mercoledì 18 Marzo 2026

In 10 anni l’India ha raddoppiato il numero delle sue tigri

L’India, che ospita la più numerosa popolazione di tigri al mondo, è riuscita a raddoppiare il numero di esemplari in poco più di un decennio. Secondo la National Tiger Conservation Authority, la popolazione di questi felini è passata da una stima di 1.706 individui nel 2010 a circa 3.682 nel 2022, rendendo l’India la casa del 75% delle tigri presenti sul pianeta.

Questo straordinario risultato è frutto di una combinazione di fattori: misure efficaci contro il bracconaggio e la perdita di habitat, tutela delle prede, riduzione dei conflitti tra uomo e fauna selvatica e coinvolgimento attivo delle comunità locali. Infatti attualmente, le tigri abitano un’area di 138.200 km² (poco meno della metà della superficie italiana), ma solo il 25% di questa è effettivamente protetto e ricco di prede. Inoltre, circa il 45% dell’habitat delle tigri è condiviso con circa 60 milioni di persone. Il che rende il rispetto l’ingrediente fondamentale per una convivenza all’insegna del rispetto del benessere animale.

Dunque, nonostante le sfide e le previsioni inizialmente poco ottimistiche, gli sforzi di conservazione e l’impegno civile hanno dato risultati tangibili, dimostrando che proteggere la biodiversità è possibile con dedizione costante e strategie mirate.

Nei primi anni 2000, gli esperti avevano lanciato l’allarme: le tigri rischiavano l’estinzione. Eppure, negli ultimi 25 anni la tendenza si è invertita, portando a una crescita significativa della loro popolazione. Dal 2006, l’India monitora ogni quattro anni gli habitat di questi felini in 20 stati, raccogliendo dati sulla loro presenza, sui co-predatori, sulle prede e sulla qualità dell’ambiente. Un recente studio pubblicato su Science sottolinea come questo successo possa essere d’ispirazione per altri paesi, dimostrando che la tutela della fauna selvatica non solo preserva la biodiversità, ma porta benefici anche alle comunità locali.

«La credenza comune è che l’alta densità umana impedisca l’aumento delle popolazioni di tigri», ha spiegato Yadvendradev Jhala, scienziato senior presso l’Accademia Nazionale Indiana delle Scienze di Bengaluru e autore principale dello studio. «Quello che la ricerca dimostra è che non è la densità umana, o almeno non solo, ma l’atteggiamento delle persone a fare la differenza. Senza il sostegno e la partecipazione delle comunità locali, la conservazione non è possibile nel nostro Paese», ha aggiunto Jhala.

Ad aprile 2023, l’India è stata protagonista di un’altra notizia positiva. Nel Kuno National Park Wildlife Sanctuary sono nati quattro cuccioli di ghepardo, figli di una delle femmine reintrodotte nel Paese nel 2022.

L’India aveva ufficialmente perso i suoi ghepardi nel 1952, quando caccia, perdita di habitat e carenza di prede portarono alla loro estinzione. Per decenni, il Paese ha cercato di riportare questi felini sul proprio territorio, ma solo nel 2022 il tentativo ha avuto successo: otto ghepardi provenienti dalla Namibia sono stati rilasciati nel Kuno National Park. Ed è proprio una di loro ad aver dato alla luce i cuccioli tanto attesi, segnando una svolta per la conservazione della specie.

[di Gloria Ferrari]

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