martedì 10 Marzo 2026

In Italia sono diminuite le vittime di incidenti stradali

Nel primo semestre del 2025, sulle strade italiane si è registrato un calo delle vittime da incidente stradale. Lo dicono i dati provvisori diffusi da Automobile Club d’Italia (ACI) e Istat: da gennaio a giugno sono morte 1.310 persone a causa di incidenti, il 6,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Meno anche i feriti (111.090, -1,2%) e gli incidenti con lesioni (82.344, -1,3%). È una tendenza che conferma, pur con lentezza, un percorso avviato da tempo. Rispetto al 2001, infatti, il numero dei decessi si è ridotto di oltre il 60%.

il miglioramento dei numeri si deve a una combinazione di fattori. I controlli più serrati su velocità, alcol e uso del cellulare, l’introduzione di tecnologie nei veicoli per prevenire urti e sbandamenti, campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza e un soccorso sanitario più rapido hanno avuto un impatto concreto. Anche le città stanno cambiando. L’attenzione crescente verso ciclisti e pedoni, l’adozione di zone 30 in molte aree urbane e la presenza di tutor e autovelox hanno reso alcune aree abitate meno pericolose. Allo stesso modo, l’obbligo di dispositivi di sicurezza come l’ABS, gli airbag e gli ADAS (sistemi avanzati di assistenza alla guida) ha contribuito a ridurre la gravità degli impatti.

Il progresso non è però uniforme per tutte le tipologie di carreggiata. Se le strade urbane ed extraurbane mostrano un calo delle vittime (rispettivamente -8,4% e -7,1%), le autostrade registrano un’inversione di tendenza, con un aumento del 4,4% dei decessi. Un dato che pone l’attenzione sulle condizioni delle infrastrutture e sulla loro capacità di proteggere efficacemente chi viaggia. Uno dei nodi critici riguarda le barriere di sicurezza. Molte di quelle in funzione oggi in Italia sono state progettate più di trent’anni fa, per auto che pesavano mediamente 1.200 kg. Oggi, tra SUV e auto elettriche, il peso medio dei veicoli supera abbondantemente i 1.800 kg. In caso di impatto, una barriera inadatta può fare la differenza tra la vita e la morte. Allo stesso modo, la combinazione tra condizioni meteo avverse – come pioggia e ghiaccio -, la scarsa manutenzione del fondo stradale, asfalto consumato, buche e insufficiente illuminazione, possono trasformare una frenata d’emergenza in un impatto fatale.

Per tutti questi motivi, il nostro Paese resta sopra la media europea per mortalità stradale. Nel confronto con i dati della Commissione europea, l’Italia continua ad avere più decessi ogni milione di abitanti rispetto a Francia, Germania o Spagna. Nello specifico, ogni giorno sulle strade italiane si registrano ancora oltre 450 incidenti, 600 feriti e più di 7 morti. Una persona perde la vita ogni tre ore e mezza. Per invertire la tendenza, sarà fondamentale intervenire in ogni direzione, partendo dall’aggiornamento delle normative, passando dal miglioramento delle infrastrutture fino a investire in una cultura della sicurezza fin dalle scuole.

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Gloria Ferrari

Laureata in Culture e Letterature del mondo moderno a Torino. Scrive di diritti umani e ambiente per diverse testate giornalistiche italiane. Collabora con L’Indipendente dal 2021.

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2 Commenti

  1. Per migliorare la sicurezza occorre soprattutto che gli automobilisti e motociclisti guidino conoscendo 1) il comportamento dei loro veicoli in tutte le condizioni ambientali e delle delle strade che percorrono 2) dare la possibilità di frequentare dei corsi di guida sicura, sia per auto che per moto, con detrazioni fiscali adeguate per agevolare i relativi costi. 3) per i motociclisti promuovere l’acquisto di dispositivi di protezione, anch’essi agevolati. 4) poi, infine investire sulle infrastrutture e su maggiori controlli. Infatti gli incidenti non sono casuali, ma dovuti a comportamenti sbagliati degli utenti

  2. Mi chiedo perché nelle piazzole di soccorso della A22, adibite appunto a soccorso e non ad aree di sosta come ben segnalato dai cartelli stradali, continuino ad esserci dei TIR parcheggiati, coinvolti spesso in incidenti anche mortali, che non vengono allontanati né dal personale ausiliario autostradale e nemmeno dalla PS…

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