martedì 21 Maggio 2024

Il discorso post-elezioni di Putin: dagli obiettivi in Ucraina alla possibilità di una tregua

L’unità e la compattezza del popolo russo, i risultati e gli obiettivi della guerra in Ucraina, i rapporti con l’Occidente, la morte di Alexei Navalny, l’opposizione interna, la possibilità di una trattativa di pace e della creazione di una zona cuscinetto in Ucraina: sono i punti cardine toccati dal presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso presso il quartier generale della sua campagna elettorale nel Gostiny Dvor di Mosca, tenuto domenica sera dopo i risultati delle elezioni che, come prevedibile, lo hanno visto ottenere un nuovo mandato presidenziale. Un discorso che, pur all’interno della ovvia retorica politica, pone alcuni spunti interessanti, aprendo ad un cessate il fuoco in vista delle prossime Olimpiadi che si svolgeranno a Parigi dal 26 luglio, ma a patto che non servano solo per dare la possibilità all’Ucraina di «guadagnare tempo e rinforzarsi».

Il capo del Cremlino – che rimarrà in carica fino al 2030 – ha ringraziato i cittadini che sono andati a votare, affermando che «la fonte del potere della nazione è la popolazione russa e che i voti di tutti i cittadini russi esprimono la volontà unita della Federazione russa». Subito dopo ha ringraziato i soldati che stanno combattendo in Ucraina, i quali «stanno assicurando le condizioni per la nostra nazione per esistere in futuro» rischiando la vita «per difendere i territori storici della Russia». Il presidente ha poi aggiunto che ci sono molte cose da risolvere spiegando però che con l’unione «chiunque voglia minacciarci o dominarci, chiunque voglia sopprimere la nostra volontà fallirà. Non hanno avuto successo in passato e non lo avranno in futuro», ha affermato tra gli applausi del numero ristretto di sostenitori ammessi all’appuntamento.

La parte maggiormente retorica del discorso è stata incentrata sulla forte coesione e coscienza collettiva del popolo russo, espressa dalla metafora della «famiglia russa» volta anche a sottolineare la profonda integrazione e unità nonostante la Russia sia uno Stato multietnico dove sono presenti molte religioni diverse. Allo stesso tempo, Putin ha sottolineato come il tentativo, da parte dell’opposizione interna, di «disturbare» le elezioni non abbia avuto alcun effetto. Con un certo sarcasmo, anzi, ha sostenuto che l’opposizione andrebbe lodata per i suoi inviti a recarsi a votare a mezzogiorno, con riferimento alla protesta denominata «Mezzogiorno contro Putin» che incoraggiava gli oppositori a ritrovarsi a quell’ora dell’ultimo giorno delle elezioni, in modo da formare una fila che avrebbe dovuto rallentare l’accesso ai seggi: «Se l’opposizione pensasse che tutti dovrebbero venire a votare, non importa chi sostengono, sarebbe un bene. Per quanto ne so, non c’è stato alcun effetto particolare», ha affermato.

Passando ai contenuti. Il capo della Federazione russa ha quindi spiegato le priorità del prossimo mandato che riguardano il raggiungimento degli obiettivi dell’operazione militare speciale, il rafforzamento delle capacità di difesa e delle forze armate. «Tutti gli obiettivi principali per lo sviluppo del Paese sono stati delineati di recente nel discorso all’Assemblea federale. E, avendo la fiducia del popolo russo, il nostro obiettivo è fare del nostro meglio per portare a termine tutti i compiti e raggiungere tutti gli obiettivi prefissati», ha affermato. Parlando dei risultati sul campo di battaglia, invece, ha detto che l’esercito russo avanza giorno dopo giorno, applicando una strategia che è superiore a quella della semplice difesa attiva: «In generale, le forze armate russe hanno preso completamente l’iniziativa. In alcune zone, le nostre truppe stanno letteralmente facendo a pezzi il nemico», ha detto.

Quanto alla possibilità di creare una zona di sicurezza al confine con l’Ucraina, Putin ha detto di non escluderlo, considerati i recenti attacchi di Kiev in territorio russo, ma non ha fornito dettagli ulteriori sull’ampiezza della zona cuscinetto, limitandosi a dire che dovrà essere abbastanza grande da impedire alle armi di fabbricazione straniera di colpire il territorio russo. Per quanto riguarda, invece, la proposta di Macron per un cessate il fuoco durante le Olimpiadi, il capo del Cremlino ha detto di non aver sentito l’esternazione del presidente francese, ma che il suo Paese è comunque pronto a «negoziati pacifici», a patto però che non siano un modo da parte del nemico per guadagnare tempo e riarmarsi. Lo zar, come viene definito in Occidente, ha anche toccato la questione della morte di Alexei Navalny, affermando che erano in corso trattative per scambiarlo con cittadini russi detenuti in Occidente a condizione però che non tornasse in Russia. Volevamo scambiarlo in modo che non tornasse, ma è avvenuta questa morte, così è la vita». Discolpandosi da ogni possibile accusa di un coinvolgimento nel suo decesso, ha affermato che la morte è sempre un evento triste aggiungendo però che «ne abbiamo avute altre nelle nostre carceri. E questo non è mai successo negli Stati Uniti?»

Rispetto alle reazioni occidentali sul voto in Russia, Putin ha detto che non sorprendono: «Cosa vi aspettavate da loro, un’ovazione? Stanno combattendo contro di noi, combattendo militarmente». Ha quindi aggiunto che il voto in Russia è democratico, al contrario che negli Stati Uniti dove le risorse amministrative vengono utilizzate per attaccare uno dei candidati. «Un disastro, ma non la democrazia: ecco di cosa si tratta», ha tagliato corto il capo del Cremlino. Omettendo il fatto che in Russia la corsa alla presidenza sia stata permessa solo ad “avversari” di facciata. Putin ha poi spiegato che non si può escludere un conflitto su vasta scala tra Russia e NATO, ma che questo non è nell’interesse di nessuno perché porterebbe a una Terza guerra mondiale. Ha poi aggiunto che Mosca non ha alcuna preferenza per nessuno dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti, poiché lavorerà con chiunque venga eletto.

Il principale obiettivo dichiarato di Putin è accrescere la forza e l’indipendenza di Mosca attraverso il suo quinto mandato: «Sognavo una Russia forte, indipendente e sovrana. E spero che i risultati elettorali ci consentiranno di raggiungere tutti questi obiettivi insieme al popolo russo» ha concluso.

[di Giorgia Audiello]

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20 Commenti

  1. Grandissimo statista, aveva tutto, delle nostre plutocrazie, contro e, da buon giocatore di scacchi, ha sacrificato dei pezzi per ribaltare la situazione. La guerra è stata ideata, provocata, alimentata e, spero per poco ancora, perpetuata dallo Zio Sam.

  2. Condivido l’inopportunità, l’insensatezza, la profonda stupidità di schierarsi per una fazione o per l’altra. Sicuramente da una analisi della storia recente dell’Ucraina e nello specifico della contesa regione del Donbass, la Federazione Russa ha agito in maniera “difensiva” dove la Nato si è spinta troppo oltre, dove gli USA si sono impicciati come al solito e hanno sicuramente fatto di tutto per accendere la miccia della guerra. Aldilà delle recenti morti incidentali di personaggi discutibili come Prigozhin e Navalny, aldilà della compostezza e della misuratezza di Putin in confronto ai nostri ridicoli governanti, non dobbiamo dimenticare che la Federazione Russa, con tanti bei discorsi di Patria e di Unione, sta mandando i suoi figli, i suoi ragazzi, a combattere per la Patria, con coscrizione obbligatoria. A morire, a sparare e farsi sparare in bocca per la Patria. Altisonante, bello il concetto di difendere la Patria: ci andavano a crepare i nostri poveri nonni ignoranti per sparare agli Austriaci. Che bella roba, per sfuggire a cosa? Per rivendicare cosa? Concetti che andrebbero visti per quel che sono: strappare un ragazzo poco più che bambino ed obbligarlo ad inenarrabili sofferenze fisiche e mentali fino alla morte (che in guerra non è la peggior disgrazia), sacrificare persone, uccidere essere umani, per l’interesse degli Stati, delle Nazioni, o meglio di 4 stronzi… Di questo stiamo parlando. Non siamo ipocriti, non nascondiamo la testa sotto la terra: oggi il modo di combattere in modo pacifico, per un ideale vero, per un riscatto, per la difesa di un popolo, limitando considerevolmente (ma non azzerando forse) lo spargimento di sangue esiste e ce lo hanno insegnato personalità illuminate come Gandhi. Esistono il dialogo, la negoziazione e alla violenza si reagisce con la Resistenza non Violenta. Sintetizzando Putin, la Federazione Russa certamente equilibrano lo strapotere USA, certamente sono espressione di una Resistenza, certamente ci stanno portando ad un mondo multipolare, ma nel farlo sono maledetti criminali come gli altri. E’ necessario cambiare rotta perchè di un mondo multipolare, in cui il potere è più ripartito, ce ne facciamo poco se a detenerlo sono sempre una misura esigua della popolazione mondiale e soprattutto se siamo sempre dietro a spararci gli uni contro gli altri.

