19 marzo – Ore 19.50 – Anche Crosetto smentisce il comunicato: “Nessuna missione di guerra”
“Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l’Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa. Siamo consapevoli però dell’importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo”.
Così il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato le ultime notizie sul comunicato rilasciato da Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone. Con tali parole, arriva la smentita definitiva del fatto che i Paesi non avvieranno iniziative militari sullo Stretto di Hormuz.
19 marzo – Ore 18.58 – USA: 16 miliardi in armi ai Paesi del Golfo
Gli Stati Uniti hanno approvato pacchetti di vendita militari per un valore di 16,46 miliardi ai Paesi del Golfo. A dare l’annuncio è l’ufficio del Segretario di Stato USA Marco Rubio, in una serie di note stampa: i pacchetti prevedono la vendita di munizioni da intercettazione, pezzi di ricambio e attrezzatura di difesa e andranno a Kuwait, Emirati e Giordania. Il Segretario, si legge nelle varie note, “ha determinato e fornito una giustificazione dettagliata dell’esistenza di un’emergenza che richiede la vendita immediata” dell’equipaggiamento militare, rinunciando così al requisito dell’approvazione del Congresso.
19 marzo – Ore 18.00 – Tajani: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”
Dopo le ambigue dichiarazioni rilasciate da Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone, il ministro Tajani è intervenuto per chiarire la natura del documento sottoscritto dai sei Paesi e rilasciato da Londra: “La dichiarazione di Londra è un documento politico, non militare, per cercare di creare le condizioni per garantire la libertà di circolazione marittima, per lavorare insieme parlando con le varie parti, dando messaggi politici. Non siamo parte della guerra, e non vogliamo essere parte della guerra”.
Le dichiarazioni del ministro sembrano insomma smentire l’ipotesi di una possibile missione marittima per garantire il delle petroliere Hormuz, che avrebbe incontrato le richieste del presidente degli USA Trump. Abbiamo parlato della proposta di Trumo di formare una “Coalizione Hormuz” in un articolo de L’Indipendente.
19 marzo – Ore 17.30 – L’Iran colpisce la raffineria di Haifa
Il ministro dell’Energia israeliano Eli Cohen ha annunciato che la raffineria di petrolio di Haifa, appartenente al gruppo Bazan, è stata colpita da un attacco missilistico iraniano. Il ministro ha comunicato che una persona è rimasta leggermente ferita, ma che la struttura non ha riportato danni significativi.
19 marzo – Ore 17 – Italia e altri cinque Paesi annunciano misure per il passaggio da Hormuz
Il Regno Unito, la Francia, la Germania, l’Italia, i Paesi Bassi e il Giappone affermano che adotteranno misure per stabilizzare i mercati energetici e si dichiarano pronti a partecipare agli “sforzi appropriati” per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. L’annuncio è stato dato in una dichiarazione congiunta apparsa sul sito del governo britannico.
Nel comunicato i leader chiedono all’Iran di cessare gli attacchi contro le navi mercantili e le infrastrutture petrolifere del Golfo. I leader non hanno specificato quali siano le misure che adotterebbero per garantire il passaggio da Hormuz
19 marzo – Ore 11.13 – Rapporto sui danni agli edifici in Iran
Secondo un rapporto preliminare diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, l’aggressione israelo-statunitense ha provocato danni a 44.656 unità abitative, commerciali e uffici del settore privato in 18 province del Paese. Si parla, in totale di 799 unità abitative e commerciali del settore privato completamente distrutte e 44.656 unità danneggiate.
19 marzo – Ore 10.55 – I futures sul petrolio aprono in rialzo
Gli effetti della nuova escalation della guerra in Asia Occidentale iniziano a farsi sentire. Questa mattina, i future sul petrolio Brent hanno superato i 115 dollari al barile, il livello più alto da oltre una settimana. Anche i prezzi del gas sono aumentati del 30%. Nonostante l’annuncio serale di Trump, l’Iran ha continuato la propria ritorsione sui siti energetici dei Paesi limitrofi anche questa mattina, rispondendo agli attacchi israeliani di ieri sul sito di South Pars.
La presa di mira diretta degli impianti petroliferi e del gas alza il livello del conflitto e rischia – come testimoniato dai prezzi di apertura della mattina – di aggravare la crisi del costo del carburante e degli idrocarburi. Ne abbiamo parlato in un articolo de L’Indipendente.
19 marzo – Ore 10.45 – Parlamento Iran: tasse per transitare da Hormuz
Un parlamentare iraniano ha proposto di imporre pedaggi e tasse alle navi che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz. La proposta deve ancora venire discussa dal Parlamento iraniano.
19 marzo – Ore 10.35 – L’esito degli attacchi notturni su Tel Aviv. Intanto, lanciati nuovi attacchi
Un video che circola online mostra l’impatto di un missile iraniano su Tel Aviv. In generale, dalle immagini che girano sui canali indipendenti, pare che la capitale israeliana sia stata colpita diffusamente dagli attacchi di risposta di Teheran.
Intanto le sirene di allarme stanno risuonando su tutta l’area attorno a Tel Aviv.
19 marzo – Ore 10.25 – Israele uccide 3 persone a Gaza e riapre il valico di Rafah
Due palestinesi sono stati uccisi da un attacco di droni israeliani che ha colpito il quartiere di Zeitoun a Gaza City. A dare la notizia sono fonti mediche dell’ospedale di al-Shifa al quotidiano qatariota Al Jazeera. In generale, nonostante diminuiti di intensità, gli attacchi israeliani non si stanno fermando, nemmeno a guerra in corso. Sempre questa mattina, è stato riportata l’uccisione di un altro palestinese in seguito a un’ulteriore attacco israeliano con drone; l’attacco ha preso di mira il quartiere Tuffah di Gaza City. Altri attacchi sono stati condotti a Khan Younis.
