All’alba di oggi, sabato 26 luglio, si sono verificati scontri nella vicina provincia costiera thailandese di Trat e nella provincia cambogiana di Pursat. Lo rivelano entrambe le parti coinvolte alle agenzie di stampa internazionali, aggiungendo che almeno 30 persone sono rimaste uccise – sette soldati e tredici civili thailandesi e cinque soldati e otto civili cambogiani – e che più di 130.000 sono state sfollate. Inoltre, la Cambogia ha affermato di aver acquisito il controllo del territorio intorno a Ta Moan e Ta Krabei, insieme ad altri sei siti contesi, mentre la Thailandia ha accusato le truppe cambogiane di aver deliberatamente piazzato nuove mine, anche se tali informazioni non sono ancora state verificate.
Gaza, media: “Decine di morti e migliaia di neonati a rischio malnutrizione”
A Gaza decine di attacchi israeliani hanno provocato decine di morti e feriti civili, tra cui bambini. Lo riportano le agenzie locali come Wafa ed i reporter di Al Jazeera, sottolineando che le stime riportate finora potrebbero aumentare ulteriormente nelle prossime ore. Dall’alba di oggi, sabato 26 luglio, almeno 30 persone sono state uccise nei raid, tra cui 14 richiedenti aiuti. Inoltre, secondo quanto riportato, cinque persone sono decedute a causa della malnutrizione, tra cui due neonati. Secondo l’ufficio stampa del governo di Gaza, Israele starebbe commettendo un «disastro umanitario imminente e senza precedenti» che starebbe mettendo a rischio 100.000 bambini di età pari o inferiore ai due anni, tra cui 40.000 neonati che rischierebbero di morire entro pochi giorni.
“Ondeggia, oceano”, una poesia di George Gordon Byron (1812-18)
Ondeggia, Oceano nella tua cupa
e azzurra immensità.
A migliaia le navi ti percorrono invano;
L'uomo traccia sulla terra i confini,
apportatori di sventure,
Ma il suo potere ha termine sulle coste,
Sulla distesa marina
I naufragi sono tutti opera tua,
è l'uomo da te vinto,
Simile ad una goccia di pioggia,
S'inabissa con un gorgoglio lamentoso,
Senza tomba, senza bara,
senza rintocco funebre, ignoto.
Sui tuoi lidi sorsero imperi,
contesi da tutti a te solo indifferenti
Che cosa resta di Assiria, Grecia, Roma,
Cartagine?
Bagnavi le loro terre quando erano libere
e potenti.
Poi vennero parecchi tiranni stranieri,
La loro rovina ridusse i regni in deserti;
Non così avvenne, per te, immortale e
mutevole solo nel gioco selvaggio delle onde;
Il tempo non lascia traccia
sulla tua fronte azzurra.
Come ti ha visto l'alba della Creazione,
così continui a essere mosso dal vento.
E io ti ho amato, Oceano,
e la gioia dei miei svaghi giovanili,
era di farmi trasportare dalle onde
come la tua schiuma;
fin da ragazzo mi sbizzarrivo con i tuoi flutti,
una vera delizia per me.
E se il mare freddo faceva paura agli altri,
a me dava gioia,
Perché ero come un figlio suo,
E mi fidavo delle sue onde, lontane e vicine,
E giuravo sul suo nome, come ora.
Il romantico non abita il mondo, abita la natura. Di conseguenza detesta i confini che risultano da guerre o da convenzioni. Li odia ma li teme perché segni di un oltraggio sovrumano.
L’infinito stesso di cui cantava Leopardi, o gli sfondi lontani pittorici messi in poesia dalle sorelle Brönte in quegli anni, venivano definiti come «mare», oceano indifferenziato capace di contenere insieme il tutto e la morte.
La morte, anch’essa tuttavia, non come fine ma come accesso a un mondo senza limiti, e quindi senza tempo. Un naufragare della vita quale navigazione. La morte, espressione dell’indicibile poetico, della passione totalizzante dell’amore, che il melodramma e la canzone nell’ Otto e Novecento avrebbero conosciuto benissimo.
Il poeta figlio delle onde, del loro gioco selvaggio, sa che l’eros è un incantesimo immortale, e quindi esprime il suo giovane piacere, la sua visione poetica come abbandono, come attrazione verso l’ignoto.
L’intenzione romantica non crede a un «tu» davvero dialogico, fisico, umano. Sa che i suoi sentimenti deboli e immensi urtano contro le leggi della storia, sormontano ogni fatica umana, rendono religioso e insieme tremendo ogni sguardo.Così si sarebbe espresso, cinquant’anni dopo, Victor Hugo in esilio sulla odiosamata isola di Guernsey, all’ inizio della sua epopea romanzesca della pesca come sfida: Les travailleurs de la mer, I lavoratori del mare.
Iran, attacco armato a tribunale nel Belucistan: almeno 6 morti e 20 feriti
Nella giornata di oggi, sabato 26 luglio, un gruppo di uomini armati ha lanciato una granata all’interno di un tribunale a Zahedan, capoluogo della provincia del Sistan e Belucistan, nel sud-est dell’Iran. L’attacco ha causato la morte di almeno sei persone e il ferimento di altre 20. Tre degli attentatori sono stati uccisi in un conflitto con la polizia. L’agenzia Tasnim ha ad ora attribuito l’attacco al gruppo terroristico sunnita Jais al Adl, attivo nel Belucistan e in conflitto con il governo iraniano, a maggioranza sciita. Il Belucistan è una regione al confine con il Pakistan, abitata principalmente da sunniti.
