venerdì 12 Agosto 2022

La battaglia di Pescara contro l’inquinamento dell’Edison

La Provincia di Pescara ha emanato un’ordinanza nei confronti di Edison, ritenuta responsabile della contaminazione del fiume Tirino. Si tratta, nello specifico, dei sedimenti fluviali risultati pesantemente contaminati a causa di veleni stoccati da anni nelle discariche 2A e 2B, posizionate lungo il tratto di fiume che attraversa il Comune di Bussi sul Tirino, in prossimità della centrale termoelettrica di Edison. Il provvedimento della Provincia di Pescara si conclude con l’ordine rivolto all’azienda di mettere in sicurezza l’area, rimuovendo i sedimenti contaminati e valutando lo stato di contaminazione della fauna ittica a valle. Nel frattempo, Edison ha chiesto all’Agenzia regionale per la Tutela dell’Ambiente della Regione Abruzzo (ARTA) “un sopralluogo congiunto per delineare il percorso operativo”.

L’ARTA ha evidenziato la contaminazione dei sedimenti fluviali con altissime concentrazioni di mercurio e di piombo, diossine e PCB nel tratto di 500 metri tra i transetti T2 T3 (in corrispondenza delle discariche 2A e 2B e aree limitrofe) e T4 (in prossimità della centrale termoeletttrica Edison) e con diminuzione dei tenori di mercurio dovuta al progressivo allontanamento dalle su indicate aree di apporto”, si legge nell’ordinanza. Una sentenza della Corte di Cassazione, come ricorda il sindaco di Bussi Salvatore La Gatta, ha indicato in Edison il responsabile dell’inquinamento delle discariche 2A e 2B, «che dovrà pagare quando il ministero gli manderà il conto». Nel tratto di fiume interessato, le concentrazioni di mercurio variano da 2.340 mg/kg fino a 7.200 mg/kg, a fronte di un limite di 0,3 mg/kg fissato dallo Standard di Qualità Ambientale – SQA. Il mercurio risulta, dunque, 24.000 volte oltre la soglia. La situazione non migliora col piombo, rilevato in una concentrazione di 4.020 mg/kg e superiore di 40 volte il limite di 100 mg/kg.

La gara relativa alla bonifica delle discariche 2A e 2B si è conclusa nel 2018, tuttavia i lavori non sono stati ancora avviati, a causa della decisione del governo di annullare la gara. Dopo le sentenze del Tar, del Consiglio di Stato e Cassazione, è stata ribadita invece la validità dell’atto.

[di Salvatore Toscano]

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