venerdì 16 Gennaio 2026

Fermare traffico e inquinamento sui valichi alpini: la protesta di 67 associazioni

Una coalizione di 67 organizzazioni, guidata da CIPRA International, ha inviato una lettera aperta al commissario europeo Apostolos Tzitzikostas e ai ministri dei trasporti degli Stati alpini, sollecitando di mantenere e rafforzare gli interventi adottati contro la crescente pressione esercitata dal traffico di transito sulle regioni alpine. La mobilitazione nasce in risposta al ricorso presentato dall’Italia nel 2024 contro le misure di regolamentazione del traffico merci attuate dal Land del Tirolo, il cui esito, atteso per il 2026 dalla Corte di giustizia europea, rischia di diventare un precedente pericoloso per tutta la gestione ambientale dei valichi alpini. Le associazioni chiedono di non far venir meno gli strumenti di contenimento del traffico, indispensabili per proteggere ecosistemi fragili e comunità locali già sotto stress per inquinamento e cambiamenti climatici.

Il caso specifico riguarda il Passo del Brennero, dove l’Austria ha introdotto limitazioni al transito dei mezzi pesanti – quali divieti di circolazione notturna e nei fine settimana, divieti settoriali e contingentamenti orari dei camion sulla A12 – che l’Italia contesta in nome della libera circolazione delle merci. Secondo i firmatari della lettera, l’abolizione di queste misure aprirebbe la strada a un traffico illimitato, con conseguenze insostenibili per la salute delle popolazioni e l’integrità ambientale non solo lungo quel corridoio, ma su tutte le direttrici transalpine. Viene paventato un «effetto domino» che potrebbe portare alla revoca di tutele analoghe su altri valichi, privilegiando definitivamente il trasporto su gomma a scapito della ferrovia.

Per ottenere un volume di traffico che non sia dannoso per l’uomo e la natura, le organizzazioni sostengono la necessità di «promuovere una politica dei trasporti coordinata che favorisca i mezzi di trasporto rispettosi dell’ambiente e delle risorse, aumenti l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di trasporto e riduca il volume di traffico in conformità con gli accordi internazionali del protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi». Tra le proposte concrete avanzate figura l’introduzione di una “borsa dei transiti alpini”, un sistema di aste per l’allocazione delle fasce orarie di transito ai camion, capace di distribuire il traffico in base alle capacità effettive e di applicare il principio “chi inquina paga”. La lettera elenca anche una serie di misure complementari: dall’aumento dinamico dei pedaggi stradali per internalizzare i costi esterni (inquinamento, rumore, usura infrastrutturale), al potenziamento dei controlli, dall’armonizzazione delle norme transfrontaliere per il trasporto su rotaia alla modernizzazione della rete ferroviaria senza nuovi ampliamenti stradali. Centrali sono anche il completamento operativo del tunnel di base del Brennero e l’abolizione dei sussidi al gasolio.

«Il mantenimento della regolamentazione del trasporto merci al Brennero e l’attuazione di una gestione sostenibile del traffico stradale e ferroviario sulle direttrici di transito alpino sono fondamentali per garantire un traffico di transito rispettoso dell’ambiente e del clima e, allo stesso tempo, delle persone e dell’ambiente naturale!», ribadisce con forza la lettera. Solo con un trasferimento modale effettivo verso la ferrovia, concludono le associazioni, sarà possibile conciliare la mobilità con la protezione degli ecosistemi alpini e della qualità di vita dei loro abitanti.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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