giovedì 30 Maggio 2024

In Cile gli eredi di Pinochet controlleranno le riforme costituzionali

Con la votazione avvenuta domenica scorsa, il Cile ha scelto una maggioranza di destra per la nuova Assemblea costituente. Oltre 15 milioni di cileni sono stati chiamati alle urne per formare l’organismo di 50 membri che avrà l’incarico di redigere una nuova Costituzione dopo che un precedente progetto costituzionale è stato respinto da referendum popolare nel settembre scorso. Sarà ora una maggioranza spiccatamente di destra ad avere l’incarico di proporre una nuova Costituzione al popolo cileno.

I 50 nuovi membri del Consiglio costituzionale, eletti con voto popolare, inizieranno a lavorare il prossimo 7 giugno ed avranno cinque mesi di tempo per discutere un progetto costituzionale elaborato su una base redatta da una commissione di esperti che conterrà 12 principi essenziali che non possono essere modificati come quello che prevede un Cile a economia di mercato con partecipazione statale e privata.

Il Partito Repubblicano guidato da José Antonio Kast, discendente di una famiglia tedesca, il cui padre era membro del Partito Nazista, e con un fratello – economista dei Chicago Boys – che è stato Ministro del Lavoro e Direttore della Banca Centrale del Cile di Pinochet, ha ottenuto 22 seggi all’interno del Consiglio costituzionale e, con gli 11 seggi ottenuti da Chile Seguro, si appresta a redigere la nuova carta fondamentale del Paese. L’ultradestra è riuscita a portar via la maggior parte delle 16 regioni del Cile, persino in feudi tradizionalmente detenuti dalla sinistra, come Valparaíso o la regione metropolitana di Santiago. Il Partito Repubblicano si dice favorevole al mantenimento dell’attuale Carta costituzionale figlia del regime militare di Augusto Pinochet.

Al più tardi, nel dicembre di questo anno i cileni saranno chiamati a votare per approvare o meno la Costituzione che sarà proposta dal Consiglio costituzionale in mano alla destra, dopo che, nel settembre del 2022, un voto popolare aveva respinto la Costituzione redatta da indipendenti, attivisti e esponenti della sinistra, come seguito della promessa fatta nel 2021, dall’allora Presidente Sebastián Piñera, con cui si riuscì  a placare un’ondata di grandi proteste in tutto il Paese che fino al momento erano state represse nel sangue.

A due anni dalle proteste che hanno sconvolto il Paese, e una costituente figlia di quelle proteste che però ha visto respinto dal voto popolare il proprio disegno costituzionale, adesso la proposta rischia di essere, quantomeno, il mantenimento dello statu quo.

[di Michele Manfrin]

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