lunedì 12 Gennaio 2026

Trento, al via la costruzione della funivia tra le proteste dei cittadini

La Provincia autonoma di Trento ha avviato la procedura per realizzare la nuova funivia che collegherà la città al Monte Bondone, un’opera dal costo complessivo stimato di 96 milioni di euro. Poco prima di Natale è stato infatti pubblicato il bando di gara da 1,9 milioni per la progettazione della prima tratta, nel quadro di un’operazione che, sin dall’origine, ha scatenato aspre polemiche nella società civile locale. Da un lato, l’amministrazione l’ha presentata come un’infrastruttura strategica e sostenibile; dall’altro, un’ampia coalizione di cittadini e organizzazioni ambientaliste la contesta, denunciandone l’impatto paesaggistico, l’elevato consumo di suolo e la dubbia utilità economica.

Il tracciato prevede la partenza dal nuovo hub intermodale nell’area ex Sit, con una stazione intermedia in destra Adige, un parcheggio da 240 posti auto e l’arrivo a Sardagna, per poi proseguire, in una seconda fase, verso Vason sul Bondone. Le istituzioni provinciali, forti di un finanziamento statale di 37,5 milioni di euro per la prima tratta, premono sull’acceleratore. Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha definito la funivia «un’infrastruttura strategica per la città di Trento e per l’intero Trentino». L’assessore Mattia Gottardi la descrive come un «collegamento moderno, sostenibile e integrato con il sistema della mobilità pubblica», mentre l’assessore al turismo Roberto Failoni vi vede «un investimento determinante» per rafforzare l’attrattività del territorio.

Contro questo progetto si è da subito schierato un vasto network di organizzazioni che comprende Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness, Lipu, WWF e numerosi comitati locali. Le critiche sono strutturate e investono ogni aspetto dell’opera. In primo luogo, si contesta l’impatto sul paesaggio e sui beni storici. Italia Nostra osserva che «la nuova stazione intermedia di Sardagna (di arrivo da valle e di partenza verso il Bondone) e i relativi spazi esterni dedicati a parcheggio saranno posizionati in una vasta area a verde agricolo, a breve distanza dalla bellissima chiesetta cimiteriale dei SS. Filippo e Giacomo», un edificio del ‘400 di grande valore. Si denuncia inoltre una procedura valutativa ritenuta frettolosa e limitata, con conseguenze deleterie sul consumo di suolo e pesanti ricadute economiche.

Il secondo fronte di critica riguarda i costi e la funzionalità. Secondo le organizzazioni, l’opera sarebbe fallimentare in partenza, gravata da un «deficit gestionale perenne di almeno 3 milioni annui». Viene anche contestata l’effettiva capacità dell’impianto di ridurre il traffico, dato che le strade per il Bondone resterebbero aperte. Inoltre, il nodo intermodale di partenza a Trento obbligherebbe gli utenti a percorsi pedonali poco pratici. «Perché non riqualificare il solo tracciato della vecchia funivia a servizio degli abitanti di Sardagna?», si chiedono i critici, evidenziando soluzioni alternative meno invasive.

La tensione è alimentata anche da considerazioni di metodo. La consigliera comunale Martina Margoni ha accusato le istituzioni di aver creato una dinamica per cui «i cittadini vengono messi davanti alla scelta di ‘fare subito o perdere tutto’», sfruttando la pressione dei fondi pubblici disponibili. La scelta di costruire su un’area agricola pregiata a Sardagna rappresenta, secondo i critici, un inutile consumo di suolo in contrasto con gli indirizzi di tutela paesaggistica. Nonostante le proteste, la macchina amministrativa non si ferma, avvicinando Trento a un’opera estremamente divisiva, se non apertamente osteggiata dalla comunità. Secondo un dossier redatto dai comitati, è stato infatti evidenziato come l’80% della popolazione risulti contrario alla sua realizzazione.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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