L’affermazione estremamente diffusa, «L’agricoltura biologica non sfamerà il mondo», rappresenta in realtà un’affermazione priva di fondamento e dati scientifici. Viene diffusa per lo più da produttori, distributori e commercianti aderenti alla Grande Distribuzione Organizzata e al modello di agricoltura e allevamento intensivo industriale. Vi sono tante evidenze che dimostrano esattamente il contrario, ovvero che un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, di piccola scala, sia più produttiva e sostenibile di una massiva di larga scala. Questo modello agricolo produce di più, in quanto praticabi...
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Bella l’intenzione dell’autore, peccato per le inesattezze riportate! Se fosse tutto vero quello scritto non ci sarebbe mai stato il bisogno di ricorrere alla chimica in quanto di cibo ce ne sarebbe stato abbastanza nel dopoguerra, ma guardacaso non ce n’era.
Comunque concordo sull’eccessivo uso della chimica, è doveroso rivedere i nostri piani colturali.
L’agricoltura rigenerativa e biologica per definizione sono due cose diverse.
Articolo interessante perche’ risponde ai dubbi di chi diffida del valore di sostenibilita’ del biologico.
Il bollino più che una tutela è uno strumento di controllo, esempio: io che ho le galline che girano per i campi non posso vendere le uova che producono perché non ho la certificazione. Siamo arrivati alla follia dove i piccoli produttori non possono vendere le eccedenze di quello che producono perchè la burocrazia è talmente complicata e contorta che impedisce loro di farlo (e chi produce per se non usa pesticidi o schifezze o li modera molto).
Articolo che parte male e arriva da nessuna parte perché non chiarisce la differenza tra coltivazione biologica nei fatti e quella che ha il bollino di Stato Fascista che la dichiara Biologica.
Su questa strada non ci perdo altro tempo.
Chissenefrega se poi danno il bollino di Biologico a cibo spazzatura di lunga conservazione.