venerdì 12 Aprile 2024

Vittoria degli operai dell’ex GKN: il giudice blocca 185 licenziamenti

Il Giudice del Tribunale del Lavoro di Firenze ha accolto il ricorso presentato da Fiom-Cgil e ritenuto “antisindacale” il comportamento tenuto dall’azienda QF, ex GKN, di Campi Bisenzio (Firenze), bloccando così il licenziamento collettivo di 185 dipendenti. È la seconda volta che il giudice del lavoro annulla i licenziamenti dei dipendenti dell’azienda, nella cornice di una vertenza in corso ormai da più di due anni e mezzo. Autore della condotta antisindacale è stato l’imprenditore Francesco Borgomeo, l’attuale proprietario a cui la Melrose Industries aveva ceduto l’azienda, che nel mese di ottobre ha fatto ripartire la procedura di licenziamento collettivo. A margine di appelli rimasti inascoltati, la Fiom-Cgil aveva ufficialmente presentato ricorso. E ora il giudice ha dato ragione al sindacato. Si tratta, ha scritto la Fiom in un comunicato, “dell’ennesimo atto concreto a tutela di tutti i lavoratori che da quasi 3 anni sono in lotta per la difesa del proprio posto di lavoro”.

I licenziamenti sarebbero ufficialmente scattati il 1º gennaio 2024, ma a disinnescarli è intervenuta la pronuncia del giudice. Essa ha puntato il dito contro la mancanza delle dovute comunicazioni alla Fiom rispetto a quanto stava accadendo in QF, che ha impedito al sindacato di poter svolgere il suo compito istituzionale sulla base delle informazioni indispensabili. Per conoscere i dettagli della pronuncia, occorrerà aspettare di leggere le motivazioni. Ora la Fiom chiede al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di convocare un tavolo con l’obiettivo di far ripartire la trattativa. I lavoratori, che hanno costituito una cooperativa, hanno infatti concepito un piano di reindustrializzazione dello stabilimento a Campi di Bisenzio sostenuto dai sindacati. “Insieme alle lavoratrici e ai lavoratori abbiamo messo in campo tutte le iniziative a difesa dell’occupazione e per la ripresa produttiva in quello stabilimento e continueremo a farlo – ha scritto ancora la Fiom-Cgil all’interno della nota –. Vorremmo ricordare che i lavoratori metalmeccanici delle provincie di Firenze, Prato e Pistoia hanno fatto 12 ore di sciopero per sostenere questa battaglia. Ora è il momento di affrontare la fase di rilancio produttivo del sito, favorire la nascita di un condominio industriale e analizzare profondamente il piano industriale della cooperativa dei lavoratori e farne una reale possibilità di garanzia utilizzando il tempo in più che il Tribunale di Firenze ci ha concesso, forti dell’esito del ricorso che abbiamo presentato. Ci sono tutti gli strumenti per farlo, sia statali che regionali: nessuno può più accampare scuse”. Il sindacato ha comunque confermato la mobilitazione già annunciata per fine anno davanti ai cancelli dello stabilimento al fine di “continuare a difendere il futuro di una fabbrica che sempre più persone, realtà sociali e movimenti vogliono pubblica e socialmente integrata”.

Il 20 settembre 2021, lo stesso giudice del lavoro – Anita Maria Brigida Davia – aveva accolto per la prima volta un ricorso avanzato dalla Fiom in seguito alla notifica, arrivata via mail il precedente 9 luglio da parte della GKN, dei licenziamenti di tutti i 422 dipendenti (4 dirigenti, 16 quadri, 67 impiegati e 335 operai) dello stabilimento di Campi Bisenzio. Secondo il giudice, infatti, l’“accertato” comportamento antisindacale da parte dell’azienda era consistito in particolare “nell’aver impedito al sindacato stesso di interloquire, come sarebbe stato suo diritto, nella delicata fase di formazione della decisione di procedere alla cessazione totale dell’attività di impresa”. In seguito all’annuncio dei licenziamenti, i lavoratori della fabbrica avevano aperto un’assemblea permanente all’interno dello stabilimento. E la lotta, da allora, non si era mai fermata, nemmeno quando, nel 2021, la società QF aveva comprato la GKN di Campi Bisenzio per rilanciarla. Senza, però, riuscire a farlo.

[di Stefano Baudino]

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