giovedì 8 Gennaio 2026

Green Communities: la cooperazione per rimettere in moto i Comuni italiani marginali

Mentre il dibattito pubblico resta inchiodato su crisi internazionali, conflitti e instabilità globale, nei territori italiani, soprattutto quelli marginali, montani e rurali, sta prendendo forma un’altra storia. È un racconto che parla di cooperazione tra Comuni, transizione ecologica concreta, servizi locali ripensati e nuove economie di prossimità e prende il nome di Green Communities. Si tratta di piani di sviluppo territoriale integrato, finanziati dal PNRR (Missione 2 – Rivoluzione verde), che mettono insieme più Comuni per lavorare su energia, acqua, mobilità dolce, turismo sostenibile, gestione dei boschi e coesione sociale. Non slogan, dunque, ma cantieri, governance e scadenze che sono stati finanziati complessivamente con 135 milioni di euro.

A seguito del primo avviso del 30 giugno 2022, sono state selezionate circa 35 Green Communities in tutta Italia (oltre ai progetti pilota), con risorse per ciascun piano comprese in media tra 2 e 4,3 milioni di euro a favore dei territori rurali e montani. Negli anni successivi sono stati pubblicati aggiornamenti, nuove finestre di presentazione delle proposte e avvisi (l’ultimo nell’estate del 2025) per favorire nuove aggregazioni di Comuni intenzionate a proporre piani di sviluppo sostenibile nell’ambito dello stesso investimento PNRR.

I progetti già finanziati (e in via di realizzazione)

Sinergie in Canavese (Piemonte)

Uno dei casi più avanzati è la Green Community Sinergie in Canavese, che coinvolge 27 Comuni dell’Alto Canavese e le Unioni montane delle Valli Orco e Soana, con un finanziamento PNRR superiore ai 4 milioni di euro, a cui si sommano fondi regionali.
Il piano operativo è composto da 19 interventi, tra quelli già realizzati e quelli in programma, come la creazione o il ripristino di impianti fotovoltaici, di vasche per la raccolta di acqua piovana, una rete di teleriscaldamento per gli edifici pubblici, una pista ciclabile, valorizzazione di sentieri e cammini, la creazione di una comunità energetica territoriale e un sistema di mobilità condivisa.

Parco Sirente–Velino e il “Grande Anello Bike” (Abruzzo)

Nel cuore dell’Appennino abruzzese, la Green Community del Parco Sirente–Velino ruota attorno a un progetto simbolico: il Grande Anello Bike, una rete ciclabile che collega oltre 20 Comuni.
L’obiettivo non è solo turistico ma punta a recupero e manutenzione della viabilità minore, alla promozione di un turismo lento e destagionalizzato e alla connessione tra borghi, servizi locali e aree naturali protette. È un esempio di come la mobilità sostenibile possa diventare infrastruttura sociale, non solo attrazione per visitatori.

Terre del Monviso (Piemonte)

Nelle valli attorno al Monviso, un’altra Green Community lavora su energie rinnovabili locali, valorizzazione del patrimonio naturale (area MAB UNESCO), ciclovie e mobilità dolce e filiere agricole e forestali sostenibili. Anche qui il punto centrale è la cooperazione tra Comuni come risposta strutturale allo spopolamento e alla fragilità economica. Sono stati elaborati il piano operativo, che ha individuato gli interventi prioritari, e un piano complementare che, nell’ottica degli organizzatori, «inserisce gli interventi operativi in un disegno strategico più vasto, nell’insieme capace di guidare la Green Community sul suo percorso di sostenibilità, partendo dai bisogni del territorio e rafforzando il processo identitario che lo definisce».

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Mario Catania

Giornalista professionista freelance, specializzato in cannabis, ambiente e sostenibilità, alterna la scrittura a lunghe camminate nella natura.

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