giovedì 6 Ottobre 2022

La Corsica è in rivolta dopo il ferimento di un indipendentista in carcere

Da una settimana la Corsica è in rivolta per quanto accaduto nella prigione di Arles mercoledì 2 marzo, quando l’indipendentista Yvan Colonna, in carcere in seguito all’omicidio del prefetto Claude Érignac avvenuto ad Ajaccio nel 1998, è stato aggredito, finendo in coma. Secondo le prime ricostruzioni, ad aver tentato l’omicidio sarebbe stato un altro detenuto, Franck Elong Abé, apparentemente per motivi religiosi. Quest’ultimo avrebbe riferito infatti alla polizia di aver ricevuto delle offese da Colonna circa la propria fede islamica: da qui la reazione e lo strangolamento, per otto minuti, nella palestra dell’istituto. Ma la ricostruzione dell’accaduto non ha convinto i corsi, che dunque sono scesi in strada per protestare, anche sulla spinta dei partiti nazionalisti.

D’altronde la questione indipendentista rappresenta in Corsica uno dei temi politici più caldi, vista la volontà di una buona parte dei cittadini di ottenere una certa autonomia nei confronti del governo centrale francese, se non il totale distaccamento, così come dimostra l’exploit del partito nazionalista Pe’ a Corsica che durante le elezioni del 2015 raggiunse il 35% dei consensi. La volontà dell’indipendenza risale già al XVIII secolo, quando i corsi si ribellarono al dominio genovese, per poi acuirsi a partire dagli anni ’60 del secolo scorso con numerosi attacchi e proteste sia sull’isola sia sul continente. Il 5 maggio del 1976 venne fondato il Fronte Nazionale Corso, un movimento particolarmente attivo che già nella notte della sua creazione disseminò più di venti bombe fra Nizza, Marsiglia e Costa Azzurra. Per vent’anni le rivendicazioni indipendentiste hanno seguito questa strada, fino ad arrivare alla decisione di fermare la lotta armata il 19 dicembre 2014, con l’obiettivo di istituzionalizzare lo scontro prendendo parte alle imminenti elezioni. Prima di questa decisione, però, nel 1998 avvenne l’episodio che ci riporta alla cronaca odierna: l’uccisione del prefetto Claude Érignac per mano di Yvan Colonna, condannato definitivamente nel 2007 all’ergastolo da scontare ad Arles.

Dall’aggressione nei suoi confronti, avvenuta la settimana scorsa, si sono susseguiti diversi scontri e proteste: a Calvi centinaia di manifestanti si sono riuniti nei pressi della sottoprefettura, lanciando diverse molotov sull’istituto, mentre i lavoratori del Sindicatu Travagliadori Corsi marinari hanno impedito l’attracco a un traghetto francese proveniente da Tolone con a bordo, sembrerebbe, diversi agenti anti-sommossa inviati dalla Direzione centrale della Compagnies Républicaines de Sécurité (CRS). Ad Ajaccio, nella notte, un gruppo di manifestanti ha cercato invece di entrare nel Palazzo di Giustizia, provocando un incendio al suo interno.

[Di Salvatore Toscano]

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2 Commenti

  1. Gli ukraini sono dei santi perché vogliono l’indipendenza dai russi, i corsi sono da reprimere perché cercano l’indipendenza dai francesi… i russi sono cattivi perché stanno invadendo l’ukraina, i francesi invece hanno il diritto si mandare poliziotti anti-sommossa (quelli cattivi) perché hanno invaso la Corsica secoli fa …

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