Iran, violato il cessate il fuoco: attacchi USA nella notte, Teheran risponde con missili

Nella notte, gli USA hanno lanciato una serie di «potenti attacchi» contro l’Iran, dopo che ieri alcune imabrcazioni in transito nello Stretto di Hormuz sono state attaccate. Le forze armate USA hanno fatto sapere che si è trattato di attacchi mirati, per impedire all’Iran di «continuare ad attaccare il commercio internazionale» nello Stretto. In risposta, l’Iran ha preso di mira basi statunitensi nel Golfo, minacciando di intraprendere ulteriori «azioni decisive» per salvaguardare la sicurezza nazionale. Questa mattina, dal summit NATO di Ankara in corso, Trump ha dichiarato: «penso che il cessate il fuoco sia finito».

Nella giornata di ieri tre navi hanno subito attacchi mentre stavano transitando da Hormuz. Si tratta della M/T Al Rekayyat, battente bandiera delle Isole Marshall, della M/T Weydan, battente bandiera dell’Arabia Saudita, e della M/T Cyprus Prosperity, battente bandiera della Liberia. Il CENTCOM, il Comando centrale delle forze armate USA, ha detto che nel corso degli attacchi sono stati colpiti 80 obiettivi con munizioni di precisione, come «risposta immediata agli ultimi attacchi iraniani contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz». Il Comando riferisce che sono stati colpiti sistemi di difesa aerei, reti di comando e controllo, postazioni radar costiere, capacità missilistiche anti-nave e «oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche all’interno e in prossimità dello Stretto», al fine di «ridurre la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso questo corridorio commerciale». In risposta agli attacchi, i pasdaran hanno riferito di aver lanciato missili e droni contro 85 siti presso «importanti strutture militari statunitensi», in particolare contro la Quinta Flotta USA in Bahrein e contro la base aerea Ali Al-Salem in Kuwait.

Media locali riportano di esplosioni nelle città portuali di Bandar Abbas e Sirik, che affaccia sullo Stretto, oltre che sull’isola di Qeshm. Il portavoce del parlamento iraniano, Ghalibaf, ha definito quelle statunitensi «gravi violazioni» del memorandum siglato lo scorso 17 giugno: «l’era del bullismo e dell’estorsione è finita» ha dichiarato, aggiungendo «noi non ci pieghiamo». Nelle scorse ore, il viceministro per gli Affari Esteri iraniano, Gharibabadi, aveva accusato gli USA di aver annullato una clausola del Memorandum d’intesa che annullava le sanzioni per la vendita di petrolio iraniano, violando così i patti tra le due parti. Inoltre, «nelle ultime tre settimane, gli Stati Uniti, a causa delle azioni del regime sionista in Libano e delle dichiarazioni minacciose contro l’Iran, hanno ripetutamente violato gli articoli 1 e 2 del Memorandum d’Intesa». Il viceministro ha quindi avvertito che «l’Iran, pur esprimendo un serio avvertimento riguardo alle conseguenze della violazione del patto da parte degli Stati Uniti, adotterà misure decise per salvaguardare i propri interessi e la sicurezza nazionale».

Proprio il viceministro aveva messo in guardia i Paesi occidentali dalle azioni intraprese nello Stretto di Hormuz. In risposta a una dichiarazione congiunta di Francia e Regno Unito, nella quale lo Stretto era definito una «arteria vitale» per l’economia globale e nella quale era stata annunciata una collaborazione con l’Oman per assicurare la sicurezza del transito, il viceministro aveva ricordato che l’Iran è «responsabile e garante della sicurezza nello Stretto» e aveva messo in guardia gli altri Paesi da «qualsiasi mossa militare»: «lo Stretto di Hormuz non è un campo di parata per le dimostrazioni militari delle potenze extra-regionali», aveva dichiarato.

Da Ankara, intanto, il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, ha dichiarato che a suo parere gli attacchi statunitensi avvenuti nella notte sono stati «assolutamente necessari», per via delle violazioni del cessate il fuoco compiute dall’Iran con gli attacchi alle navi nello Stretto. «È fondamentale che gli USA reagiscano con la forza», ha aggiunto. «Sono malati, sono guidati da persone malate», ha dichiarato il presidente USA Trump, aggiungendo: «credo che il cessate il fuoco sia finito».

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Valeria Casolaro

Classe 1991, prima di iniziare l’attività di giornalista ha lavorato nel campo delle migrazioni e della violenza di genere. Collabora con L'Indipendente dal 2021, occupandosi di diritti, migrazioni e movimenti sociali.

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