lunedì 16 Marzo 2026

Marghera: una multinazionale USA licenzia tutti i dipendenti per sostituirli con l’IA

La multinazionale californiana InvestCloud, attiva nel campo dello sviluppo di piattaforme digitali per istituti finanziari, ha comunicato il licenziamento collettivo di tutti i 37 dipendenti della sua unica sede italiana, situata a Marghera (Venezia). La decisione, che è stata annunciata lo scorso 9 marzo a sindacati e istituzioni, è motivata da una radicale riorganizzazione aziendale direttamente collegata all’integrazione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Secondo la lettera inviata alle parti sociali, il nuovo modello di business «non prevede il mantenimento di strutture locali autonome», portando dunque alla chiusura definitiva della ex Finantix, acquisita dal gruppo statunitense nel 2021. La vicenda ha sollevato immediatamente allarme sociale, con i sindacati che denunciano un pericoloso precedente per l’intero comparto.

Nella comunicazione ufficiale, l’azienda ha evidenziato che, nell’ultimo anno e mezzo, si è assistito a una «significativa accelerazione dei processi tecnologici», contraddistinta in particolare «dall’integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale». Il modello storico, organizzato con team dislocati in diversi Stati impegnati in adattamenti locali, secondo InvestCloud «ha determinato duplicazioni operative, economie di scala ridotte, tempi di sviluppo più lunghi e una valorizzazione solo parziale dei benefici in termini di produttività e automazione derivanti dall’intelligenza artificiale». La finalità è quindi quella di accentrare le competenze in un numero limitato di «centri di eccellenza globali», provvedendo a disfarsi delle strutture periferiche, tra cui quella di Marghera. Massimo Bitonci, assessore regionale allo sviluppo economico, ha ipotizzato una possibile delocalizzazione di tali centri sul territorio indiano, ma non ci sono ad oggi notizie certe su questo versante.

A rendere ancora più amara la pillola per i lavoratori sono i dati di bilancio: nel 2024 la società italiana ha registrato ricavi in crescita da 6,2 a 9,96 milioni di euro, con un utile netto di oltre 500mila euro dopo un 2023 in rosso. «Il caso della InvestCloud Italy di Marghera dimostra in modo pratico come la “Transizione” tecnologica impatti pesantemente nel lavoro e oggi sempre più anche nel settore metalmeccanico (che include molte aziende dell’ICT, ndr) travolgendo quell’idea di giustizia sociale, tutela occupazionale e impresa locale per cui tutti i giorni combattiamo», ha commentato Matteo Masiero della Fim Cisl. «Non siamo di fronte soltanto ad una riorganizzazione aziendale: siamo davanti ad un caso emblematico che dimostra come l’intelligenza artificiale non sia affatto neutra. Il punto vero è sempre lo stesso: quale intelligenza artificiale, con quali strumenti, con quali regole e sotto quale controllo pubblico», hanno dichiarato Daniele Giordiano e Michele Valentini della Cgil di Venezia. I sindacati hanno chiesto un tavolo istituzionale per affrontare quello che temono possa diventare un «effetto domino» nel settore dell’ICT, mentre il primo incontro con l’azienda è previsto per il 19 marzo.

Il caso di Marghera si inserisce, in realtà, in una trasformazione più ampia che, alla luce delle novità tecnologiche, sta attraversando l’intero settore finanziario. Secondo un’analisi della European Banking Authority dedicata all’uso dell’intelligenza artificiale nel sistema bancario europeo, negli ultimi anni banche e società fintech stanno accelerando l’integrazione di tecnologie come machine learning, analisi dei big data e sistemi di intelligenza artificiale nei processi interni. Tali strumenti vengono infatti utilizzati in particolare per attività come assistenza ai clienti, profilazione delle transazioni, prevenzione delle frodi e automazione dei processi operativi. La stessa autorità europea osserva che molte di queste soluzioni sono ormai passate dalla fase di sperimentazione a quella di integrazione strutturale nelle infrastrutture informatiche delle istituzioni finanziarie. In un quadro di forte competizione internazionale, l’obiettivo primario è ovviamente quello di aumentare l’efficienza e ridurre i costi operativi. Una macro-trasformazione che, secondo molti osservatori, sta contribuendo a ridefinire il mercato del lavoro nel settore finanziario e tecnologico.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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