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sabato 23 Ottobre 2021

Il governo Draghi si sta facendo affiancare dalla multinazionale McKinsey per il Recovery Plan

La società americana di consulenze McKinsey affiancherà il governo italiano nella scrittura del Recovery Plan, il piano di investimenti che il governo Draghi dovrà presentare alla Commissione Europea entro il prossimo 30 aprile. L’esistenza di un contratto tra la società e il ministero dell’Economia è stata rivelata da Radio Popolare e confermata dal ministero, che in un comunicato ha precisato che «valutazione e definizione dei diversi progetti di investimento e di riforma inseriti nel Recovery Plan italiano restano unicamente in mano alle pubbliche amministrazioni» sottolineando che la società americana percepirà solo 25.000 euro. Al di là delle rassicurazioni è un fatto che con il proprio lavoro McKinsey avrà possibilità di esercitare un‘influenza politica della quale potrebbe beneficiare anche in un secondo momento, quando i progetti prescelti saranno da mettere in campo.

Ricorrere all’aiuto di una potente azienda statunitense suona già preoccupante. La McKinsey, società di stampo neoliberista da anni al centro di <strong>numerosi scandali</strong>, ne dà particolarmente motivo. Durante il mandato Trump, per esempio, è stata coinvolta nei piani per ottimizzare l’espulsione dei migranti. In Arabia Saudita ha avuto un ruolo nella repressione del dissenso. Ha contribuito alla crisi del 2008 con le sue consulenze sul mercato immobiliare. In passato ha anche dovuto pagare una multa da 600 milioni di dollari alle autorità americane per aver consigliato alle industrie farmaceutiche una campagna aggressiva per la pubblicità di un oppioide molto dannoso per la salute (OxyContin), che ha causato migliaia di morti.

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