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lunedì 20 Settembre 2021

Bologna è la prima città in Europa ad inserire le assemblee cittadine nello Statuto

Con 28 voti a favore e 36 contrari il Consiglio Comunale di Bologna ha inserito nello Statuto del Comune le assemblee cittadine. è la prima città in Europa a prendere questa decisione. Le assemblee, secondo il testo approvato, serviranno ad affiancare gli eletti per proporre soluzioni su temi di particolare rilevanza. Lo strumento delle assemblee dei cittadini è stato proposto dall’associazione ambientalista Extinction Rebellion, come mezzo per contribuire a elaborare soluzioni per far fronte all’inquinamento e all’emergenza climatica, ma sarà convocabile anche per altri argomenti di pubblico interesse.

L’iter della norma che fa di Bologna la prima città europea a formalizzare questo strumento non è stato privo di ostacoli. Lunghi i momenti di stallo che hanno portato anche un militante di Extinction Rebellion ad uno sciopero della fame durato 17 giorni. Il percorso di approvazione è durato complessivamente 9 mesi, duranti i quali gli ambientalisti, per loro stessa ammissione, si sono comportati come gli esponenti delle lobby petrolifere che detestano, ma con opposti fini: «In questi 9 mesi abbiamo seguito, da cittadini attivi, ogni passo dell’Amministrazione e del Consiglio, anche quelli falsi. Li abbiamo incalzati, non come le lobbies economiche che cercano dalla cooptazione politica l’utile e l’interesse privato, ma per il bene di tutti».

Ora l’Assemblea cittadina è realtà. Il suo funzionamento è ispirato dalla teoria della democrazia partecipativa e dalla pratica di altre esperienze simili sorte in Europa. Sono costituite da cittadini e cittadine estratte a sorte secondo un campione stratificato: cioè si scelgono dei parametri che garantiscano che l’assemblea rappresenti uno spaccato il più possibile fedele alla popolazione reale per genere, reddito, condizione lavorativa, eccetera. Un gruppo di esperti fornisce materiale, spiegazioni e informazioni sul tema scelto per l’assemblea. Dopo aver consultato questo materiale, i cittadini costituiscono gruppi per discutere e valutare criticamente le varie opzioni e alla fine del processo viene approvata una delibera da presentare al Consiglio comunale. Leggendo il testo della delibera comunale rimangono alcune criticità, tra tutte il fatto che l’Assemblea cittadina sarà approvata di volta in volta dal Consiglio comunale stesso e non potrà autoconvocarsi, ma la strada appare tracciata e fa di Bologna la prima città in Europa a istituzionalizzare uno strumento di democrazia partecipativa.

Extionction Rebellion, nel sottolineare le potenzialità dello strumento al fine di migliorare le politiche comunali cita anche alcuni casi concreti. Ad esempio: «Nel 2016 una forte inondazione colpiva la città di Danzica. Due morti, milioni di euro di danni. Il Sindaco, allora, accettò di organizzare un’assemblea civica riunendo 60 residenti affinché, ascoltato il parere degli esperti, potessero proporre le loro soluzioni per rendere la città più pronta a nuove calamità. Le decisioni con il supporto dell’80% dei membri dell’assemblea sarebbero state trasformate in legge. Nel 2017 la città fu di nuovo inondata ma la cittadinanza fu in grado di reagire efficacemente anche grazie alle misure decise dall’assemblea».

 

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