Intanto, le autorità israeliane hanno comunicato di avere parzialmente riaperto il valico di Rafah. È la prima volta che il confine viene riaperto dall’inizio della guerra all’Iran.
19 marzo – Ore 10.15 – Incendi in raffinerie del Kuwait
I vigili del fuoco del Kuwait hanno dichiarato che sei squadre di pompieri stanno operando per contrastare due incendi presso le raffinerie di Mina Al-Ahmadi e Mina Abdullah. Le autorità hanno confermato che gli incendi sono seguiti ad attacchi mirati contro gli impianti.
19 marzo – Ore 10.02 – Media USA: 200 miliardi per la guerra e truppe
La stampa statunitense e internazionale sta diffondendo diverse indiscrezioni sulla futura gestione dell’amministrazione Trump della guerra. Secondo un articolo del Washington Post, il Pentagono avrebbe chiesto alla Casa Bianca di avanzare una richiesta al Congresso degli Stati Uniti per un finanziamento di oltre 200 miliardi di dollari da indirizzare verso la guerra in Iran. L’agenzia di stampa Reuters, invece, riporta che l’amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di schierare migliaia di soldati per rafforzare le proprie operazioni in Asia Occidentale.
19 marzo – Ore 9.40 – Arabia Saudita: droni su Samref
Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita afferma che un drone si è schiantato presso la raffineria Samref di Saudi Aramco nel porto di Yanbu. La stima dei danni è ancora in fase di valutazione.
19 marzo – Ore 8 – I fatti della notte
Siamo entrati nel ventesimo giorno di guerra. Ecco i principali fatti della notte.
- Con 53 voti a favore e 47 contro, il Senato statunitense ha nuovamente respinto una risoluzione che avrebbe obbligato Donald Trump a ottenere l’autorizzazione del Congresso per qualsiasi azione militare contro l’Iran limitandone i poteri.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha chiesto un risarcimento agli Emirati Arabi Uniti per il loro coinvolgimento nella guerra e per le perdite provocate alla Repubblica Islamica.
- La ritorsione iraniana è andata avanti tutta la notte, e si è abbattuta sui Paesi del Golfo, le loro infrastrutture, e le petroliere situate nello Stretto di Hormuz. In Arabia Saudita, l’Iran ha scagliato almeno due attacchi, prendendo di mira una raffineria nell’area meridionale di Riyad. Sulle coste degli Emirati è esplosa una petroliera. Le campane di allarme hanno iniziato a suonare anche in Qatar, dove è stata presa di mira la raffineria Ras Laffan, una delle maggiori al mondo; nel Golfo è stata inoltre colpita una petroliera. In Iraq sono state attaccate le infrastrutture energetiche, oltre alle ormai solite aree a controllo statunitense di Erbil e Baghdad. Attacchi, infine, anche in Kuwait – dove è stata colpita una base americana – e in Bahrein.
- L’Iran ha lanciato un poderoso attacco missilistico contro Israele, prendendo di mira 118 punti nel nord e nel centro del Paese. Tra gli obiettivi colpiti, la capitale Tel Aviv. Scagliati inoltre attacchi in 80 punti nelle aree centro-meridionale e meridionale del Paese, che hanno bersagliato le zone di Rishon, Letzion e Ramla, Eilat, Ramat, Gan Bnei Brak, Bat Yam, e Holon; qui sono stati colpiti più bunker e droni distruttivi.
- I combattimenti tra Hezbollah e Israele nel sud del Libano sono andati avanti tutta la notta. Il movimento libanese reclama di avere distrutto tre carri armati Merkala, portando a sei il numero di carri armati distrutti nelle ultime 24 ore. Scagliato inoltre un attacco con droni congiunto nel nord di Israele.
- Le IDF hanno continuato ad attaccare tanto il Libano quanto l’Iran. In Libano sono andati avanti scontri e bombardamenti nel sud. In Iran, invece, sono state bombardate Shiraz, la capitale Teheran ed Esfahan, importante impianto nucleare nel Paese.





“sforzi appropriati” quindi, in barba alla costituzione, si torna in guerra. E si tornerà a subire il terrorismo come conseguenza tra un paio d’anni.
Mi pare una buona notizia quella di questo Joe Kent che si dimette, ma il ragazzo mi pare un po’ confuso: secondo lui è stata una buona idea uccidere Soleimani, cioè colui che ha dato un contributo decisivo a sconfiggere l’isis (altro che trump, come sembra credere lui, il che lascia ancora più perplessi…)
Quando al comando c’è un idiota, secondo le esatte definizioni dell’antica Grecia, si continua a bombardare le Città dove c’erano i filo Occidentali, e prenderle di Santa ragione, dai soldati nascosti nelle montagne, un super Vietnam che distruggerà per sempre l’apparato militare USA, grazie Dio nostro.
Evviva la Pace peró Bibí e the Donald possono essere convinti solo a Calci e Pugni…
Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.
Dagli articoli che riportate si ha l’impressione che l’Iran stia solo subendo. E’ possibile? Sicuri che Israele abbia avuto solo qualche ferito lieve?
Il vero dramma è che c’è chi, per paura, imbecillità o tifo politico, pensa davvero che gli attacchi sia giustificati da fini superiori, come il bene del popolo Iraniano
Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.
Ovviamente finché continueranno a mettere al vertice preti invece di Generali, perderanno.
A sentire Kallas, Metsola e Merz, viene da mettersi la mani nei capelli. Tajani no, è un due di coppe…
È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
Non esistono colpi di spugna.
Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.
Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.
È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
Chi sono I veri nemici?
… ma che teste di c@**o!