venerdì 2 Dicembre 2022

Russia “sponsor del terrorismo”: come hanno votato i parlamentari italiani

Nella giornata di mercoledì i deputati del Parlamento europeo hanno votato una risoluzione che dichiara la Russia “Stato sponsor del terrorismo”. A motivare la decisione vi sono “le atrocità commesse dal regime di Vladimir Putin contro il popolo ucraino”. La risoluzione si limita ad avere un mero valore simbolico, data l’assenza di un quadro giuridico adeguato, ma potrebbe avere potenzialmente un forte impatto nelle relazioni con la Russia. La mozione ha raccolto la quasi totalità dei consensi tra i deputati (con 494 voti a favore), tranne per quanto riguarda 44 astenuti e 58 deputati contrari. Tutto l’arco politico italiano ha votato compatto a favore della risoluzione, ad esclusione del Movimento 5 Stelle, che si è astenuto. Contrari solo 4 parlamentari italiani appartenenti al PD, che hanno votato contro le indicazioni del proprio partito.

La decisione presa dal Parlamento europeo poggia le proprie basi sulle “atrocità internazionali delle forze russe e dei loro delegati contro i cittadini, la distruzione delle infrastrutture civili, e altre gravi violazioni del diritto internazionale e umanitario”, le quali costituiscono “atti di terrore e crimini di guerra”. Vista l’assenza di un quadro giuridico di riferimento, che priva di fatto la mozione di valore legislativo, il Parlamento ha invitato “l’UE e i suoi Paesi a creare un quadro giuridico adeguato e considerare di aggiungere la Russia a tale lista”. In questo modo, riferisce il Parlamento, scatterebbero nuove misure contro Mosca, insieme a maggiori restrizioni delle relazioni con l’Unione. Va specificato che le risoluzioni del Parlamento europeo hanno valenza di mera raccomandazione, non rappresentando un’imposizione per i governi nazionali né per la Commissione europea.

I deputati hanno anche invitato il Consiglio ad aggiungere il Gruppo Wagner e altri gruppi armati finanziati dalla Russia all’elenco dei soggetti terroristici UE, di isolare ulteriormente la Russia a livello internazionale rivedendone l’adesione ad organismi internazionali (quali il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite), di limitare i legami diplomatici con Mosca e bandire le istituzioni statali russe che nell’Unione “diffondono propaganda nel mondo”. Sono stati poi esortati i Paesi europei a portare a termine i lavori per il nono pacchetto di sanzioni “data l’escalation di atti di terrore del Cremlino contro il popolo ucraino”.

L’iniziativa ha riscosso un consenso quasi unanime tra i deputati presenti, venendo approvata con 494 voti favorevoli, 44 astenuti e 58 contrari. Tra gli astenuti si trova il M5S, per il quale “in Ucraina è il momento di alzare i toni della pace mentre la risoluzione messa ai voti porta nell’opposta direzione”. Tra i 58 contrari, invece, figurano i nomi di 4 italiani: la deputata ex membro della Lega Francesca Donato (la quale ha dichiarato come con questa risoluzione «il Parlamento europeo ostacola formalmente il percorso di de-escalation pro negoziato voluto dagli USA») e tre deputati membri di Socialists & Democrats (S&D) eletti con il PD: Pietro Bartolo, vicepresidente della Commissione per le libertà civili, Andrea Cozzolino, presidente della delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb, e Massimiliano Smeriglio, ex vicepresidente della Regione Lazio. Proprio Smeriglio ha dichiarato come questa risoluzione rappresenti «un punto di non ritorno, che allontana invece di avvicinare una soluzione politica: così facendo in campo rimane la sola opzione militare», la quale «colpisce in prima istanza la popolazione civile ucraina, che subisce l’occupazione e i bombardamenti russi». Smeriglio sottolinea di aver votato le risoluzioni a favore dell’Ucraina in precedenza, ma con questa, «voluta dal gruppo dei Conservatori europei, si è fatto un salto di qualità dal mio punto di vista drammatico». Senza dubbio, la posizione assunta dal Parlamento europeo non favorisce la strada del dialogo, trovandosi ben lungi dall’essere traducibile in un atto diplomatico.

Nel frattempo non è tardata la risposta da Mosca, dove la portavoce del ministro degli Esteri russo Maria Zakharova ha proposto di riconoscere il Parlamento europeo “sponsor dell’idiozia”.

[di Valeria Casolaro]

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6 Commenti

  1. Se questo è il quoziente intellettivo,il lavorare per trovare mediazioni siamo messi bene tra i parlamerde della UE, invece gli USA che nel corso di decenni hanno fatto massacri ovunque guerre ovunque e crimini in ogni dove,ma Assange non é incarcerato per nascondere le atrocità dei merricani compiute negli ultimi anni.evvai.

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