venerdì 9 Dicembre 2022

Starlink e la nuova guerra ibrida del capitalismo tecnologico

La componente tecnologica è diventata ormai essenziale in qualunque conflitto militare, in quanto la guerra convenzionale non è più sufficiente a prevalere sull’avversario ed è stata, dunque, sostituita dalla cosiddetta “guerra ibrida” che include attacchi cibernetici e l’uso di tecnologie satellitari. Per questo motivo, sin dagli inizi di marzo, il governo di Kiev si è rivolto a otto aziende ipertecnologiche internazionali per chiedere sostegno satellitare contro l’esercito russo. Tra queste appare anche la Starlink del magnate americano Elon Musk che ha inviato in Ucraina migliaia di kit satellitari per la connessione a Internet con la scritta, sulle scatole, “Ci uniamo per la vittoria”: l’azienda del CEO di Tesla e Space X assicura un’ottima connessione di banda e consente, dunque, di guidare i droni di Kiev contro gli obiettivi russi.

Ciò spiega anche l’inaspettata resistenza dell’esercito ucraino che senza il supporto tecnologico e militare dei Paesi NATO sarebbe riuscito a colpire ben poche postazioni avversarie. Infatti, attraverso il supporto satellitare ha potuto ottenere immagini in tempo reale – con uno scarto di poche decine di minuti – oltreché l’analisi e la condivisione immediata dei dati attraverso il sistema cloud.

Non si è fatta attendere, dunque, la risposta di Mosca che, attraverso i suoi informatici, già alla fine di febbraio ha attaccato la rete satellitare KA-SAT di Viasat, mettendo fuori uso la rete Internet usata dall’esercito ucraino, con l’obiettivo di interrompere le linee di comunicazione. L’attacco russo ha avuto ripercussioni pesanti, in quanto non è stato semplice ripristinare i modem e i problemi di connessione Internet hanno coinvolto anche Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Estonia e Unione Europea. Successivamente, anche i modem di Starlink sono stati colpiti, ma hanno resistito. Tuttavia, Musk non ha nascosto una certa apprensione, dichiarando su Twitter che “Finora Starlink ha resistito ai tentativi di disturbo e hacking della guerra informatica russa, ma i russi stanno aumentando i loro sforzi”.

Da tutto questo emerge ancora una volta come gli USA e i Paesi NATO abbiano preso indirettamente parte al conflitto, diventando così di fatto cobelligeranti e amplificando enormemente il rischio di estensione delle ostilità. In base alla testimonianza del comandante della trentaseiesima brigata dei marines delle forze armate ucraine – catturato dai russi – risulta, infatti, che le attrezzature Starlink per la connessione satellitare a Internet siano state consegnate con elicotteri militari a Mariupol sotto il coordinamento del Pentagono. Lo ha affermato su Telegram il direttore dell’Agenzia spaziale russa Roscosmos, Dmitry Rogozin, il quale si è anche rivolto direttamente a Musk: Secondo le nostre informazioni, la consegna e il trasferimento alle Forze armate dell’Ucraina dei terminali Internet per la ricezione e la trasmissione da Starlink è stata effettuata dal Pentagono. Elon Musk è quindi coinvolto nella fornitura di comunicazioni militari alle forze fasciste in Ucraina. E per questo dovrai rispondere in modo adulto, Elon, non importa quanto farai lo stupido”. Poco prima, Musk, sempre su Twitter, aveva scritto: “Se muoio in circostanze strane, è stato un piacere conoscervi”.

Quello russo-ucraino si può considerare il primo conflitto in cui i satelliti hanno svolto e svolgono un ruolo centrale, non solo nel fornire le coordinate e i dati per colpire basi militari o mezzi corazzati, ma anche per alterare le immagini elaborate dai satelliti e smentire così il racconto dei fatti dei russi prima ancora che tali fatti avvengano, proiettandoci in un mondo virtuale in cui la “post-verità” la fa da padrona. La tecnologia ha, dunque, ridefinito il modo di fare la guerra sul campo, ma ha anche potenziato le possibilità della guerra di propaganda e dell’informazione, presenti da sempre in ogni conflitto. La capacità attraverso i satelliti di manipolare le immagini, spiare il nemico e anticiparne le mosse mostra ancora una volta come la tecnologia sia il migliore strumento di controllo e manipolazione della realtà. E in questo scenario, le società ipertecnologiche guidate dai privati come quella di Musk si apprestano a svolgere un ruolo di primo piano. Quello tecnologico, infatti, è già diventato un ambito determinante per il primato militare e geostrategico, nonché, dunque, il vero strumento egemonico contemporaneo. E, non a caso, è l’ambito prediletto dagli esponenti del liberal-capitalismo occidentale, il quale ha investito e continua a investire milioni di dollari in questo settore con lo scopo di riformare il paradigma bellico. Tuttavia, potenze come Russia e Cina non sono state a guardare e hanno anch’esse incrementato la ricerca e sviluppo in questo campo, affermando così compiutamente l’epoca della guerra ibrida combattuta non più solo sul campo a colpi di artiglieria, ma anche attraverso i satelliti e nello spazio cibernetico a colpi di attacchi informatici.

[di Giorgia Audiello]

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