venerdì 12 Agosto 2022

La Procura interroga i membri del CTS: qualcosa non torna sugli open day vaccinali

Nell’ambito dell’inchiesta relativa al decesso della 18enne di Sestri Levante Camilla Canepa, verificatosi nel giugno 2021 dopo la somministrazione del vaccino anti Covid AstraZeneca, la Procura di Genova ha ascoltato alcuni membri del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), il gruppo di esperti del governo che negli scorsi mesi ha fornito consulenza e supporto in ottica superamento dell’emergenza sanitaria. In tal senso, se da un lato i nomi dei tecnici chiamati come persone informate sui fatti restano nel riserbo, dall’altro ad essere certo è l’oggetto degli interrogatori. Questi ultimi, infatti, sono stati incentrati soprattutto su un verbale del CTS, con il quale lo stesso non aveva rilevato “motivi ostativi” all’organizzazione da parte delle “differenti realtà regionali o legate a provincie autonome” di “iniziative, quali i vaccination day, mirate a offrire, in seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale a tutti i soggetti di età superiore ai 18 anni”. Una posizione che appare alquanto dubbia, non solo poiché – seppur autorizzati – entrambi i vaccini a vettore adenovirale (AstraZeneca e Johnson&Johnson) secondo le autorità dovevano preferibilmente essere utilizzati negli over 60, ma anche poiché il CTS all’interno del verbale aveva a quanto pare riportato in maniera errata i dati dell’Ema (Agenzia europea per i medicinali) sul rapporto rischi-benefici del vaccino AstraZeneca.

Nel verbale, precisamente relativo alla riunione tenuta presso il dipartimento della Protezione Civile il 12 maggio 2021, il CTS aveva infatti sostanzialmente preso in considerazione solo i dati dell’Ema relativi alla fascia d’età 50-59 anni, generalizzandone i numeri. “Da un’analisi pubblicata in data 23 Aprile 2021 da Ema relativa al rapporto benefici/potenziali rischi di trombosi in sedi inusuali associati a trombocitopenia nel contesto di diversi scenari di circolazione virale, risulta che, in una situazione come quella attuale italiana connotata da circolazione virale media, il numero di casi ogni 100.000 persone che sviluppano i fenomeni trombotici sopra menzionati risulta pari a 1.1, mentre il numero di morti dovute a Covid-19 prevenibili è pari a 8 ogni 100.000 persone”, dato che “scende a 1” in un contesto di bassa circolazione del virus. Tutto esatto, se non fosse che – come anticipato – tali dati si riferiscono alla sola fascia d’età 50-59 anni. Nel gruppo più giovane preso in considerazione – 20-29 anni – sia in caso di circolazione bassa che media del virus, il medesimo rischio di trombosi sale infatti ad 1.9 ogni 100mila persone, mentre il numero di morti da Covid-19 atteso è pari a 0.

Dettagli di non poco conto visto che, come sottolineato negli scorsi mesi dal governatore della Liguria, Giovanni Toti, le Regioni sugli open day di AstraZeneca non erano andate «per conto loro», ma la loro predisposizione derivava proprio dal via libera da parte del CTS. Quest’ultimo, così facendo, non solo non aveva tenuto conto dei dati dell’Ema (e come visto li aveva riportati in malo modo) ma era anche andato contro la raccomandazione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) di non somministrare tali vaccini nelle persone al di sotto dei 60 anni. Sarà probabilmente anche per questo che i pubblici ministeri Stefano Puppo e Francesca Rombolà hanno altresì acquisito documenti e circolari emesse dall’Aifa e dal ministero della Salute. Il tutto con l’obiettivo di fare luce sulla controversa questione degli open day vaccinali e della morte di Camilla Canepa, con la magistratura che dovrà accertare se quest’ultima avrebbe potuto essere evitata.

[di Raffaele De Luca]

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5 Commenti

  1. La prima cosa che noto (soffocato dalla nausea verso questi criminali) è che l’illustre governatore della Liguria, ideatore degli open day e di Capitan Vaccino per gli under 12 (ne vogliamo parlare?), tende subito a scaricare il barile verso il fantomatico CTS, complimenti Giuanin…

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