venerdì 2 Dicembre 2022

Italia e Spagna alla battaglia delle vongole

In Parlamento Europeo si è tenuto un esecutivo comunitario che si è dichiarato favorevole alla deroga per pescare frutti di mare inferiori a 25 millimetri di diametro nel Mar Adriatico, gli europarlamentari spagnoli puntano i piedi e sono pronti a bloccare la proposta di via libera della Commissione europea. No alle vongole made in Italy, la Spagna con fronte unito ha dato vita ad una alleanza contro le vongole inferiori ai 25 millimetri, come stabilito dal regolamento UE sulla pesca.

La questione tra l’Italia e il resto dell’Europa si porta avanti da anni, da quando le vongole del Mar Adriatico erano state escluse dalle politiche comunitarie sugli stock ittici perché ritenute troppo piccole. Le regole europee in materia di pesca prevedono che il prelievo dei frutti di mare di dimensioni inferiori ai 25 millimetri sia vietato. La commissione pesca del Parlamento europeo deve esprimersi sulla proposta di atto delegato all’esecutivo comunitario entro due mesi di tempo, al limite dei quali la proposta dovrà essere approvata o meno. In caso positivo, la delibera permetterà all’Italia di agire in deroga alle regole. Nel 2020 l’Italia aveva già ottenuto delle concessioni per un periodo limitato di tempo, con scadenza il 31 dicembre 2022 per pescare frutti di mare nell’Adriatico. A marzo di quest’anno il governo Draghi ha chiesto il permesso di prelevare dai fondali marini dell’Adriatico i frutti di mare che raggiungevano però le dimensioni di 22 millimetri di diametro, quindi, meno del previsto. A Bruxelles sono stati sottoposti studi, analisi e dati scientifici come prova a sostegno della proposta e in quell’occasione l’esecutivo comunitario ha accordato le richieste.

Adesso le intenzioni della Commissione europea sembrano favorevoli a permettere all’Italia di pescare frutti di mare anche con un diametro inferiore alle norme previste. Il Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca di Bruxelles si è espresso e ritiene che sulla base delle informazioni in loro possesso «la deroga sia in linea con gli obbiettivi dello sfruttamento sostenibile degli stock di conchiglie in alcune acque territoriali italiane». Secondo il comitato la deroga non ha avuto un impatto negativo sullo stato della risorsa, al punto che lo stock sembra essere in miglioramento. Inoltre, il piano italiano sulla questione è stato in grado di portare dei benefici ambientali «Il minor sforzo di pesca, ha contribuito a ridurre l’impatto sull’attività di pesca sull’ecosistema marino consentendo una significativa diminuzione dell’area dragata».

A puntare i piedi e in procinto di bloccare il tutto però ci sono gli europarlamentari spagnoli che si oppongono di fronte al prodotto delle regioni adriatiche italiane. Gli spagnoli marciano su fronte unito e in totale accordo tra di loro, le delegazioni popolari, (Ppe) e socialiste (S&D), hanno dato vita ad un’alleanza contro le vongole inferiori ai 25 millimetri, d’accordo anche gli spagnoli liberali, (Re), che adesso renderanno più complicata l’approvazione dell’atto in commissione di pesca. Hanno infatti annunciato la presentazione di un’obiezione alla concessione di deroga. Di fronte a queste opposizioni si pronuncia anche Rosanna Conte, il membro leghista in commissione pesca spiegando che la taglia minima fissata dal regolamento Ue non ha senso nelle acque lagunari del Mar Adriatico, sarebbe dunque chiaro secondo lei, che l’obiezione spagnola sia l’ennesimo tentativo di ostacolare il lavoro dei comitati scientifici.

[di Marina Lombardi]

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