giovedì 1 Dicembre 2022

Le navi da guerra della NATO invadono il porto di Cagliari

Cagliari si è svegliata in assetto da guerra, con portaerei, incrociatori, corvette e sommergibili della Marina militare italiana e di quella statunitense attraccate al porto. Si tratta delle unità impegnate nelle esercitazioni Nato “Mare aperto 22-2”, da ieri entrate nella loro fase operativa. 45 unità tra navi di superficie e sottomarini, i cui equipaggi si aggiungono alle forze impegnate a terra (in tutto quattromila effettivi) nei tre principali poligoni sardi: Quirra, Teulada e Capo Frasca. La seconda edizione annuale della Mare aperto coinvolgerà fino al 27 ottobre l’intero quadrante mediterraneo italiano, tra Adriatico, Ionio, Tirreno e Canale di Sicilia. Le operazioni nei mari italiani si svolgono in contemporanea con l’esercitazione annuale “Steadfast Noon”, che simula l’impiego di armi atomiche nel Mare del Nord.

L’operazione militare Mare aperto fa il bis in Sardegna. A maggio era andata in scena “Mare aperto 22-1” e adesso, a cinque mesi di distanza, l’isola è costretta nuovamente a trasformarsi in uno scenario bellico. Tra sabato e domenica sera, il Golfo degli Angeli ha cambiato volto, complice uno spiegamento di forme imponente: navi, sottomarini, caccia F35 ed Eurofighter, oltre alle squadre anfibie della Brigata Marina San Marco e gli incursori di Comsubin. Mare aperto è un’operazione NATO annuale, riproposta nel 2022 in due appuntamenti, che si svilupperà in contemporanea con “Steadfast Noon”, le simulazioni con armi atomiche tra Mare del Nord, Belgio e Regno Unito. Ieri, in Sardegna si è passati alla fase operativa, con spari e manovre militari, nonostante le proteste dei cittadini. Domenica si è svolta, infatti, una marcia di protesta davanti ai cancelli del poligono di Capo Frasca, organizzata dal movimento antimilitarista A Foras. L’obiettivo era quello di manifestare il dissenso nei confronti dell’occupazione militare dell’isola e delle basi esistenti. La protesta di Capo Frasca è «un primo passo per una mobilitazione comune di tutti i popoli del Mediterraneo contro la NATO e contro l’utilizzo delle nostre terre per preparare le guerre presenti e future», hanno dichiarato i militanti di A Foras. Le esercitazioni militari preoccupano i residenti, sia dal punto di vista geopolitico sia per quanto riguarda i danni all’ambiente e alla salute che comportano.

Protesta organizzata dal movimento A Foras

Oltre ai poligoni militari di Quirra, Teulada e Capo Frasca, le esercitazioni coinvolgono anche diversi tratti di costa, alimentando i dubbi relativi al loro impatto ambientale. Nel 2010, il magistrato Domenico Fiordalisi condusse delle indagini incentrate sul disastro ambientale provocato in Sardegna dallo smaltimento illegale di materiale radioattivo all’interno dei poligoni militari. L’indagine, prima di essere “sgonfiata” da una perizia (ritenuta contraddittoria da diversi esperti), accertò l’esplosione di missili Milan contenenti torio, elemento radioattivo, nel poligono di Teulada. Sul poligono di Quirra si sono concentrate invece le analisi del fisico Evandro Rizzini, dalle quali è emerso il collegamento tra l’esposizione al metallo radioattivo e la morte di 167 militari.

[di Salvatore Toscano]

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4 Commenti

  1. Ho estrema difficoltà a comprendere da dove nascano questa serie di ragionamenti ultra superficiali e totalmente sbagliati. Se non ci difendiamo, saremo attaccati. I guerrafondai sono altri, tanto per cominciare. Ad esempio la Russia, che sta invadendo uno stato sovrano. Per questo ci stiamo riarmando, per evitare di perdere la Libertà. Sì, dobbiamo usare meno gas, purtroppo dal 2014 Germania e Italia sono state corrotte dai Russi e siamo geoenergeticamente in imbarazzo. Inoltre c’è un grosso cambiamento climatico in atto. Il problema è semplice: avremmo dovuto smettere almeno 20 anni fa, ora c’è una emergenza SIA climatica CHE politica. Gli Yankee di merda hanno garantito la pace in Italia negli ultimi 70 anni, invece la Bravissima Dolcissima Madre Russia sta bombardando le case degli ucraini, in questo preciso momento. Non so lei, ma preferisco vivere nel presente e consumare meno elettricità e petrolio possibile, invece che stare qui a lamentarmi di tutto e tutti. C’è una emergenza grave in corso e l’unico modo che abbiamo per scongiurare il peggio è fare una transizione ecologica il più rapidamente possibile, includendo l’autoproduzione.
    E’ molto strano che dia del pagliaccio a chi fa una esercitazione per la nostra sicurezza e non per chi ha venduto l’Italia come Salvini, Berlusconi o Conte, tanto per citare i primi tre nomi a caso con evidenti fortissime collusioni con la Dolce Cara Terrorista Russia.

    • La propaganda se funziona ci fa vedere il mondo come un unica visione in cui da una parte ci sono i buoni, e ovviamente siamo noi, e dall’altra i cattivi che sarebbero i russi i cinesi ecc… in base al fabbisogno del momento. Ma se proviamo ad essere razionali e guardare le guerre fatte dai russi dai cinesi e dagli americani scopriamo che gli americani dalla sua nascita sono sempre stati in guerra, vogliamo aggiungere le azioni in colpi di stato e cambi di regime o interferenza elettorale? Non stiamo parlando di opinioni ma tutto documentato, trovi con una breve ricerca sul web o con ampia documentazione storica pubblicata. E’ vero che i russi stanno facendo merda come gli americani fecero a Belgrado, in Libia in Iraq in Afghanistan, ma la nostra reazione non è stata la stessa proprio a dimostrare la sudditanza dall'”impero” Usa che denuncia i crimini degli altri ma rimane quello che ne ha commessi di più. Non è una caso che la maggior parte del mondo vede la guerra in Ucraina diversamente dagli occidentali, altrove la propaganda funziona meno.

  2. Che bello,evviva la crisi energetica,,evviva i guerrafondai ,evviva gli yankee di merda e il governo militare italiano,e poi ci dicono di usare meno corrente,meno gas,a noi gente comune e loro alla faccia delle milioni di famiglie in difficoltà cosa ci impongono.siete solo pagliacci ,lucidi zerbini guerrafondai

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