  3. Che piaccia o no Putin e’ e rimane un grande statista: ha risollevato il suo paese dal fallimento economico postcomunista, ha ridato orgoglio nazionale alla Russia, ha saputo condurre decenni di buon vicinato economico e non solo con l’Europa atlantista (suo vicino geografico), ha un’economia che viaggia col vento in poppa a discapito delle sanzioni occidentali, ha iniziato una guerra che non avrebbe voluto condurre ma ora che ne e’ obbligato sa muoversi in modo incisivo ma evitando pericolose escalation. E non ultima cosa ha capito che il mondo che verra’ sara’ multipolare. Insomma , che a noi democratici piaccia o no dobbiamo considerarlo con rispetto e attenzione. Real politik e’ necessaria se non vogliamo condurre guerre ideologiche autodistruttive…E ricordiamoci che il democratico Navalny considerava altri popoli “degli scarafaggi dalla pelle scura”…

  4. Il nosto sistema “democratico” legalizza sistemi autoritari come i decreti legge, che hanno un valore legale devastante e ricattatorio nei confronti delle camere. Strumenti che hanno partorito mostri come il green pass e leggi talemnete inique da essere a volte innapplicate, oppure forzamente applicate con l’arma del ricatto e dell’intimidazione autoritaria, due faccie della stessa medaglia, fetida e marcia.

  5. Ma l’autore dell’articolo, su quali basi sociologiche e su quali fonto afferma che “Omettendo il fatto che in Russia la corsa alla presidenza sia stata permessa solo ad “avversari” di facciata.”? Non è retorica, è una domanda scientifica su un fatto di cui non trovo riscontro e non trovo dati, magari l’autore ha fonti che noi non abbiamo (e se si, perché non le ha citate?)

    • Fonti ce n’è a iosa: basta fare una rapida ricerca su Google, poi che si voglia dargli credito o meno è tutto un altro paio di maniche. Personalmente credo che farsi prendere dal tifo opposto a quello pro-nato e pro-occidente non porti a niente di buono (e ritengo sia uno degli obiettivi dei potenti, mirato a dividere la gente). Putin avrà probabilmente i suoi begli scheletri nell’armadio, molti anche grossi; ovviamente questo non rivaluta minimamente i fantocci che abbiamo qui dalle nostre parti.

      • Le informazioni su Google non sono naturalmente base per un’analsi storica e di cronica. Lei è davvero un po’ ingenuo. Queste piattaforme sono buone per sapere velocemente quando è morto Garibaldi ma non certo per capire cosa sta succedendo nel momdo contemporaneo. Bisogna seguire gli avvenimenti con fonti anche alternative, leggere documenti di prima mano e confrontare. Insomma ci vogliono libri, saggi e capacità analitica. Altrimenti si ingoia cibo surgelato.

        • Certamente, però a questo punto mi piacerebbe davvero sapere da lei quale avversario di Putin esprimeva l’idea di centinaia di migliaia di madri e padri russi, contrari a mandare i propri figli a crepare per la Federazione, sparando in bocca ai loro fratelli coetanei ucraini.

        • Mi dispiace sig. Prometeo, ma lei ha sbagliato mira…il significato era che le fonti in questione sono assolutamente a portata di mano. E ad ogni modo, a parte la sua frecciatina di rito contro le informazioni online di basso lignaggio, sono sicuro che avrà provato anche lei qualche volta a cercare informazioni in rete, e ne avrà trovate spesso di interessanti, ben circostanziate ed arricchenti.

          • Aggiungo, sempre per il signor Prometeo: la data di morte di Garibaldi è una di quelle che si trova anche sulle fonti di informazione “tradizionali”, per così dire. Libri e saggi da lei citati, certo preziosissimi, hanno però il limite, confronto ai nuovi mezzi di comunicazione, della velocità di produzione e circolazione.

  6. Il mainstream e i governi occidentali dovrebbero avere il buon gusto di tacere invece che dispensare lezioni di democrazia a casa degli altri , in casa nostra la falsa democrazia approva leggi censura , limita le libertà individuali , il settore primario è in piazza con i trattori da settimane , l’affluenza alle urne è a picco , vedremo cosa succederà alle europee … . Il popolo Russo in un momento di grande crisi si è stretto intorno al suo presidente votando in massa , questo è il dato di fatto tutto il resto è falsa narrazione frutto di una crisi profonda dell’Occidente .

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