Dopo Xi Jinping, Putin riceve 40 governi africani: Mosca è tutt’altro che isolata

Si è conclusa ieri pomeriggio la seconda giornata della visita del presidente cinese Xi Jinping in Russia, la prima dopo la sua terza rielezione a presidente della RPC: un evento che si può senz’altro definire storico non tanto per via del legame sempre più solido tra Russia e Cina che si traduce in una maggiore cooperazione commerciale, infrastrutturale e di investimenti tra le due superpotenze, ma soprattutto perché ha sancito la nascita di quella che è stata definita una “nuova era”, rilevando «la profonda trasformazione dell’architettura internazionale». La dichiarazione congiunta adottata martedì da Mosca e Pechino afferma, infatti, che le due potenze «dichiarano l’accelerazione del processo di costituzione di un ordine mondiale multipolare, il rafforzamento delle posizioni dei paesi con mercati in via di sviluppo e degli stati in via di sviluppo, la crescita del numero di potenze regionali che influenzano i processi globali e che mostrano il loro intento di difendere i loro legittimi interessi nazionali». Il tutto all’evidente fine di ridimensionare il ruolo di potenza egemone di Washington all’interno del nuovo assetto internazionale. Oltre all’incontro con Xi Jinping, a confermare la posizione tutt’altro che isolata della Russia nel panorama globale, è stata la “Conferenza Russia – Africa in un mondo multipolare”, svoltasi sempre a Mosca con la partecipazione di ben 40 Paesi africani. Il che prova le buone relazioni instauratesi tra i due continenti, confermate anche dalle recenti contestazioni in diversi Stati africani contro Macron durante il suo ultimo viaggio in Africa, con i manifestanti che sventolavano le bandiere russe.

Cina e Russia: cooperazione energetica e ambizioni per un nuovo ordine mondiale

Tra i temi discussi tra Putin e Xi Jinping, ci sono il rafforzamento della cooperazione tra i due Stati e una strategia per giungere alla fine del conflitto in Ucraina: secondo il presidente russo, il piano cinese per la pace può fare da base per un futuro negoziato tra le parti. Cosa, invece, che non piace agli americani che ritengono la Cina un mediatore non imparziale. Tuttavia, è prevista anche una possibile telefonata tra Xi Jinping e il capo ucraino Volodymyr Zelensky al ritorno del presidente cinese in patria. Durante l’incontro tra i due capi di Stato al Cremlino è stato firmato un importante documento di cooperazione bilaterale per lo sviluppo economico fino al 2030: le due potenze vogliono espandere i collegamenti stradali, ferroviari ed energetici, con la Russia pronta a soddisfare la crescente domanda di energia della Cina. Sono state infatti predisposte tutte le condizioni per la costruzione del nuovo gasdotto “Siberian Force 2”. Entro il 2030, l’approvvigionamento di gas dovrebbe salire a quasi 100 miliardi di metri cubi all’anno; verranno forniti 100 milioni di tonnellate di Gpl, ma anche carbone e combustibile nucleare. Già ora la Russia è diventata il primo fornitore di petrolio per la Cina superando l’Arabia Saudita nei primi due mesi del 2023, secondo i dati del governo cinese. Sul tavolo c’è anche il progetto per costruire una nuova rotta marittima nel Mare del Nord: si tratterebbe della principale linea marittima nel settore artico russo che si estenderebbe lungo le coste settentrionali della Russia attraverso i mari dell’Oceano Artico, consolidando i porti europei ed orientali della Russia e le foci dei fiumi navigabili in Siberia in un unico sistema di trasporto. La lunghezza del percorso è di 5.600 km, dallo stretto di Kara alla baia di Providence. Nell’ambito di questi ambiziosi progetti, Putin ha parlato di «nuova era», commentando così il rafforzamento della cooperazione bilaterale: Abbiamo appena firmato un accordo sul rafforzamento delle relazioni bilaterali che stanno entrando in una nuova era e sullo sviluppo della cooperazione economica fino al 2030. Abbiamo delineato gli orizzonti della nostra partnership e fissato obiettivi e compiti per il futuro che sono audaci nel senso più fine di questo parola».

Altro elemento fondamentale al fine di rimodellare l’ordine internazionale è poi quello finanziario: in tal senso Putin si è detto favorevole ad adottare la moneta cinese per gli scambi con l’Asia: «Siamo favorevoli all’utilizzo dello yuan cinese per gli scambi commerciali tra la Russia e i Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina. Sono fiducioso che queste forme di accordo in yuan si svilupperanno tra i partner russi e le loro controparti nei paesi terzi», ha affermato. Una conferma in più dell’accelerazione sempre più evidente del processo di de-dollarizzazione, ormai iniziato da tempo in diversi Paesi del mondo ed elemento imprescindibile per contrastare l’unipolarismo dell’anglosfera.

