Cartelli messicani, bande di motociclisti e organizzazioni criminali: sono i destinatari del contrabbando di armi dall’Ucraina. Le prove a dimostrazione di ciò non sono schiaccianti, ma molte autorità europee hanno più volte posto il problema in maniera circostanziata. Inoltre vi sono vari precedenti arresti importanti, antecedenti all’invasione russa e all’invio massiccio di armi da parte occidentale, in un Paese, l’Ucraina, storico venditore di armi di contrabbando.
Banditos MC e cartelli della droga
“Abbiamo segni che queste armi esistono già in Finlandia”, ha detto Christer Ahlgren, sovraintendente del National Bureau of Investigation, durante un’inchiesta condotta dal giornalista Kirsi Heikel e pubblicata nell’ottobre scorso. Armi fornite all’Ucraina sono state trovate anche in Svezia, come riportato già da L’Indipendente, come anche in Danimarca e Paesi Bassi. Le informazioni riguardano armi militari (come i fucili d’assalto), granate e droni. Secondo Ahlgren, che dirige l’unità d’intelligence sulla criminalità organizzata, le rotte, i processi e i collegamenti necessari per il contrabbando di armi illegali dall’Ucraina alla Finlandia sono già in atto: “Ci sono tre delle più grandi bande di motociclisti del mondo che operano in Finlandia, che sono organizzazioni criminali altamente internazionali. Uno di questi è il Bandidos MC, che ha un dipartimento in ogni grande città dell’Ucraina”.
I Bandidos MC sono uno dei Big Four, ovvero i club motociclisti più diffusi al mondo, insieme a Hells Angels MC, Outlaws MC e Pagans MC, nati in Texas, e contano centinaia di raduni sparsi in decine di Paesi e con migliaia di aderenti; il loro motto: “We are the people our parents warned us about” (“Noi siamo le persone da cui i nostri genitori ci hanno messo in guardia”). Questa banda di motociclisti sarebbe uno dei canali attraverso cui le armi seguono il percorso inverso rispetto a quello fatto in precedenza, ovvero dall’Occidente verso l’Ucraina. L’enorme mole di armamenti mandati dai Paesi dell’Alleanza Atlantica, di cui l’Ucraina ha sempre rifiutato di stabilire un serio tracciamento, finisce in ogni dove, anche nelle mani di chi si vuole arricchire facilmente, in un clima di elevatissima corruzione, e nelle mani di coloro che magari vorrebbero esportare una vena di violenza in altre nazioni dell’Occidente. Si può dire questo in base alle evidenze risultanti da un inchiesta condotta da L’Indipendente – L’internazionale nera – e a precedenti che successivamente andremo a citare. “L’Ucraina è stata armata in gran numero, e questa è una buona cosa. Ma avremo a che fare con queste armi per decenni e ne pagheremo il prezzo qui”, ha detto Ahlgren al giornalista Heikel.
D’altronde, all’inizio di giugno dello scorso anno, l’Europol rilasciò una dichiarazione in cui affermava che “la proliferazione di armi da fuoco ed esplosivi in Ucraina potrebbe portare a un aumento delle armi e delle munizioni trafficate nell’UE attraverso rotte di contrabbando stabilite o piattaforme online”. Jürgen Stock, capo dell’Interpol, ebbe a dire: “I gruppi criminali cercano di sfruttare queste situazioni caotiche e la disponibilità di armi, anche quelle usate dai militari e comprese le armi pesanti. Questi saranno disponibili sul mercato criminale e creeranno una sfida. Nessun Paese o regione può affrontarlo da solo perché questi gruppi operano a livello globale”. Le armi destinate all’Ucraina sarebbero finite anche in Messico, nella mani dei cartelli della droga, sempre alla ricerca di materiali da utilizzare nella loro guerre intestine e contro gli apparati statali, così come da ri-contrabbandare in cambio di altra merce. Il collegamento potrebbe proprio essere la rete di motociclisti e organizzazioni e gruppi criminali afferenti o che ne gravitano attorno.
In quel periodo, Jürgen Stock registrava anche l’aumento vertiginoso di furto di fertilizzante che sì, è senz’altro utilizzato in agricoltura – specie in un momento di grave crisi alimentare – ma che è anche componente di molti esplosivi fatti in maniera artigianale.
Jonas Ohman, fondatore e CEO di Blue-Yellow, organizzazione con sede in Lituania che ha fornito, fin dal 2014, visori notturni, radio, giubbotti in kevlar, caschi, droni e altri materiali alle forze ucraine, durante i primi primi mesi del conflitto ebbe a dire che solo il 30-40% delle forniture militari che arrivano in Ucraina andavano nelle mani di chi di dovere, denunciando la corruzione presente nel Paese, anche se ha poi affermato che la situazione sarebbe migliorata, senza specificare alcunché.
