mercoledì 24 Luglio 2024

USA, nello Utah vietata la Bibbia a scuola: “contiene volgarità e violenza”

Un distretto scolastico dello Utah, che conta circa 72mila studenti, ha deciso che alle elementari e alle medie sarà vietato leggere e tenere fra gli scaffali la Bibbia – che quindi rimarrà solo nelle biblioteche delle scuole superiori – perché ritenuta, in alcuni versetti, “troppo volgare e violenta” per i più giovani. La decisione è arrivata dopo la denuncia di alcuni genitori, per cui il testo sacro conterrebbe troppi riferimenti a incesti, prostituzione e stupri. Segnalazione a cui il comitato del distretto scolastico ha dato ragione, stabilendo che la Bibbia non è adatta ai più piccoli. L’anno scorso, infatti, lo Stato ha approvato una normativa che consente ai distretti scolastici di ritirare libri considerati ad alto contenuto pornografico o poco appropriati, imponendo però loro di includere, nella decisione finale, i genitori dei ragazzi. E alla fine il comitato di revisione distrettuale ha rilevato che, sebbene la Bibbia non contenga quel tipo di materiale sensibile definito dalla legge, include comunque elementi di “volgarità o violenza” che vanno evitati.

È solo l’ultimo delle centinaia di episodi simili che si inseriscono in quella che negli USA sembra essere diventata una vera e propria tendenza, messa in campo per limitare e controllare ciò che leggono gli studenti, con l’obiettivo moralistico di tenerli “al riparo” da contenuti giudicati pericolosi (come quelli sulla sessualità e la violenza) oppure discriminatori. L’anno scorso una scuola del Texas, ad esempio, ha deciso di ritirare 41 libri tra i quali la Bibbia e una versione illustrata del ‘Diario di Anna Frank’. La American Library Association (Ala) e la Pen America, organizzazioni no profit che difendono la libera espressione, dicono che nelle biblioteche scolastiche USA l’intromissione dei genitori per richiedere di vietare alcuni testi è in continuo aumento. Tant’è che si è passati da 1-2 libri proibiti all’anno del 2015 a 5-6 messi all’indice ogni giorno (tra il primo luglio 2021 e il 31 marzo 2022 sono stati vietati nei distretti scolastici più di mille tomi). E così «testi di importanza storica mondiale, come la Bibbia, possono, attraverso l’attuale prisma di come i libri vengono valutati, finire in questa pila proibita», ha commentato Jonathan Friedman, direttore di Pen.

Una smania censoria che si sta facendo largo anche in Europa. Perché, quando non si vietano, la tendenza è quella di riscrivere i grandi testi per rendere i romanzi più conosciuti e influenti in linea con la sensibilità moderna. È accaduto ad esempio alle opere di Agatha Christie, le cui nuove edizioni pubblicate dalla seconda casa editrice più importante al mondo, la HarperCollins Publishers, sono diverse dalle originali. Non è un caso isolato. Alcuni dei capisaldi della letteratura del secolo scorso sono stati riscritti in quel che appare un atteggiamento capitanato da un politicamente corretto intriso di ipocrisia, piuttosto che da una profonda attenzione alla sensibilità. Il linguaggio è specchio della storia umana e segue di pari passo l’evoluzione sociale, politica, culturale. Eliminare o riadattare il modo d’esprimersi di un’autrice fondamentale come la Christie, perché potenzialmente offensivo, somiglia più a un’operazione di censura che a un modo per mostrarsi rispettosi nei confronti delle consapevolezze odierne.

L’importanza attribuita alla letteratura risiede anche nel suo essere mezzo per comprendere la storia, conoscere, non ripetere errori passati, sviluppare una propria vena critica, oltre ad asservire un profondo bisogno di conoscenza e di svago inerente da sempre all’essere umano. L’autrice, attenta osservatrice della propria contemporaneità, ha narrato con le sue opere, tradotte in tutto il mondo, anche un contesto storico, senza dubbio crudo e lontano da quello odierno. Ma comunque reale. E come lei tanti altri, che non meritano, in egual modo, di essere cambiati o dimenticati.

[di Gloria Ferrari]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

6 Commenti

  1. Con quel c’è in giro non credo che i ragazzini vadano a leggere la Bibbia. È molto più comodo e immediato aprire internet. Che abbia dei contenuti forti non c’è dubbio, ma è noto che se proibisci una cosa ottieni solo di ricoprirla di fascino e desiderio.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI