sabato 1 Ottobre 2022

La verità sui presunti poteri speciali attribuiti a Draghi dal 24 settembre

Nei giorni scorsi è circolata sui social, diventando virale, la notizia dell’approvazione di un decreto legge, firmato dal Capo dello Stato, che a partire dal 24 di settembre conferirebbe “poteri speciali” al premier Mario Draghi in tema di sicurezza nazionale e attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni.

A generare il panico sul web è stato un articolo dell’avv. Augusto Sinagra pubblicato il 10 settembre 2022 per Imola Oggi, poi aggiornato, in cui si legge: «La situazione è di gravissimo allarme politico ed è di una gravità assoluta. […] Può capitare di tutto. Si possono fare le più fosche previsioni ed ipotizzare le peggiori cose». Nell’articolo Sinagra parla espressamente di un «Decreto-legge che conferisce poteri speciali al Presidente del Consiglio dei Ministri».

Il pezzo è stato ripreso da alcuni utenti e condiviso sui social, allegato a uno screenshot della Gazzetta Ufficiale. La reazione è stata immediata con il popolo del web che, reduce dalla compressione dei diritti e delle libertà negli ultimi due anni e mezzo, ha iniziato a gridare al rischio golpe proprio alla vigilia delle elezioni.

In questo caso, possiamo rassicurare i lettori sulle ricostruzioni allarmistiche che sono trapelate in questi giorni. Innanzitutto, non si tratta di un decreto legge quello a cui fa riferimento l’articolo di Imola Oggi, ma di un Dpcm che non assegna alcun nuovo potere speciale al presidente del Consiglio, ma si limita a regolamentare un potere già esistente dal 2012. Ne consegue che il Dpcm in questione non rischia di far saltare le elezioni, né attribuisce pieni poteri all’attuale premier.

Dietro l’allarmismo generato in questi giorni, è bene ribadirlo, c’è un normale Dpcm che è stato firmato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e non dal Capo dello Stato. Un Dpcm, infatti è un atto amministrativo che non viene sottoposto al vaglio del Presidente della Repubblica.

La norma in oggetto fa riferimento al decreto-legge n.21 del 15 marzo 2012, con lo scopo di semplificare le procedure e rafforzare le attività di coordinamento della presidenza del Consiglio in relazione al potere di golden power, ossia la normativa in base alla quale il governo può dettare condizioni o porre il veto all’acquisto di partecipazioni in aziende strategiche da parte di società straniere.

La norma, entrata in vigore nel 2012, ha segnato così il passaggio da un regime di golden share a un sistema di golden power ed è stata sottoposta nel tempo a numerosi interventi legislativi per ampliarne il raggio d’azione o delimitarne il perimetro. L’ultimo intervento in ordine di tempo è proprio quello del Dpcm n.133 del 1° agosto 2022, a cui fa riferimento l’articolo di Imola Oggi, contenente un regolamento per “coordinare le attività propedeutiche all’esercizio dei poteri speciali del golden power” e l’attività degli uffici responsabili, istituire un “gruppo di coordinamento” e l’istituzione di una “prenotifica” che consenta di comunicare in modo più efficiente con le imprese interessate. Leggiamo infatti sulla Gazzetta Ufficiale: “Il presente decreto disciplina l’attività di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri per lo svolgimento delle attività propedeutiche all’esercizio dei poteri speciali e individua misure di semplificazione dei procedimenti in materia di poteri speciali e di prenotifica, ai sensi del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56″.

Un altro punto sensibile che era stato sollevato da Sinagra È inspiegabile la data di entrata in vigore il giorno prima delle votazioni politiche e ancor più è inspiegabile in che modo verranno esercitati i poteri speciali che non sono definiti in alcun modo») e che ha preoccupato molti lettori è la data di entrata in vigore del Dpcm, ossia il 24 settembre, vigilia delle elezioni. Anche qua la spiegazione è molto semplice di quella paventata: il testo prevedeva l’entrata in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, arrivata il 9 settembre perché la Corte dei Conti l’ha registrato il 6. Da qui, la data del 24 settembre.

Come ha fatto notare Chiara Brusini dalle colonne de ilfattoquotidiano.it, «Le modifiche erano previste dal decreto Ucraina varato lo scorso marzo, ben prima della caduta del governo». Ad allontanare il pericolo dell’auto-attribuzione di “poteri speciali” a Draghi è stato anche l’ex Vicepresidente della Corte costituzionale, Paolo Maddalena, che in un post su Facebook ha ribadito quanto già aveva spiegato in precedenza su ilfattoquotidiano.it: parlando di un «provvedimento tampone che non risolve il problema e impone un enorme lavoro di accertamento delle diverse situazioni economiche dannose per l’Italia, da parte dei vari ministeri, e un lavoro non indifferente da parte del Dipartimento per il coordinamento amministrativo delle attività relative al golden power. Sfugge a Draghi, come era sfuggito a Mario Monti, che i problemi giuridici e costituzionali si risolvono alla radice, e non quando gli effetti dannosi si sono già verificati». Secondo, Maddalena, si tratterebbe pertanto di una “soluzione tampone”, con cui Draghi starebbe cercando di risolvere i problemi creati da una politica di liberalizzazione selvaggia delle infrastrutture strategiche dello Stato: «Finalmente Draghi si è reso conto che la politica sua e dei suoi predecessori ha depauperato l’Italia di enormi fonti di produzione di ricchezza donandole agli stranieri».

 [di Enrica Perucchietti]

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3 Commenti

  1. grazie E.P.
    Che Draghi “si sia reso conto” che ha svenduto l’italia, mi sembra una tesi quantomeno bizzarra dato che lo ha sempre saputo, seguendo gli interessi della finanza internazionale…etc…etc… e non dei suoi connazionali.
    Semmai c’è da chiedersi se questo atteggiamento non sia del tipo “foglia di fico su membro malato”. Sulla buona fede di Maddalena/Fatto Q. non posso e non ho qualità per esprimermi, non lo conosco e non ho motivo di dubitarne.

  2. Una congettura che testeremo con mano dalla fine di quest’anno, che la guerra USA-URSS/Cina mira la distruzione economica sociale e politica europea (grazie al tradimento dei più alti responsabili EU) per meglio asservire l’Europa agli USA.
    Questa volta il 35% della popolazione che vive sotto la soglia della povertà e che – grazie all’asservimento di Draghi agli USA – diventeranno il 50% entro fine anno, costituirà la chiave di svolta per una rivoluzione contro una politica da trent’anni nelle mani di opportunisti che il popolo non ha neppure mai votato.
    Ho raramente errato nelle mie congetture…

  3. Fatto sta che non si capisce perché un governo dimissionario sia andato a normare una materia così delicata proprio adesso e, visto i precedenti poco rassicuranti, secondo me è meglio farsi venire qualche dubbio che passare la cosa come “normale amministrazione”

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