Precedenti recenti e passati
La corruzione in Ucraina è endemica e non molto tempo fa (a gennaio di questo anno) abbiamo assistito ad una epurazione compiuta da Zelensky nei confronti di diversi soggetti facenti parte del governo e del suo entourage, così come di governatori di Oblast, proprio in riferimento a eclatanti casi di corruzione ad alti livelli, come raccontato da L’indipendente. D’altronde, già nel luglio scorso, l’Ufficio per la sicurezza economica dell’Ucraina aveva registrato ripetute vendite di armi e aiuti umanitari provenienti dall’Occidente. “Anche i beni militari sono venduti per denaro. Abbiamo stabilito tali fatti”, disse il direttore del dipartimento, Vadym Melnyk, in onda sul canale televisivo Ukraine 24, annunciando indagini interne.
Ma le armi in Ucraina ci sono sempre state e per lungo tempo quelle di epoca sovietica sono state utilizzate per far divenire il Paese come uno dei maggiori contrabbandieri di armi al mondo. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, nel 1991, le grandi quantità di armi presenti in Ucraina vennero razziate e rivendute sul mercato nero. Un’inchiesta parlamentare ucraina ha concluso che tra il 1992 e 1998, l’Ucraina ha perso 32 miliardi di dollari in risorse militari, in parte attraverso il furto, la vendita di armi a sconto e la mancanza di supervisione. Così, già agli inizi del primo decennio del XXI secolo, l’ex Repubblica sovietica era divenuta un hub mondiale per il contrabbando di armi. Ne dava addirittura notizia, nel giugno 2016, Radio Free Europe/Radio Liberty, organizzazione mediatica finanziata dal governo statunitense.
Un caso eclatante, denunciato da Amnesty International, ha riguardato la vendita illegale di mitragliatrici, mortai e altre armi, da parte di Ucraina a gruppi armati del Sud Sudan, aggirando l’embargo imposto dalle Nazioni Unite. Amnesty International aveva dimostrato che Ukrinmash, nel 2014, in collaborazione con una società degli Emirati Arabi Uniti, e che coinvolge la Gran Bretagna, aveva aggirato il divieto delle Nazioni Unite sulla vendita di armi allo Stato africano devastato dalla guerra per un valore che si aggirerebbe sui 170 milioni di dollari.
L’altro caso mediaticamente rilevante fu quello di un francese arrestato, nel giugno del 2016, al confine tra Ucraina e Polonia, che aveva all’interno del proprio furgone cinque fucili semiautomatici Kalashnikov, due granate a razzo anticarro, 5.000 proiettili, 100 detonatori e 125 kg di TNT e decine di passamontagna. L’uomo, preso in carica dal servizio di sicurezza statale ucraino (SBU) è stato poi consegnato alla polizia francese affermando che: “Il francese ha parlato negativamente delle politiche migratorie del suo governo, della diffusione dell’Islam e della globalizzazione”, ha detto Vassil Hrytsak dell’SBU in una conferenza stampa a Kiev. “Ha anche detto che voleva perpetrare atti di terrore in segno di protesta”.
Insomma, l’Ucraina già da più di trent’anni è diventata un hub mondiale del contrabbando di armi e certamente il conflitto in corso non può che aumentarne l’importanza, tanto, ovviamente, per la mole gigantesca di armi che gli Stati occidentali stanno inviando, tanto per la corruzione e le condizioni economico-sociali in cui versa il Paese.
[di Michele Manfrin]
Armi di contrabbando e l’Ucraina in Europa, non servono i sovranisti, l’UE si autodistrugge da sola.
Complimenti per l’articolo. Continuate su questa linea di informazione. Era comunque scontato che le ex Repubbiche Sovietiche,fra cui l’ Ucraina per collocazione geostrategica,abbia colto “l’opportunità ” di poter contrabbandare le armi in proprio possesso lasciate dall’ex URSS. Speriamo che da parte del Governo Europeo vi sia una attenta riflessione, su una possibile entrata dell’Ucraina nella UEa breve termine ,a dispetto di altri Paesi che ne hanno chiesto da tempo l’inclusione. Potrebbe essere un boomerang per l’equilibrio,già precario, dell’Unione.
È giunta l’ora, come desidera ardentemente il nostro “caro” presidente, di accogliere nella EU questa nobile nazione…
Il nostro caro “presidente” dovrebbe andare alla bocciofila riturarsi e tacere non se ne può più dei sui spesso inutili e scontati discorsi
Sarebbe interessante sapere cosa pensano i 40 milioni di ucraini che non hanno votato per il pagliaccio che li governa conto terzi di quello sta loro accadendo.
Grazie M.M. si è sempre saputo che fine avrebbero fatto le nostre armi e credo proprio che lo sapessero anche draghi e poi meloni. Ciononostante continuano a rifornire il mercato nero, ad indebolire le nostre economie, ad aumentare la fascia di famiglie a bassissimo reddito ed a rendere i poveri sempre più poveri. La ricetta è semplice: non esiste cura ne negoziato. La pace forse non rende. Forse non soddisfa gli interessi di chi manovra i politici. Bravi!
Comunque avanti così. Articoli come questo tutti i giorni.
La penso come te. Un articolo più che buono. Aggiungo una battuta: meno male che ogni tanto il governo da qualche fregatura , vedi M109L , donati (o fatturati?), non funzionanti e non riparabili, sarà difficile rivenderli sul mercato nero 😀
Grazie per questi articoli così ben ricostruiti e circoscritti