mercoledì 7 Dicembre 2022

Nessuna fossa comune a Makariv: i media mainstream “si sbagliano” ancora

La notizia che a Makariv, paese vicino Kiev, sarebbe stata scoperta una fossa comune con 132 corpi di civili, prima torturati e poi giustiziati dai russi, è una bufala. Probabilmente, nasce da fraintendimenti delle dichiarazioni di Vadim Tokar, sindaco di Makariv. Oppure dalla confusione con altre notizie, ad esempio quelle su Buzova. Vediamo brevemente cosa è stato scritto dai media italiani e perché non corrisponde al vero. 

Il Sole 24 Ore ha titolato: “Ucraina: fossa comune vicino a Kiev. Eccidio a Makariv”. Nel testo del pezzo, molto breve, si dice che 133 persone sarebbero state torturate e uccise dai russi. Una cosa simile avviene ad esempio su La Stampa. In “Guerra Russia-Ucraina: 133 civili torturati e uccisi”, si parla del “nuovo orrore” di 133 civili di cui “molti trovati in fosse comuni”: anche qui sarebbero stati torturati e poi uccisi. Così è stato narrato a destra e manca, anche in televisione. In sostanza l’idea passata è che i russi abbiano recentemente lasciato il paese di Makariv, e che prima di farlo, in una sorta di macabra vendetta, abbiano torturato, giustiziato e infine gettato in una grande fossa comune ben 132 innocenti, in modo simile a come sarebbe successo a Boucha. Ma le cose non stanno così.

La prima cosa da dire è che i russi non se ne sono andati da un paio di giorni ma da quasi un mese. Già il 22 marzo scorso fonti ucraine informavano che la zona di Makariv era di nuovo in mano alle forze giallo-blu. Tuttavia da quel momento e fino a pochi giorni fa, la situazione nel paese è stata piuttosto critica. A causa dell’occupazione russa subita, sono mancati i rifornimenti di energia, acqua e viveri. In particolare le comunicazioni erano impossibili, e tutt’ora sono state solo parzialmente ripristinate. È per questo che il sindaco del paese, Vadim Tokar, ha potuto riferire solo da poco quale fosse l’effettivo stato di Makariv.

L’8 aprile, in diretta presso TV 1+1, ha parlato per la prima volta del ritrovamento di 133 persone. Sono decedute nel corso degli attacchi, che non si sono arrestati con la dipartita dei russi, e sono state ritrovate nell’arco di 20 giorni di ricerche e soccorsi. Soprattutto, non si trovavano tutte assieme all’interno di una o più fosse comuni. Si riporta qui un passaggio del suo intervento, preso e tradotto da una fonte ucraina: «Queste – le 133 persone – sono quelle che abbiamo trovato in superficie, il numero di persone sepolte da vicini e parenti nel proprio giardino o cortile: non conosciamo ancora il numero esatto delle vittime».

Solo alcune di queste persone avrebbero segni compatibili con forme di tortura, ma la cosa non è ancora stata accertata: sono in corso indagini. Francesca Mannocchi, giornalista italiana a Kiev, ha potuto verificare di persona quale fosse la situazione a Makariv. In collegamento presso La7 ha infatti chiarito che nel paese non vi è alcuna fossa comune, che i 132 corpi sono stati ritrovati nell’arco di molti giorni, e che le presunte torture, riguardanti solo alcuni individui, sono ancora un’ipotesi.

«Questa mattina ci siamo svegliati con la notizia di una presunta fossa comune a Makariv, e del ritrovamento di 132 corpi uccisi e torturati […]. Siamo dunque andati a Makariv a verificare questa notizia. Tenete conto che Makariv è stata dichiarata libera dalle forze di occupazione russa il 22 di marzo […] A Makriv non c’è nessuna fossa comune, non esiste alcuna fossa comune né scavata dagli ucraini né dai russi. Il sindaco Vadim Tokar ha dichiarato che questi 132 corpi sarebbero stati trovati in 20 giorni quasi, da quando la città è stata dichiarata liberata. Che ci sarebbero alcuni corpi su ci si sta indagando perché presenterebbero segni di tortura, ma non sono stati trovati 130 corpi tutti insieme, torturati e vittime di esecuzione. Questo non corrisponde alla realtà».

[di Andrea Giustini]

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8 Commenti

    • Stanno tentando disperatamente di ottenere il consenso del popolo italiano, che per ora non vuole essere coinvolto in un conflitto, per poter dichiarare guerra alla Russia e così scatenare la Terza Guerra mondiale. La storia non insegna proprio nulla, noi europei (con la malefica Unione, che nulla c’entra con l’Europa dei popoli sognata da Gasperi ed altri fondatori) siamo come gli Stati Uniti all’inizio della Prima Guerra mondiale: vogliono trasformare un popolo fondamentalmente pacifico (ma già devastato d due anni di “pandemia”, ed abituato ad un linguaggio violento e militaresco che ha trasformato una parte della popolazione, contraria alla tessera verde ed al siero imposti da questo governo illegittimo, in pericolosi sovversivi da distruggere) in una massa di guerrafondai per giustificare non solo l’invio di armi (incostituzionale) all’Ucraina, ma anche un intervento militare diretto contro la Russia. Per fare questo, come quando hanno instillato il terrore nei confronti del “mortale” ed “incurabile” Covid-19, sfruttano i principali media, ormai diventati servi di un regime non eletto, contrario agli interessi del popolo italiano e guerrafondaio (vedasi la futura base militare di San Rossore, in barba alla recenti modifiche costituzionali volute da questo stesso governo le quali, evidentemente, non sono state promosse affatto con l’intento di tutelare l’ambiente ma con altri, e ben più sinistri, propositi), il tutto per accaparrarsi i fondi pubblici destinati alla stampa. È chiaro ormai che questo governo, in qualche modo, deve cadere il prima possibile ed i suoi membri arrestati, processati e condannati, assieme a coloro che fanno falsa informazione e che ne sono diretti complici. Inoltre, in futuro andrà promossa una legge che vieti ai mezzi di informazione di ottenere finanziamenti pubblici e che abroghi i mezzi di informazione (chiamiamoli così) di Stato.

      • Aggiungerei a quello che dici e che condivido che, una volta messa alla sbarra l’intera classe politica, siano abrogate tutte le leggi approvate da febbraio 2020, inoltre bisogna abolire la possibilità che il governo con voto di fiducia faccia passare qualsiasi orrore delle menti malate possano partorire, le leggi passano dopo che il Parlamento abbia discusso, sempre.

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