressione nei confronti dei protagonisti di questi atti pacifici di disobbedienza civile. Lo stesso era avvenuto nel luglio 2022, quando furono addirittura denunciate per “invasione” 20 persone che si trovavano in piazza per dare solidarietà ad alcuni dimostranti di XR che si incatenarono al balcone del Palazzo della Regione sventolando uno striscione.

[di Stefano Baudino]

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4 Commenti

    • Sono d’accordo con lei, tra totalitarismo e democrazia completa ci sono tantissimi livelli intermedi. L’attuale posizionamento dell’Italia si questa scala può essere dibattuto. Ciò che è certo è che i diritti democratici acquisiti (per quanto limitati) necessitano di protezione ed estensione. Il fatto che le leggi di mercato abbiano tolto molto controllo alle istituzioni e autorità nazionali non lo metto in discussione. Sui problemi siamo tutti d’accordo. Bisogna però abituarsi a parlare di soluzioni e riconoscere la propria responsabilità nel renderle realtà. A mio abissò c’è bisogno di pensare a nuove istituzioni con poteri che riescano a controbilanciare le dinamiche dei mercati globali, la sfida sta nel rendere tali istituzioni democratiche, purtroppo l’accentramento di potere genera corruzione. Però ci tengo a ribadire, parliamo di soluzioni, troppo facile identificare i problemi e rassegnarsi.

  1. Dopo avere concluso la lettura di questo articolo ho provato un forte rigurgito verso l’oppressione che è stata messa in atto. Definirli addirittura socialmente pericolosi mi sembra un paradosso quando i veri pericoli sociali purtroppo siedono le poltrone all’ interno del nostro Parlamento.
    Fa molta paura quando un governo vuole mettere a tacere delle voci, è a rischio la democrazia e la libertà di pensiero di tutti. Sono indignata!

    • Sono completamente d’accordo. A proposito di minacce per la democrazia, mi piacerebbe se si potesse dare maggiore attenzione alla riforma costituzionale del “premieriato”. Il fatto di concedere il 55% del parlamento al partito di maggioranza significa rimuovere completamente la pluralità tipica di una democrazia parlamentare e permetterebbe al partito di maggioranza di consolidare il proprio potere. Ritengo sia importante guardare alla storia in questi casi, perché se davvero il nostro sistema politico verrà privato delle sue basi democratiche, due dei più grandi eventi che passeranno alla storia saranno il referendum sul numero dei parlamentari (che hanno concesso all’attuale governo il premio di maggioranza) e il referendum che propone adesso il governo meloni. Il referendum arriverà prima della fine della legislatura. Sono aperto a discuterne in modo costruttivo con chiunque e a chi è d’accordo dico solo: prepariamoci a difendere la democrazia.

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