Il ministero della Salute ha pubblicato negli ultimi giorni la lista dei richiami di più di 70 lotti di latte in polvere distribuiti dalla multinazionale francese Danone. La decisione è stata presa per l’adeguamento alle nuove linee guida EFSA sui limiti della cereulide, tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus: la revisione dei parametri europei ha spinto l’azienda ad avviare un ritiro precauzionale dei prodotti coinvolti. Si tratta dell’ennesimo richiamo registratosi negli ultimi mesi nel comparto dei prodotti lattiero-caseari destinati alla prima infanzia, in seguito a numerosi casi di intossicazione denunciati in Europa.
Nello specifico, i lotti di latte per neonati e bambini richiamati – in tutto 76 – sono marcati Aptamil, Mellin e Profutura, commercializzati nel nostro Paese da Danone Nutricia Spa Società benefit. Il provvedimento si colloca in un quadro di allerta su scala internazionale che ha coinvolto decine di Paesi e numerosi marchi di latte per lattanti e di proseguimento, tra cui Nestlé, Lactalis, Danone e, per quanto riguarda l’Italia, Granarolo. Già all’inizio di gennaio Nestlé aveva disposto il ritiro di diversi lotti di latte in formula, compresi Nidina 1 e Nidina Optipro 1. Nei giorni scorsi, inoltre, l’allerta è stata ulteriormente ampliata ad altri lotti, estendendo così il perimetro del richiamo.
Nelle ultime settimane, autorità sanitarie in diversi paesi europei hanno segnalato casi di bambini con sintomi compatibili con intossicazione da cereulide, come vomito e diarrea. In Spagna, cinque neonati sono stati ospedalizzati per disturbi gastrointestinali associati al consumo di formule ora sotto indagine, mentre nel Regno Unito sono state effettuate oltre 30 segnalazioni di possibili casi legati alla contaminazione. Due inchieste giudiziarie sono inoltre state aperte a Bordeaux e ad Angers dopo la morte di due neonati, avvenuta a pochi giorni di distanza. I bambini, deceduti rispettivamente il 23 dicembre e l’8 gennaio, erano stati entrambi alimentati con latte in polvere Guigoz, prodotto da Nestlé (allo stato attuale, non esiste ancora un nesso causale accertato tra i prodotti e i decessi). La scorsa settimana, le autorità sanitarie di Svizzera e Belgio hanno emesso avvisi ai genitori dopo che è stata riscontrata la contaminazione del latte artificiale di diversi produttori con cereulide.
La situazione ha suscitato preoccupazione tra i genitori e ha portato le istituzioni di controllo alimentare di diversi paesi a intensificare i controlli sulla filiera produttiva del latte artificiale per neonati, con campagne di ispezione e l’invito a segnalare prontamente eventuali lotti sospetti. L’Entrata in gioco dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è un elemento chiave: l’ente ha stabilito un limite molto più rigoroso per la presenza di cereulide nei prodotti per l’infanzia (0,014 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno per lattanti) e ha aggiornato le sue linee guida tecniche a seguito delle ampie campagne di richiamo. Questo nuovo parametro ha spinto diversi produttori, tra cui Danone e Nestlé, a riesaminare i loro lotti e ad allargare le misure di ritiro rispetto a quanto annunciato inizialmente.
Le autorità segnalano che i prodotti oggetto di richiamo non devono essere somministrati a neonati e bambini nella prima infanzia: i consumatori sono invitati a restituirli ai punti vendita, dove potranno ottenere la sostituzione o il rimborso. Qualora un neonato abbia manifestato episodi di vomito o diarrea dopo aver consumato i lotti interessati, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) raccomanda di contattare tempestivamente il pediatra e, in presenza di sintomi severi, rivolgersi direttamente al pronto soccorso.