Per quanto riguarda la situazione ucraina, nella dichiarazione congiunta sull’approfondimento del partenariato strategico globale di coordinamento per la nuova era, si legge che «Le parti notano che per risolvere la crisi ucraina è necessario rispettare le legittime preoccupazioni di tutti i paesi nell’area della sicurezza e prevenire la formazione di scontri fra blocchi e fermare le azioni che alimentano ulteriormente il conflitto». Nonostante ciò, la Gran Bretagna ha alzato il livello dello scontro dichiarando di voler fornire all’Ucraina munizioni per i carri armati all’uranio impoverito e il capo della diplomazia, Sergey Lavrov, ha ricordato che un passo del genere violerebbe «il diritto internazionale umanitario, come è successo in Jugoslavia nel 1999». Da parte sua, Putin ha affermato che «molti dei punti inclusi nel piano di pace cinese sono in linea con le posizioni russe e possono servire come base per una soluzione pacifica», un piano utile «quando l’Occidente e Kiev saranno pronti. Anche se, per ora, non vediamo una tale volontà da parte loro».

La Conferenza con i governi africani

Un evento messo molto meno in evidenza dai media, ma di grande rilevanza sul piano delle relazioni internazionali, avvenuto durante gli stessi giorni della visita di Xi, è stata la “Conferenza internazionale Russia – Africa in un mondo multipolare”. Le delegazioni di 40 Stati africani sono arrivate a Mosca in vista della preparazione del prossimo vertice Russia-Africa, previsto per luglio a San Pietroburgo dopo quello del 2019 a Sochi. In un discorso alle delegazioni, Putin ha ribadito la storica importanza delle relazioni tra i due continenti, sottolineando come la Russia abbia sempre aiutato i popoli africani nella loro lotta contro il razzismo e il colonialismo con un riferimento nemmeno troppo implicito all’atteggiamento di superiorità delle nazioni occidentali verso l’Africa. Ha quindi affermato la volontà di estendere e intensificare le relazioni commerciali con i Paesi africani: «la cooperazione con gli Stati africani è una delle immutabili priorità della politica estera russa», ha detto Putin. Quest’ultimo ha anche ricordato che grandi progetti d’investimento sono stati implementati in Africa coinvolgendo importanti aziende russe quali Rosneft, Gazpromneft, RusHydro, ALROSA, Lukoil e molte altre: «continueremo ad aiutare le nazioni africane con la produzione di elettricità che finora copre solo un quarto del fabbisogno del continente». La Russia sostiene lo sviluppo e l’indipendenza dei Paesi africani sin dai tempi dell’Urss e ora ha particolarmente intensificato gli sforzi in questo senso perché solo un’Africa libera dal giogo occidentale può contribuire alla creazione del nuovo ordine multipolare di cui sarà un importante tassello per via della sua enorme ricchezza di materie prime e non solo.

La visita di Xi Jinping e la Conferenza Russia-Africa non smentiscono solo il presunto isolamento della Russia, ma mostrano – al contrario – che si sta modellando un “nuovo mondo” di cui proprio l’asse Russia-Cina costituisce il perno e il motore trainante per gli altri attori regionali e non solo. Un quadro che potrà essere ulteriormente rafforzato dal prossimo viaggio di Putin in Cina: Xi, infatti, ignorando del tutto il mandato d’arresto della Corte penale internazionale per il capo del Cremlino, ha invitato quest’ultimo in Cina per una visita entro l’anno. Nuovi equilibri stanno definitivamente prendendo forma “sfidando” i diktat occidentali che, ormai, sembrano non avere più alcun peso sui progetti di sviluppo futuri tra le due superpotenze. Non per nulla, nella dichiarazione adottata ieri dai due stati, si legge che «gli sforzi per rafforzare e approfondire le relazioni russo-cinesi di partenariato globale e cooperazione strategica che entrano in una nuova era sono una scelta strategica indipendente dall’influenza straniera».

[di Giorgia Audiello]

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3 Commenti

  1. Beh, che gli Usa preferiscano usare la pistola piuttosto che la parola è cosa risaputa. È tristissimo invece continuare a vedere una sedicente Europa, con a capo dei lobbysti, ( massoni, fabiani e…stronzi) lasciar andare verso est una parte di sé. Purtroppo ci siamo infilati in un vicolo cieco dal quale ci costerà moltissimo (tempo, energie, denaro e rispettabilità) uscirne. I “nostri” (si fa per dire) rappresentanti a Bruxelles fanno di tutto per rovinare l’esistenza ai propri cittadini relegati ormai al rango di sudditi.

  2. Un capolavoro della politica Usa e i suoi servi europei, potenziare la Russia la Cina e creare un polo alternativo.

    • …infatti, qui hanno veramente sbagliato. E, qui ci sarà il vero scontro militare globale!
      Con l’Europa invece sono riusciti a fare un capolavoro, guadagnandoci alla grande per chissà quanti decenni a venire…stupida UE…

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