sabato 10 Dicembre 2022

Genova: arriva Draghi, la polizia rimuove i cartelli di protesta dall’asilo

La polizia ha rimosso alcuni cartelli di protesta indirizzati al premier Draghi che erano stati affissi ai cancelli di un asilo di Genova, nel quartiere di Sampierdarena, poco prima che il corteo di auto che trasportava il Primo Ministro e il sindaco del capoluogo ligure, Mario Bucci, vi transitasse davanti. Non paga, ha poi proceduto ad identificare tutti i presenti, ovvero le maestre d’asilo e i genitori di alcuni bambini. Il tutto per aver esposto piccoli striscioni colorati tutt’altro che minacciosi o ingiuriosi, con scritte come: “Signor Draghi, Sampierdarena ha bisogno di tutto, non dei depositi chimici”.

I cartelli erano stati affissi in occasione del passaggio del Presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale si trovava a Genova per la visita al cantiere del Terzo Valico e per incontrare le famiglie delle vittime del Ponte Morandi, da parte delle maestre della scuola dell’infanzia Firpo, insieme ad alcuni genitori del Comitato solidale Firpo, per protestare contro lo spostamento presso il ponte Somalia, nel porto di Sampierdarena, dei depositi chimici che attualmente si trovano a Multedo, provvedimento che ha suscitato molta preoccupazione negli abitanti del quartiere e al quale dovrebbero essere destinati 30 milioni di finanziamenti pubblici.

La Polizia, dopo aver notato il gruppo all’esterno della scuola, avrebbe provveduto alla rimozione dei cartelli prima del passaggio dell’auto del premier e all’identificazione di tutti i presenti, cui sarebbero stati sottratti i documenti per essere restituiti solamente un’ora dopo. La Questura ha confermato che nessuno è stato denunciato.

In un comunicato stampa il Comitato solidale Firpo ha espresso indignazione per “l’ennesima prevaricazione di questa Amministrazione che non tollera dissensi ai propri piani, non accetta discussioni, non ammette voci contrarie intelligenti e di buonsenso, fondamentalmente perché non ha risposte da dare, né a chi sta protestando né a chi sta chiedendo di investire realmente su questo quartiere (e quindi su Genova intera) quei 30 milioni di euro che, invece, andranno a finanziare il loro folle progetto dello spostamento dei depositi chimici“.

[di Valeria Casolaro]

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