giovedì 25 Luglio 2024

Shein Exchange: se anche la moda di seconda mano diventa insostenibile

Shein, il colosso di ultra fast fashion che ha portato a un livello improponibile il concetto di moda veloce, arriva con un’imperdibile novità per tutti gli amanti del second hand: si chiama Shein Exchange, ed è la nuova piattaforma per la vendita di capi di seconda mano. Il sito in questione, che è già attivo negli Stati Uniti da quasi un anno, approda finalmente in Europa, partendo dalla Francia con un progetto di espansione negli altri stati nel giro di poco tempo. Un’ iniziativa che risponde, a detta dell’azienda, a esigenze direttamente esplicitate dai clienti (quella di poter rivendere senza troppe commissioni o spese quello che si era precedentemente acquistato). Ma anche all’esigenza dell’azienda stessa di ripulirsi un po’ l’immagine dando una parvenza di circolarità e attenzione ai temi della sostenibilità. In questo senso, attraverso un comunicato ufficiale, Shein ha espresso il proprio interesse a «promuovere l’economia circolare e il riuso, allungando il ciclo di vita dei prodotti». Dimenticando di segnalare che i prodotti, fatti appositamente di scarsa qualità, escono dalla casa madre già con la data di scadenza (la famosa obsolescenza programmata).

L’importante è iniziare a migliorare la propria immagine tramite piccoli passi volti alla sostenibilità, dove l’apparenza viene ripulita ma la sostanza rimane la stessa. A cosa serve fare i paladini della circolarità quando il modello di business è basato sulla sovrapproduzione e la spinta ad un consumo sfrenato grazie alla leva dei prezzi bassissimi? Le prime azioni oneste da intraprendere dovrebbero riguardare la riduzione della produzione ed il miglioramento delle condizioni di lavoro, ma lanciare una piattaforma di seconda mano come scusa per la riduzione dei rifiuti in un’ottica circolare è decisamente più semplice e di maggior utilità per l’immagine. 

Come funziona Shein Exchange

La sezione exchange è accessibile direttamente dalla App di Shein, dove chiunque, in possesso di un profilo attivo, potrà gestire il processo di quotazione, vendita, acquisto e spedizione di articoli di seconda mano. L’azienda addebiterà una commissione del 5% per ogni transazione, con l’obiettivo di rendere la rivendita facile e conveniente come acquistare qualcosa di nuovo. L’unico limite è che i prodotti offerti su Shein Exchange possono essere solo quelli presenti nella cronologia degli acquisti: non si potrà creare un annuncio di vendita con prodotti che non siano stati precedentemente acquistati dalla piattaforma Shein. Il sistema in tre passi è semplice: prima si fa la pulizia dell’armadio, elencando i prodotti acquistati su Shein nella sezione dell’usato, utilizzando un semplice modulo. Successivamente si aggiungono immagini reali e descrizione dei prodotti. Una volta che Shein Exchange approva l’annuncio, altri utenti possono scegliere di acquistare il prodotto.

Seconda mano, primo impulso

Il proliferare di piattaforme dedicate alla vendita di capi di seconda mano, soprattutto quelle legate al fast fashion, continua ad alimentare la cultura degli acquisti impulsivi dettati da prezzi bassi ed occasioni imperdibili. La voglia di qualcosa di nuovo, seppur usato, non si placa e la ruota continua a girare sui principi di rotazione veloce di capi nell’armadio, ricerca spasmodica della novità e acquisto di capi per periodi sempre più corti. 

[Marina Savarese]

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