sabato 4 Dicembre 2021

Clima e conflitti geopolitici: i pescatori del Mediterraneo nella tempesta perfetta

Il Mediterraneo sta cambiando e con lui tutti i paesi che traggono la maggior parte del proprio sostentamento dalle sue acque. Una serie di fattori, combinandosi tra loro stanno rendendo la vita sempre più precaria per le comunità di pescatori che vivono sulle sue sponde. Per citarne alcuni, cambiamenti ambientali e conflitti geopolitici. Il riscaldamento delle acque, ad esempio, ha portato molti pescatori a spingersi sempre più a largo alla ricerca di pesce, e ad essere meno esigenti riguardo a dove calano le reti. Il rischio è che alcuni uomini finiscano immischiati in controversie territoriali. È il caso dei pescatori italiani che navigavano in acque contese, sequestrati dalle autorità libiche.

Se per un attimo mettiamo da parte le questioni politiche, ecco pronto a intervenire il peggioramento degli effetti del cambiamento climatico. La scienza mostra con certezza che il Mediterraneo si sta riscaldando velocemente. A breve, in molti altri mari nel mondo accadrà la stessa cosa. Un grosso problema se si pensa che alcuni paesi, ad esempio quelli del Nord Africa, risulta quasi impossibile fare a meno della pesca. Soprattutto perché le condizioni del terreno continuano a deteriorarsi, rendendo l’agricoltura ancora più complicata. Tuttavia, la maggior parte del cibo di cui i pesci si nutrono sta scomparendo. Gli stessi pesci, di conseguenza, diventano sempre più sottili e più piccoli. Alcuni rischiano proprio di scomparire.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di “The Week” prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati