sabato 1 Ottobre 2022

Rinnovabili, in Toscana al via una centrale geotermica e un parco eolico

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, ha dato il via libera alla realizzazione di due nuovi impianti energetici da fonti rinnovabili. Uno geotermico in provincia di Siena e uno eolico in provincia di Firenze. La centrale geotermica proposta da Sorgenia sarà in grado di coprire il fabbisogno di oltre 32.000 famiglie, evitando le emissioni in atmosfera di 40.000 tonnellate annue di anidride carbonica. Il parco eolico progettato da AGSM sarà in grado di coprire il fabbisogno di 100mila persone, evitando le emissioni di 40mila tonnellate annue di CO2. In un anno, tirando le somme: una copertura del fabbisogno energetico di 200.000 persone e un risparmio di 80.000 tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera. Questo, bene specificarlo, sono le stime delle aziende produttrici, che andranno chiaramente verificate. Combinati, i due impianti rinnovabili hanno una capacità 0.04 GW di potenza complessiva. Per raggiungere gli obbiettivi europei per l’energia sostenibile, il Governo dovrebbe installarne 10 GW all’anno. Si tratta quindi di un piccolo passo avanti. Nonostante non si parli certo di impianti monstre, non sono mancati i ritardi e le polemiche, sintomo delle difficoltà burocratiche e non solo che sempre avvolgono le nuove opere in Italia.

Ad esempio, prendiamo il solo parco eolico sul monte Giogo nel Mugello. L’azienda che lo ha proposto nel 2019 alla Regione Toscana aveva iniziato le prime analisi sui dati del vento nel 2015. Inizialmente, al parere positivo della Regione Toscana si contrapponeva quello negativo della Soprintendenza. Quest’ultima allegava problematiche di tutela, recupero e salvaguardia paesaggistica.

Le Soprintendenze sono un organo periferico del Ministero per la Cultura. Esse svolgono, sul territorio di competenza, i compiti istituzionali di tutela del patrimonio culturale. “La definizione degli indirizzi e criteri riguardanti le attività di tutela, valorizzazione, recupero, riqualificazione, vigilanza e salvaguardia dei valori del paesaggio” e “la gestione dei relativi interventi” ricadono tra questi compiti, in cooperazione con le Amministrazioni locali. Qualche mese fa, in un intervista, il presidente nazionale di Legambiente le aveva definite come un freno alla transizione energetica per la loro lentezza e il loro ostruzionismo. Giudizio severo, visto che è certamente essenziale che le opere vengano valutate dal punto di vista ambientale, paesaggistico e della salute, ma è certo che in Italia le tempistiche per queste valutazioni spesso si dilatano oltre il ragionevole, con il risultato talvolta di rendere obsoleti alcuni progetti prima che vedano la luce. Come nel caso del parco eolico di Taranto, recentemente approvato dopo 14 anni di peripezie.

Tornando alla questione del parco eolico sul monte Giogo nel Mugello, non sono mancate le proteste di comitati e associazioni ambientaliste che avevano messo nel mirino le presunte conseguenze negative del progetto, organizzando raccolte firme e camminate per sensibilizzare la popolazione. A una distanza di 2,7 chilometri dal paese più vicino, nel parco eolico saranno installate sette turbine, alte 168 metri, su una superficie di 5,4 ettari. I comitati di protesta hanno ottenuto alcune modifiche al progetto. In origine, le turbine previste erano 8: una è stata eliminata in seguito a una serie di incontri con gli abitanti del Mugello. Inoltre, come compensazione, la ditta produttrice AGSM ha previsto di mettere a disposizione il 3 per cento dei ricavi annui da utilizzare in opere di miglioramento ambientale e risparmio energetico. Dal saper coniugare in tempi ragionevoli le legittime domande di tutela delle comunità locali e la necessità di impianti per la produzione di energie rinnovabili passa certamente parte del futuro italiano.

[di Luca Paltrinieri]

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