mercoledì 28 Settembre 2022

Borneo, la mobilitazione degli indigeni ferma la deforestazione

Quella degli indigeni dello stato del Borneo malese del Sarawak è una battaglia che va avanti da moltissimo tempo, ma sembra essere giunta – almeno per il momento – ad un lieto fine: attivisti e ONG della zona, grazie alla raccolta di immagini e video catturate con droni, il 9 luglio sono riusciti a denunciare alla polizia delle attività illegali di disboscamento ai danni di una foresta protetta. I fotogrammi forniti come prova mostravano la ditta di legname Samling, che i locali definiscono “il gigante malese del legname”, predisporre attrezzature e materiale intorno alla zona per procedere con il disboscamento.

Gli indigeni, appartenenti principalmente alla comunità Penan, esultano per aver impedito, ancora una volta, i soprusi di una grossa società, facendo prevalere la salvaguardia della natura. Per loro infatti disboscare il Borneo significherebbe colpire nel profondo la propria cultura – di cui le foreste fanno parte a pieno titolo – e mettere a rischio il sostentamento di intere famiglie.

I Penan sono infatti indigeni che vivono di caccia, agricoltura e pesca, e risiedono in quelle zone praticamente da sempre. Ad oggi la popolazione è composta da circa 10-12 mila individui, la cui vita à strettamente legata a quella delle foreste. Tuttavia, nonostante questo legame, il Governo del Sarawak fatica ancora a riconoscere i loro diritti territoriali, permettendo lo sfruttamento commerciale del legname nelle loro terre.

La Samling, in sua difesa, ha respinto tutte le accuse, negando di avere avuto anche solo l’intenzione di invadere delle terre indigene. Ma i Penan hanno fatto sapere che la società ha rimosso tutte le sue attrezzature e abbandonato l’area il 15 luglio, il giorno prima della manifestazione che si sarebbe dovuta tenere proprio in protesta. Potrebbe non essere una coincidenza, ma alcuni locali sostengono che i governi del Sarawak e della Malesia abbiano finalmente deciso, nei prossimi mesi, di inserire l’area all’interno di un nuovo progetto di conservazione, approvato dalla International Tropical Timber Organization.

È difficile dire con certezza che non riaccadrà più, soprattutto perché non è la prima volta che i Penan si ritrovano a dover difendere a denti stretti la propria terra. Le comunità, che vivono lungo il confine di quest’area, hanno intrapreso azioni simili contro l’invasione di Samling proprio l’anno scorso, ma le lotte contro i “signori del legno” in diverse parti della foresta vanno avanti ormai dal 1991.

[di Gloria Ferrari]

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