lunedì 23 Maggio 2022

Dal carrello al cervello

Se è vero che potranno controllare quello che c’è nel carrello del supermercato, allora si concretizzerà un vecchio incubo complottista: quello di togliere i codici a barre dalle merci in frigo perché dall’alto dei cieli il satellite verificherà, controllerà, sanzionerà. Ma ancora ci fanno ancora la grazia di tenere cassieri e cassiere quando sarebbe semplice raccogliere e calcolare tutti i codici a barre contenuti nel carrello.

Il problema è un altro. C’è una categoria di persone che non può acquistare quello che desidera, ma soltanto beni di prima necessità, quasi una tessera annonaria dei tempi bellici.

Stiamo, anzi stanno per eleggere presidente della Repubblica, se le cose stanno così, un profanatore delle minime libertà, a cominciare da quelle della privacy, tutelata dal nostro ordinamento.

Allora è finito il libero mercato, fondamentale per la nostra economia, come diceva Luigi Einaudi, futuro presidente della Repubblica, iniziando il suo corso di Economia politica nel 1944, quando celebrava i mercati rionali, le loro voci, le varie offerte delle merci, la libertà di circolazione delle persone. Mentre sto scrivendo provo un senso di rimpianto ma anche di nausea.

[di Gian Paolo Caprettini – semiologo, critico televisivo, accademico]

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10 Commenti

  1. La miopia politica non consente al governo di vedere le conseguenze di tanti ricatti e restrizioni inutili: tra le persone c’è un profondo stato di divisione e risentimento e le conseguenze si faranno presto sentire anche nelle urne (tanta cattiveria non si dimentica).

    Si è creato un precedente grave e in futuro sarà facile, con la scusa del terrorismo, dell’immigrazione o altro, istituire greenpass per prendere il treno, l’aereo o perfino l’autostrada solo se muniti di greenpass: lo stesso controllo sociale delle dittature, una immensa prigione senza sbarre.
    È triste vedere come in cambio di un pò rassicurazioni e di falsa sicurezza, in tanti siano pronti a barattare la propria libertà.

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