lunedì 20 Maggio 2024

20 militari ucraini si stanno addestrando in Italia all’uso dei missili Samp-T

Fonti del ministero della Difesa hanno confermato che venti soldati ucraini, dall’inizio del mese, vengono addestrati all’utilizzo del sofisticato sistema antimissile Samp-T presso la caserma Santa Barbara di Sabaudia, in provincia di Latina, dove sorge la sede del Comando artiglieria contraerei dell’Esercito. Sviluppato agli inizi del 2000 dal consorzio franco-italiano Eurosam nel programma Fsaf (Famiglia di Sistemi Superficie Aria), tale sistema difensivo si appresta ad approdare in Ucraina entro la primavera, come deciso a gennaio, quando il Parlamento italiano ha approvato il decreto legge che prolunga per tutto il 2023 l’autorizzazione all’Esecutivo ad inviare armi a Kiev. Per il momento, i militari ucraini si esercitano con simulatori sotto la supervisione degli italiani.

Come riporta il sito del ministero della Difesa, il Samp-T “nasce dall’esigenza di disporre di un sistema missilistico a media portata idoneo a operare in nuovi scenari operativi, prioritariamente caratterizzati da driving factors quali ridotti tempi di reazione contro la minaccia aerea, elevata mobilità e possibilità di adeguare il dispositivo secondo tempi commisurati alla dinamicità della manovra”; la nuova versione del sistema “ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio”. Il Samp-T si monta anche su camion ed è munito di controllo integrato nelle reti radar e satellitari dei Paesi dell’Alleanza Atlantica. Può segnalare fino a 100 bersagli e colpirne 10 in contemporanea, a una distanza che può arrivare fino a 120 chilometri.

L’addestramento si starebbe svolgendo a Latina perché il 4° Reggimento artiglieria controaerei ‘Peschiera’, con sede a Mantova, che ha nella sua disponibilità la batteria Samp-T destinata a Kiev, dipende dal Comando di Sabaudia. Di batterie l’Italia ne possiede in tutto 5, ognuna dal costo di 700: una si trova in Kuwait, un’altra l’abbiamo schierata in Slovacchia per proteggere il confine est della Nato.

Il Ministero della Difesa conferma l’addestramento ma lo dà per concluso, sottolineando come la missione di formazione di 15mila soldati di Kiev sia stata disposta dal Consiglio dell’Unione europea lo scorso ottobre (al progetto non aveva aderito l’Ungheria di Orbán). A confermarlo era stato lo stesso ministro Guido Crosetto lo scorso 16 febbraio, di fronte alle commissioni Difesa delle due Camere: «Noi abbiamo offerto un catalogo di corsi da tenere in Italia. Se verranno dati materiali dall’Italia – ha chiarito – dovranno essere addestrate le persone a usarli».

[di Stefano Baudino]

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