giovedì 2 Aprile 2026

“Il collutorio è pericoloso per la salute”: negli USA partono le cause contro Colgate

Colgate-Palmolive dovrà affrontare due azioni legali collettive per presunta confezione ingannevole dei suoi collutori per bambini. Lo ha deciso un giudice federale di Chicago accogliendo l’istanza dei consumatori che hanno promosso le cause, i quali sostengono che i colori vivaci e i gusti accattivanti come «Bubble Fruit» e «Silly Strawberry» inducano i genitori a ritenere che il prodotto sia sicuro anche per i bambini al di sotto dei sei anni, nonostante le linee guida sanitarie statunitensi raccomandino espressamente di non utilizzare collutori al fluoro in quella fascia d’età. Il fluoro, infatti, può risultare dannoso se ingerito, soprattutto dai più piccoli.

I querelanti hanno evidenziato come le confezioni di Colgate riportino in primo piano le parole «bambini» o «per bambini», creando confusione sui limiti di età. La giudice distrettuale Andrea Wood ha accolto la tesi, scrivendo che i consumatori ragionevoli potrebbero non sapere dove «tracciare il confine» quando le etichette sembrano invitare all’uso da parte dei minori. Ha inoltre provveduto a respingere la difesa di Colgate, secondo cui gli acquirenti saprebbero che i collutori sono farmaci da banco e leggerebbero le avvertenze della Food and Drug Administration stampate sul retro. L’avvocato dei consumatori che hanno denunciato Colgate, Michael Connett, ha dichiarato che i tribunali si sono mostrati ricettivi verso le istanze dei querelanti in merito all’etichettatura ingannevole. «Ci auguriamo che queste sentenze servano da campanello d’allarme per i produttori, affinché smettano di promuovere un uso non sicuro dei prodotti al fluoro», ha affermato. In attesa di un possibile risarcimento per i consumatori e di una revisione delle confezioni, le cause contro Colgate confluiranno ora ora davanti al giudice federale.

Non è la prima volta che Colgate viene attenzionata sul versante giudiziario a causa del marketing connesso a prodotti al fluoro. Lo scorso anno, il colosso americano aveva infatti accettato di modificare le confezioni dei suoi dentifrici per bambini (Colgate, Tom’s of Maine e Hello), indicando «quantità di dentifricio sicure e adatte all’età» dei bambini sotto i sei anni, in conformità con le istruzioni riportate sulle etichette, in seguito alle preoccupazioni espresse dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton (Procter & Gamble, produttore di Crest, aveva raggiunto un accordo simile a gennaio). Quest’ultimo aveva infatti giudicato «ingannevole» la comunicazione relativa al fluoro. Anche sui dentifrici si è infatti espressa la giudice distrettuale Andrea Wood, la quale ha però respinto una causa analoga relativa al dentifricio Colgate perché, in quel caso, le etichette indicavano espressamente che i bambini tra i due e i sei anni devono usarne una «quantità pari a un pisello». «Considerato nel suo contesto, lo spazzolino con una striscia intera di dentifricio serve unicamente a rappresentare l’atto di lavarsi i denti», ha scritto Wood, chiarendo che l’immagine non costituisce un invito a usare una quantità eccessiva.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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