giovedì 1 Dicembre 2022

L’Unione Europea fornirà aiuti militari anche alla Moldavia

L’Unione Europea si appresta a fornire ingenti aiuti militari alla Moldavia e promette di esprimersi al più presto sulla domanda di adesione di questa all’UE. Lo si apprende direttamente da Charles Michel, Presidente del Consiglio europeo, il quale ha fatto visita al Paese pochi giorni fa. Questo avviene a stretto giro rispetto agli attacchi missilistici avvenuti su obiettivi russi in territorio ufficialmente riconosciuto alla Moldavia, in Transnistria, regione dichiaratasi indipendente nel 1990 e che nel 2014, dopo il referendum della Crimea che ha sancito l’adesione alla Federazione russa, ha chiesto di poter unirsi con la Russia. La Moldavia, dopo l’attacco subito in Transnistria, ha allertato le proprie forze di sicurezza.

Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si è recato a Chisinau ove ha svolto una conferenza stampa congiunta con la Presidente moldava Maia Sandu. Durante la conferenza, Michel ha dapprima ribadito che l’Unione Europea vuole mantenere la stabilità nella regione per evitare un escalation militare del conflitto russo-ucraino, poi ha spiegato che l’UE intende fornire aiuti militari alla Moldavia. La Presidente Sandu ha affermato di non ritenere che vi sia alcun rischio imminente di coinvolgimento della Moldavia nella guerra in Ucraina attraverso la regione della Transnistria, ma che le autorità sulla riva destra del Dnestr hanno preparato piani di reazione ad eventuali attacchi.

Il presidente del Consiglio ha detto che l’UE fornirà alle forze armate moldave attrezzature militari e sostegno per combattere gli attacchi informatici e la disinformazione, oltre che un «sostegno significativo» per il rafforzamento delle capacità di difesa. In seguito, il ministero degli Esteri moldavo ha poi dichiarato in un comunicato che il Paese riceverà aiuti in 6 aree di interesse: logistica militare, mobilità, comando e controllo, difesa informatica, capacità di monitoraggio della situazione e comunicazioni tattiche.

L’Unione Europea, in diversi campi, ha già vari accordi con la Moldavia e ne ha implementati dopo lo scoppio del conflitto. Come Ucraina e Georgia, in marzo, anche la Moldavia ha fatto richiesta di adesione all’UE. Durante la conferenza stampa di Chisinau, Michel, che ha definito la procedura di adesione come “complessa” ha affermato: «Sono sicuro che nei prossimi due mesi saremo in grado nel Consiglio europeo di inviare un chiaro segnale sul futuro che vogliamo, anche in termini di allargamento dell’UE».

Successivamente, Olivér Varhelyi, commissario Ue per il Vicinato e l’allargamento, intervenuta al Parlamento europeo circa lo stato della cooperazione tra Ue e Moldavia, ha dichiarato: «Non abbiamo ancora una tempistica precisa né sappiamo quando vi sarà l’adozione del parere della Commissione ma ci prepariamo affinché ciò possa avvenire a ridosso del Consiglio del 24-25 giugno prossimi».

Nel frattempo, l’European Council on Foreign Relations, think-tank europeo, da quasi per scontato che l’escalation del conflitto vi sarà e che accadrà proprio in Moldavia, nella Transnistria, spiegando la necessità di spostare le truppe NATO di stanza in Romania verso il confine moldavo.

Come già vi abbiamo dato conto, la Transnistria ha subito tre attacchi in due giorni, il 25 e il 26 aprile scorso, all’edificio del Consiglio di sicurezza dello Stato a Tiraspol, e successivamente presso il centro radiofonico russo di Mayak – nel distretto di Grigoriopol – e nei confronti di un’unità militare di stanza nel villaggio di Parcani. Il rimpallo delle accuse tra Kiev e Mosca non ha comunque impedito alla Moldavia di dichiarare lo stato di allerta delle forze armate.

[di Michele Manfrin]

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