La Corte costituzionale ungherese ha accolto il ricorso dei sindacati ed ha giudicato incostituzionale la cosiddetta “legge schiavitù”, che prevedeva un aumento del tetto degli straordinari a 400 ore l’anno e stabiliva che il pagamento potesse avvenire con un ritardo anche di tre anni. Nello specifico, la Corte ha stabilito che nessuno potrà essere licenziato se rifiuta di fare gli straordinari e che questi ultimi debbano essere pagati entro l’anno. La legge fu fortemente voluta dal governo Orban e, nonostante il fatto che migliaia di ungheresi scesero in piazza per protestare, fu approvata nel 2018.