lunedì 26 Settembre 2022

Teatro dei Calanchi, un progetto artistico per vivere i deserti della Basilicata

Il Teatro dei Calanchi è un progetto culturale e artistico che ogni estate prende vita nel deserto dei Calanchi a Pisticci, in provincia di Matera, Basilicata. Arrivato quest’anno alla sua settima edizione,  ha proposto nel mese di agosto un ricco programma composto da spettacoli teatrali, concerti, visite guidate sul luogo, workshop. Il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente, con l’attenzione a non lasciare traccia del passaggio e dell’attività umana in questo palcoscenico in prestito alla natura. 

I calanchi lucani hanno origini lontanissime e rappresentano una prestigiosa area scientifica di studio geopaleontologico e una preziosa testimonianza del susseguirsi delle ere geologiche e della storia del nostro Pianeta. Dal suo aspetto arido non si direbbe, ma circa 1,8 milioni di anni fa questo territorio era un fondale di un paleomare, cosa che ha reso la materia dei calanchi porosa, simile per composizione all’argilla, e che gli ha conferito caratteristiche geologiche uniche a livello mondiale. 

Il suo suggestivo territorio è stato scelto come palcoscenico a cielo aperto dalla compagnia del Teatro dei Calanchi per lo spettacolo “Metamorfosi”,  in scena tutti i weekend dal 6 agosto fino al 28 di quest’anno. Il titolo dello spettacolo, “Metamorfosi”,  richiama al famoso poema di Ovidio a cui si rifà la sceneggiatura e allo stesso deserto scelto come teatro e testimone di profondi cambiamenti d’essenza e di aspetto.  

Ho visto ciò che una volta era terra solidissima essere mare, e ho visto mari diventati terra; conchiglie marine giacquero lontane dal mare e una vecchia àncora si trovò in cima ai monti. Di quella che era una pianura, il corso delle acque ha fatto una valle, con le alluvioni il monte è disceso al mare”. Poche righe prese proprio dalle Metamorfosi (XV libro) di Ovidio sembrano rispecchiare a pieno il territorio in cui lo spettacolo diretto dal regista Daniele Onorati ha preso forma. Le scene rappresentate al Teatro dei Calanchi sono momenti di mutazione, di passaggio, di metamorfosi appunto. Tra i miti più famosi citati c’è quello di Eco che, prosciugata dai suoi stessi lamenti, si fonde con le montagne, oppure quello di Narciso, o ancora quello di Dafne. Tutti questi miti sono stati messi in scena tra le curve dei calanchi, in un dialogo continuo con il paesaggio e con la natura attraverso una scenografia semplice, fatta solo di argilla, luci e stelle. 

“Metamorfosi è una ricerca scenica e drammaturgica che tende alla massima connessione tra luoghi e poesia” si legge nel sito ufficiale del progetto, che esplicita la volontà di fondersi con la natura attraverso l’arte, un intento perfettamente riuscito. Oltre all’aspetto più scenografico, proprio alla base del progetto artistico risiede la filosofia di totale rispetto e tutela del luogo, di essere a impatto zero, senza apportare modifiche o edificare nulla nel deserto.  Tutti gli spettacoli e tutti i contenuti in programma sono performance totalmente unplugged, con il minimo impatto sonoro e luminoso. Infatti, oltre allo spettacolo Metamorfosi, il programma comprende concerti, workshop di fotografia, e hike guidati per conoscere al meglio il territorio. L’intento del progetto artistico, infatti, non è solo quello di offrire momenti e performance uniche, ma anche di far conoscere il deserto lucano, di ripopolarlo consapevolmente,  di valorizzare un’area che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta e non sarebbe stata frequentata se non da pochi appassionati ed esperti. 

Teatro dei Calanchi è un atto di riconoscenza nei confronti di una terra ricca come la Basilicata, dove i valori profondi resistono intatti e sembra possibile una rinascita culturale, dove potrebbe crearsi un nuovo modello sociale, per il rilancio del nostro paese” ha commentato Matteo Tarasco, regista teatrale e autore. La Regione Basilicata, infatti, sta affrontando un veloce aumento del turismo dopo che, nel 2014, Matera è stata designata Capitale europea della cultura per il 2019. Secondo l’Osservatorio sul turismo a Matera, tra il 2014 e il 2019 “i pernottamenti a Matera sono triplicati, passando da 244.847 a 730.434 presenze nelle strutture ricettive della città”, crescendo di oltre il 198%. Questo incremento di visite alla città di Matera ha sicuramente riguardato in parte anche l’intera Regione, anche se in misura molto più moderata, dal momento che l’attrattiva maggiore consiste ancora nella città di Matera. Il boom di turisti nella Città dei Sassi ha permesso di attirare una maggiore attenzione sul territorio lucano, ma allo stesso tempo la Basilicata è riuscita a mantenere un turismo lento e consapevole, non di massa, nel rispetto della scoperta dell’offerta e della storia della Regione. 

In questo senso, il Teatro dei Calanchi si propone come modello, anno dopo anno, edizione dopo edizione, e fa da apripista per un turismo responsabile, che valorizza l’ambiente naturale, che aiuta alla riscoperta di una Regione tra le più colpite da crisi demografica ed emigrazione, tanto da essere seconda in percentuale solo al Molise per spopolamentoChe progetti del genere possano fermare una tendenza simile è chiaramente impossibile, ma sicuramente contribuiscono nel creare un’attrattiva di valore e sostenibile per chi vuole vivere le proprie vacanze in luoghi più autentici ed inesplorati.

[di Sara Tonini]

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