domenica 29 Gennaio 2023

L’altro Mondiale: cronache assurde da Qatar ’22 (terza puntata)

Benvenute e benvenuti alla terza puntata di: L’altro Mondiale, che questa volta è abbastanza puntuale, quasi quanto le indagini della Procura di Torino. Si, perché prima di tornare a parlare di Qatar 2022 non si possono non spendere due parole su quello che sta succedendo nel calcio italiano. Le indagini sulla squadra che anche questa volta non nomineremo, di cui vi avevamo parlato nella scorsa puntata si sono allargate ad altre società di calcio professionistico, lasciando trapelare un momento tutt’altro che roseo per il mondo del pallone nostrano. Sarebbero infatti diverse le società calcistiche coinvolte in procedure non proprio ortodosse, per non dire illegali, che potrebbero causare una seconda Calciopoli. Anche la procura della Federcalcio ha aperto un indagine in relazione ad alcune scritture private emerse durante i primi mesi della pandemia, che rappresenterebbero secondo la Procura di Torino, un taglio fittizio degli stipendi per ridurre artificialmente i costi di bilancio. Insomma, non è ancora chiaro se si parla punti di penalizzazione in classifica oppure di anni di carcere.

In Qatar rischia invece di finirci lei in galera. Che per fortuna è croata, perché se fosse stata una ragazza qatarina in galera ci sarebbe già da un pezzo. E forse ci andrà un calciatore italiano, Manolo Portanova, che proprio l’altro ieri è stato condannato in primo grado a 6 anni di detenzione dal Tribunale di Siena per violenza sessuale di gruppo. Comunque tranquilli, la squadra per cui gioca non l’ha nemmeno sospeso e potrebbe continuare a giocare fino a sentenza definitiva. Ennesima ipocrisia di questo mondo che pensa che evidentemente basti indossare una fascia arcobaleno per farsi un po di rainbow washing a costo zero. Ma il “premio ipocrisia” della settimana spetta senza ombra di dubbio alla FIFA. Per settimane la massima organizzazione del calcio mondiale ha ripetuto che non sarebbero stati ammessi messaggi politici ai mondiali, per poi approvare l’esposizione di striscioni arcobaleno e a sostegno delle proteste in Iran, solo pochi giorni dopo l’eliminazione dalla competizione della compagine di Teheran.

Per fortuna c’è stato anche tanto calcio giocato, sono rimaste in otto a giocarsi la coppa, qualche sorpresa, ma le principali favorite sono ancora in corsa. Croazia-Brasile, sarà la prima partita venerdì e la nazionale sudamericana scenderà in campo forse con l’animo pesante dato che Edson Arantes do Nascimento in arte Pelé sta attualmente lottando tra la vita e la morte a causa di un brutto male. A seguire sempre nella stessa giornata si giocherà Olanda-Argentina, con la nazionale sudamericana che secondo alcuni sondaggi sarebbe la squadra favorita dagli italiani in questi mondiali. E vorrei anche vedere, dato che li abbiamo “invasi”, visto che circa metà della popolazione argentina ha origini italiane. L’Immigrazione è un tema complesso. Ma bastano poche partite del mondiale per capire che le società multi-etniche e multi-religiose sono destinate ad aumentare, e che quindi, quando la politica affronta questa questione è tenuta a dare risposte concrete e non slogan.

Parlando di religione, hanno fatto scalpore le telecronache di Daniele Adani, che – con la consueta sobrietà – ha paragonato un giocatore dell’Argentina a Gesù Cristo beccandosi addirittura accuse di blasfemia da parte di alcuni colleghi. I telecronisti francesi che commenteranno il terzo quarto di finale, Inghilterra-Francia, potrebbero invece sentirsi liberi anche di bestemmiare se lo volessero. La Francia ha infatti abolito il reato di blasfemia nel 1881, e lo stesso presidente francese Macron ha dichiarato che «In Francia la libertà di blasfemia è collegata alla libertà di coscienza, io sono qui per tutelare queste libertà». Quasi rivendicando un “diritto alla bestemmia”. Il diritto ad una vita migliore è invece quello che hanno cercato anche i tanti immigrati che sono in Qatar, o quelli che dal Maroco tentano di entrare in Europa tramite le enclavi spagnole di Melilla e Ceuta. 978 le persone morte nei primi sei mesi del 2022 secondo le stime di una organizzazione umanitaria spagnola.

Ed proprio il Marocco che, dopo aver battuto la Spagna, affronterà nell’ultima partita dei quarti il Portogallo. La superstar panchinata dei lusitani, Cristiano Ronaldo, sembra sul punto di siglare un contratto di due anni e mezzo in Arabia Saudita, per la modica cifra di 200 milioni di euro all’anno,che lo renderebbe lo sportivo più pagato al mondo. E qui l’abolizione del reato di blasfemia torna utile. Dietro all’offerta dei sauditi alla stella portoghese ci sarebbe l’intenzione del regno di ospitare la Coppa del Mondo del 2030. Lo scorso ottobre anche l’Ucraina si è candidata come paese ospitante per i mondiali di calcio del 2030, mossa che ha lasciato perplessi data la situazione in cui si trova oggi il Paese e la ricostruzione che dovrà affrontare una volta finita la guerra. Candidatura che in teoria sembrerebbe destinata a fallire ancora prima di incominciare dato che a novembre è stato arrestato il presidente della Federazione calcio ucraina (UFA) per appropriazione indebita di settecentomila euro. Ma si sa che le via della FIFA e dell’uso politico del calcio sono infinite…

[di Enrico Phelipon]

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