Italia, sciopero di 4 ore nel settore aereo: molti voli a rischio
Oggi, tra le 13 e le 17, diversi sindacati del settore aereo hanno proclamato scioperi che potrebbero influire sui voli in Italia. Gli scioperi coinvolgono sia gli operatori di terra che di volo. Il sindacato UILT-UIL ha indetto uno sciopero per il personale di Volotea, in trattativa per un aumento degli stipendi, mentre FLAI Trasporti e Servizi ha organizzato uno sciopero per chi lavora in aziende che gestiscono assistenza passeggeri e bagagli. CUB Trasporti, infine, ha richiesto miglioramenti nelle condizioni di lavoro. I voli prima delle 13 sono garantiti, come anche quelli che potrebbero partire in ritardo fino a mezz’ora dopo l’inizio dello sciopero.
Russia-Ucraina: attacchi incrociati provocano morti e feriti
Monza: la battaglia dei cittadini per difendere 25.000 mq di bosco dalla cementificazione
Un bosco spontaneo di circa 25.000 metri quadrati situato nell’area dell’ex caserma IV Novembre di Monza potrebbe essere abbattuto per fare spazio a uno studentato. Il progetto è stato promosso dalla giunta Pilotto attraverso l’approvazione di una variante al Piano di Governo del Territorio, e intende tenere fede a un impegno siglato nel luglio del 2024 con l’Università di Milano-Bicocca, l’Agenzia del Demanio e la Regione Lombardia. Il piano prevede la costruzione di due edifici in cemento armato dal volume di 56.000 metri cubi, volti a ospitare fino a 500 studenti, con spazi dedicati ad attività commerciali e piani interrati per i parcheggi e l’estensione della metropolitana milanese. Contro il progetto si sono mossi diversi comitati locali e organizzazioni ambientaliste, che hanno promosso una petizione che ha già raggiunto 29.000 firme. I comitati hanno presentato diverse osservazioni al Comune, chiedendo di realizzare altrove lo studentato, individuando aree dismesse e inutilizzate più adatte alla riqualificazione; l’amministrazione, tuttavia, ha respinto tutte le richieste dei comitati.
L’approvazione per la costruzione dello studentato da parte del Comune di Monza è arrivata con la delibera n. 5 del 6 febbraio 2025. Il progetto è stato concordato il 24 luglio 2024 dall’Agenzia del Demanio, il Comune di Monza, la Regione Lombardia e l’Università degli Studi di Milano – Bicocca. L’area interessata è quella adiacente all’ex caserma IV Novembre, nel quadrante nord-ovest della città, e si estende per 24.600 metri quadrati. Il piano prevede la realizzazione di due edifici che ospiterebbero fino a 500 studenti, dando priorità agli iscritti al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Bicocca, che ha sede a Monza in via Cadore, vicino al polo ospedaliero San Gerardo. Gli edifici sarebbero dotati di mense, attrezzature sportive, sale riunioni, aule studio e locali per attività commerciali aperte anche al pubblico. Il progetto prevede inoltre la costruzione di un piano interrato destinato a circa 200 posti auto e «a un parcheggio di interscambio di circa 8.000 mq per assorbire il traffico pendolare della fermata capolinea della tratta M5 della metropolitana milanese». Proprio in questa stessa area, infatti, verrebbero avviati i cantieri per costruire la stazione della metropolitana milanese di Monza, come concordato con la Regione Lombardia. I cantieri per la zona interessano complessivamente circa 168.000 metri cubi di edifici pubblici, a cui vanno aggiunti altrettanti metri cubi destinati a edifici privati, in gran parte – come il centro commerciale – già esistenti, con altezze fino a 13 piani.

Sin dal lancio del progetto, gruppi ambientalisti e comitati locali si sono mossi contro l’iniziativa. I gruppi, in particolare, hanno chiesto di spostare il cantiere dello studentato, individuando nella «ex Fossati e Lamperti» e nelle «aree del vecchio Ospedale Umberto I» luoghi adatti alla sua realizzazione; si tratta infatti di aree dismesse, di proprietà pubblica e situate a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Monza centro (a due fermate da Milano Greco-Pirelli, stazione a una manciata di minuti dal polo centrale dell’Università Bicocca). I comitati hanno poi chiesto di «non tagliare il bosco o, nel caso si volesse comunque procedere in modo rovinoso, di prevedere ampie compensazioni», con un’estensione pari da due a cinque volte l’area disboscata, nelle sue adiacenze. Infine, è stato chiesto di organizzare un’assemblea pubblica sulla variante urbanistica, «così come formalmente richiesta da due mesi dalla Consulta dei quartieri di San Biagio – Cazzaniga». Il Comune ha respinto tutte le proposte, tranne quest’ultima. L’assessore all’Urbanistica, Marco Lamperti, ha inoltre affermato che l’area interessata «è urbanizzata, non boscata».
Filippine, respinto l’impeachment contro la vicepresidente
La Corte Suprema filippina ha respinto la richiesta di impeachment contro la vicepresidente Sara Duterte, figlia dell’ex presidente Rodrigo Duterte, attualmente in custodia presso la Corte Penale Internazionale, in attesa di processo per crimini contro l’umanità. Sara Duterte era stata accusata dalla Camera bassa delle Filippine di aver utilizzato impropriamente fondi pubblici per accumulare ricchezza, e minacciato di morte l’attuale presidente filippino Ferdinand Marcos Jr, figlio dell’ex dittatore Ferdinand Marcos. La Corte ha affermato di non assolvere Duterte dalle accuse, ma che la richiesta di impeachment è incostituzionale.







