fbpx
venerdì 15 Ottobre 2021

Usa, sospesa la produzione di F-35: l’Italia ha speso miliardi per aerei che non funzionano?

I jet da combattimento F-35 rappresentano un fiore all’occhiello per l’aviazione militare statunitense. Sin dall’inizio però, lo sviluppo di essi è stato contrassegnato da rallentamenti e problemi mai risolti. Adesso è arrivato lo stop definitivo: gli Usa hanno deciso di posticipare a data da definirsi la produzione di un programma dal valore di 398 miliardi di dollari.Secondo alcune fonti della Bloomberg, gli aerei non si sono dimostrati efficaci rispetto agli armamenti posseduti da Russia e Cina. Inoltre, a causa del Covid-19, sono stati rinviati i test.

Ellen Lord, sottosegretario al Pentagono, ha spiegato che quando verrà definita una nuova data, i tecnici procederanno a controllare il sistema d’arma dell’aereo in un sofisticato simulatore. Ma che, ci vorranno altri due o tre mesi per analizzare i dati e scrivere un rapporto finale. Ciò significa che passeranno mesi prima che l’amministrazione di Biden e il suo nuovo team al Pentagono abbiano tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione sulla produzione a tasso pieno degli F-35. Più di 600 dei potenziali 3.200 velivoli del programma F-35 sono già stati consegnati. A giugno 2020, il numero dei velivoli destinati all’Italia è salito a 28, nonostante non abbiano ancora dimostrato la loro efficacia contro i più impegnativi sistemi di difesa aerea. Secondo un calcolo del Sole 24 ore, ogni jet è costato all’Italia circa 100 milioni di euro.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiano né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di “The Week” prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati