Processare gli ambientalisti per “organizzazione criminale” non è più una novità in Germania, che da un paio d’anni a questa parte ha visto abbattersi su Letzte Generation una forte repressione giudiziaria. Il movimento ambientalista e non violento si è sciolto nel 2025 proprio a seguito delle incriminazioni dei suoi attivisti nonché della violenza poliziesca; ora la Procura di Monaco alza il tiro e indaga su Melanie Guttmann e Lea Bonasera, co-fondatrici dell’organizzazione. A essere contestato è ancora una volta l’articolo 129 del Codice Penale, ideato per combattere la criminalità organizzata e oggi usato contro attivisti pacifici, come sottolineano giuristi e associazioni per i diritti umani.
Secondo la Procura di Monaco, Melanie Guttmann e Lea Bonasera avrebbero guidato un’organizzazione con scopi criminali. L’accusa è stata depositata al Tribunale Regionale, che dovrà decidere se dare luogo al processo oppure no. Le co-fondatrici di Letzte Generation rischierebbero fino a cinque anni di carcere. Entrambe respingono il teorema accusatorio: «Abbiamo protestato pacificamente per la protezione del clima e questo non dovrebbe essere criminalizzato», dice Bonasera al Taz. La strategia messa in campo da Letzte Generation si ispirava ai principi della non violenza, prediligendo l’azione diretta del blocco stradale. «Le soglie per applicare l’articolo 129 sono molto alte — commenta Green Legal Impact — e trasformare manifestanti pacifici in una minaccia per la sicurezza pubblica crea un precedente pericoloso. La Procura tenta persino di attribuire alla Letzte Generation la violenza di alcuni automobilisti per costruire questa presunta minaccia. Questo rovesciamento tra vittime e responsabili è assurdo».
Se l’impianto accusatorio dovesse essere accettato dai giudici si creerebbe un nuovo precedente repressivo in Germania, mettendo sullo stesso piano criminalità organizzata e protesta politica, tutelata costituzionalmente. Bonasera parla di attacco alla democrazia e di intimidazione nei confronti dei manifestanti, che negli ultimi anni sono ritornati a occupare un ruolo rilevante nella scena pubblica. L’ambiente resta un argomento cardine, come dimostrano le preferenze raccolte dai Verdi alle varie tornate elettorali, ma non isolato: si pensi alle recenti mobilitazioni contro il genocidio del popolo palestinese o agli scioperi per gli aumenti salariali. I manifestanti si sono ritrovati di fronte violenza poliziesca e repressione, al punto da far arretrare il terreno democratico. Lo ha messo nero su bianco l’organizzazione internazionale CIVICUS, da anni impegnata nel monitoraggio dello stato di salute della democrazia nel mondo. Per il 2024, CIVICUS ha declassato lo spazio civico tedesco, da “ristretto” a “ostruito” (fino al 2022 la Germania vantava piene opportunità civili). «Questa valutazione significa che lo spazio civico è fortemente limitato, con le autorità che impongono vincoli legali e sostanziali al pieno godimento dei diritti fondamentali. La Germania si unisce ad altri 39 Paesi con la stessa valutazione, tra cui Ungheria, Brasile e Sudafrica».




